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A scuola troppo presto

imgTra i fenomeni poco comprensibili di questi anni c'è la tendenza ad anticipare i tempi dei bambini e dei ragazzi: il tempo del cellulare, le uscite serali fino a notte inoltrata, il consumo di alcolici, le esperienze sessuali. Sono gli aspetti più eclatanti ma si potrebbe continuare. Ad esempio parlando dell'anticipo scolastico.

In Italia vige la regola che possono essere iscritti al primo anno della scuola primaria i bambini che compiono 6 anni entro il 30 aprile. Si tratta di una regola, introdotta dal Ministro Gelmini nel 2008, già discutibile dal punto di vista pedagogico se si considera che quei bambini all'inizio delle lezioni di settembre possono avere 5 anni e qualche mese. Ciononostante, secondo i dati pubblicati da Repubblica, ogni anno altri 1.500 bambini e più sono iscritti alla scuola primaria senza avere il requisito anagrafico, nello specifico erano ben 1.635 nell'A.S. 2016/17 e 1.900 nell'anno precedente.

Come è possibile? Basta effettuare l'iscrizione in una scuola paritaria compiacente, dove l'iscrizione non avviene on line come per le scuole statali ma attraverso il modulo cartaceo che i genitori consegnano in segreteria. Una volta che i bambini sotto età hanno intrapreso il percorso scolastico, è impossibile negli anni successivi "sanare" questa irregolarità. 

E' difficile capire la scelta dei genitori che fanno carte false per anticipare l'inserimento a scuola, abbreviando un tempo della vita particolarmente prezioso, ancor meno se si considera quello che succede per molti al termine del ciclo di studi superiori: un lungo periodo di parcheggio all'Università, mentre il mondo del lavoro stenta ad aprirsi ai giovani.


copyright © Educare.it - Anno XIV, N. 1, Gennaio 2019

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