Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 4 - Aprile 2024auguri natale

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Costruttori di pace cercasi

no.guerraLatrano i mastini della guerra, aizzati dal rumore delle bombe e dall’odore penetrante dei soldi. Si chiede all’Italia il 2% del PIL in spese militari (quasi 40 miliardi di Euro all’anno) per sedare quelle paure di cui in buona parte sono responsabili proprio i Paesi che oggi corrono alle armi.

La memoria ci impone di ricordare il fallimento della dottrina preventiva che ha destabilizzato il Medio Oriente e che sta all’origine dei conflitti che oggi ci fanno inorridire.

Le bugie di Bush e Blair (quello che aveva fatto sospirare d’ammirazione i progressisti dell’Occidente con il suo programma in tre parole: education, education, education) hanno rovesciato Sadam Hussein, lasciando il campo alla guerra fratricida. Non meno devastante il precipitoso intervento francese contro Gheddafi in Libia, oggi in piena guerra civile con tutti contro tutti, ed il sostegno occulto delle potenze occidentali ai ribelli siriani, nel cui grembo sono cresciuti i fontamentalisti dell’ISIS.

Fallimentare anche il bilancio per il preventivo nobel alla pace al primo presidente nero degli Stati Uniti, quel Barak Obama che oggi sostiene la linea dura contro la Russia nella vicenda che tormenta l’Ucraina.

In questo scenario dobbiamo con forza affermare, insegnare, convincere che senza pace non c’è futuro. Ce lo ha ricordato Papa Francesco, all’inaugurazione del Meeting Interreligioso promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. «La guerra non è mai necessaria, né inevitabile, trascina i popoli in una spirale di violenza che poi si dimostra difficile da controllare; demolisce ciò che generazioni hanno lavorato per costruire e prepara la strada a ingiustizie e conflitti ancora peggiori», con sofferenze enormi per bambini, donne ed uomini senza colpa.

I fatti di questi mesi ci dimostrano la verità di queste parole. Urge una grande mobilitazione delle coscienze ed ogni azione che possa opporre resistenza alla cultura della violenza e delle armi, nella ferma convinzione che “saranno le persone miti ad ereditare la terra”.

 


copyright © Educare.it - Anno XIV, N. 9, settembre 2014

 

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