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L'educazione motoria nella scuola primaria fra neuroscienze e psicopedagogia

attività motoriaIl cervello nel corso della fanciullezza subisce delle importanti modifiche, necessarie per il suo sviluppo. Il fisiologico neurosviluppo è influenzato da numerosi fattori, in primo luogo dagli apprendimenti che avvengono nei contesti scolastici. Un potente stimolatore dello sviluppo cerebrale è rappresentato dall’attività fisica che il bambino fa in questo periodo. L’attività motoria può avere tre finalità, ovvero implementare le funzioni cardiorespiratorie, migliorare la motricità, incrementare la forza muscolare. Per raggiungere questi tre obiettivi, ci si serve di esercizi differenziati a seconda di quali abilità si vogliano implementare. Relativamente alle funzioni cardiorespiratorie, l’esercizio fisico migliora la funzionalità cardiaca e polmonare, consentendo al bambino di sostenere uno sforzo fisico maggiore. Attraverso esercizi specifici si migliora la motricità, ossia i movimenti dei piccoli divengono più veloci, agili e coordinati. L’incremento della forza muscolare permette al bimbo di essere capace di sostenere uno sforzo fisico maggiore.

Come si è detto, l’attività fisica interviene sullo sviluppo cerebrale. Nello specifico, sembra che la ginnastica con finalità cardiorespiratoria sia associata ad un incremento del volume della sostanza grigia dell’ippocampo e dei gangli della base, strutture che fanno parte del sistema nervoso centrale. Dal punto di vista neurofisiologico, l’ippocampo è implicato nei processi di memoria, in particolar modo nella memoria spaziale, nell’apprendimento e nel controllo del comportamento; i gangli della base, che comprendono differenti strutture, come il nucleo caudato, il globo pallido ecc., sono coinvolti in differenti processi, quali il controllo dei movimenti, specificatamente i movimenti oculari, la motivazione, i processi decisionali e il funzionamento della memoria di lavoro.

Gli esercizi che implementano la funzione cardiorespiratoria e le capacità motorie sono correlati ad un accrescimento della sostanza grigia in alcune zone della corteccia cerebrale, quali il lobo frontale e temporale.

L’attività motoria indirizzata a migliorare la motricità e la forza muscolare ingrandisce il volume della sostanza bianca cerebrale (cellule gliali ecc.), ovvero di quelle cellule che, in parte, formano il rivestimento mielinico dei prolungamenti dei neuroni. Come risultato di tale processo, si determina un incremento della velocità e dell’efficienza della trasmissione delle informazioni fra un neurone e l’altro all’interno del cervello.

Gli effetti sulle funzioni esecutive

Tutti questi effetti si riverberano sulle funzioni esecutive, il cui risultato è un potenziamento degli apprendimenti scolastici, in modo specifico di quelli matematici. Con il costrutto di funzioni esecutive si intendono alcune capacità cognitive che consentono di controllare e pianificare i comportamenti. Le funzioni esecutive sono:

  • l’attenzione selettiva, che è quella capacità che consente di concentrarsi su di uno stimolo rilevante per la risoluzione di un compito;
  • l’inibizione, che impedisce agli stimoli distrattori di inficiare l’attenzione, dirigendola verso stimoli superflui;
  • la memoria di lavoro, che è un magazzino di memoria che ha la funzione di ritenere per breve tempo solo alcuni dati esperenziali utili allo svolgimento di un compito, implementando, così, la capacità di decisione e di ragionamento;
  • la flessibilità cognitiva, che è la capacità, a seconda dei cambiamenti contestuali, di reperire differenti strategie utili alla risoluzione di una problematicità.

I domini neurali che controllano le funzioni esecutive si trovano nei lobi frontali della corteccia cerebrale.

Diverse ricerche suggeriscono che l’educazione motoria ha un effetto positivo sul comportamento che i bambini hanno nel contesto scolastico, facendo diminuire l’iperattività e i comportamenti distonici. Inoltre, l’attività motoria nell’età evolutiva è in grado di aumentare la sintesi del BDNF, un fattore di crescita nervosa, e questo sembra incrementare la neuroplasticità, intendo con essa la capacità del sistema nervoso centrale di modificarsi in seguito a differenti input, quali i processi di sviluppo e gli apprendimenti. Ulteriori studi hanno evidenziato che l’educazione motoria nella scuola primaria accresce l’autocontrollo, che consente ai piccoli alunni di saper meglio gestire la propria emotività, i comportamenti e la socialità.

In conclusione, l’educazione motoria svolge un ruolo importantissimo nella media fanciullezza, migliorando il funzionamento cerebrale, che si riflette sugli apprendimenti e sui comportamenti dei bambini di scuola primaria.


Fonti: 

  • Esteban-Cornejo, I., Rodriguez-Ayllon, M., Verdejo-Roman, J., Cadenas-Sanchez, C., Mora-Gonzalez, J., Chaddock-Heyman, L., Raine, L., B., Stillman, C., M., Kramer, A., F., Erickson, K., I., Catena, A., Ortega, F., B., Hillman, C., H. (2019). Physical Fitness, White Matter Volume and Academic Performance in Children: Findings From the ActiveBrains and FITKids2 Projects. Front. Psychol., 10: 208. DOI: 10.3389/fpsyg.2019.00208
  • van den Berg, V., Saliasi, E., de Groot, R., H., M., Chinapaw, M., J., M., Singh, A., S. (2019). Improving Cognitive Performance of 9–12 Years Old Children: Just Dance? A Randomized Controlled Trial. Front. Psychol., 10: 174. DOI: 10.3389/fpsyg.2019.00174

copyright © Educare.it - Anno XIX, N. 9, Settembre 2019

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