- Categoria: Racconti
- Scritto da Natalina Sposato
Un esercito di formiche
Ero nel mio giardino e stavo giocando a fare il giardiniere. Camminavo per tutto il giardino guardando i fiori e le piante ma ad un certo punto mi sentii pizzicare e mi accorsi che ero tutta coperta di formiche. Allora cominciai a gridare fortissimo, mi sentivo bruciare in tutto il corpo; ma com’era possibile che tutte quelle formiche mi fossero salite addosso? Guardandomi intorno vidi che avevo pestato un formicaio bello grosso. Allora pensai di correre dentro casa, entrai di corsa gridando e correndo da una stanza all’altra della casa sperando di seminare le formiche, però appena mi girai, vidi che un piccolo esercito di formiche mi inseguiva.
Come potevo fare per liberarmi di loro? Dovevo pensare in fretta a un modo per liberarmi di queste formiche mi seguissero. Allora presi un pezzo di pane, uscii in giardino e lo sbriciolai su quattro sassolini che avevo trovato, su ogni sassolino misi due briciole e sistemai tutto in delle buche. Se i sassolini erano 4 e le briciole sui sassolini erano 2, avevo preparato 4 x 2 = 8 oppure 2 + 2 + 2 + 2 = 8 briciole di pane in tutto.
I giorni passavano ma delle formiche non vedevo più nessuna traccia. Ah, come ero felice di non vedere più quelle formiche! Ma non avevo ancora finito di pensarlo che sentii mia sorella che mi chiamava, gridando sempre più forte. Che cosa era successo? Decisi di ispezionare tutta la casa e mentre camminavo mi fermai ad osservare una vecchia bambola che aveva 2 occhi grandi, un naso piccolo e i capelli tutti arruffati. Oh, com’era orribile! Era diventata così quando un giorno mia sorella aveva deciso di farle un bagnetto. L’aveva lavata per benino ma alla fine non era riuscita più a sistemare i capelli. Mi diceva sempre: “Poverina la mia bambolina preferita, guarda un po’ com’è diventata”. Da quel giorno, infatti, i suoi capelli sono rimasti sempre arruffati. Più la guardavo più sembrava che mi fissasse, così spaventata mi misi a correre e, mentre correvo in giardino, inciampai in un formicaio.
Ci risiamo, di nuovo le formiche! A questo punto pensai che era meglio trovare un posto per queste formiche e istintivamente mi recai direttamente nella stanza dove c’era la vecchia bambola. Girandomi indietro vidi che le formiche erano sempre dietro di me, così le feci entrare dando loro il benvenuto, poi chiusi la porta a chiave e me ne andai. Per diversi giorni non pensai più alle formiche, perché ero felice di essermi liberata di loro!
Sembrava che tutto andasse per il migliore dei modi, quando un giorno mia sorella ebbe l’infelice idea di entrare in quella stanza. La mia sorellina stava disperatamente cercando la sua bambola con i capelli arruffati ed aveva girato tutte le stanze della casa senza trovarla. Alla fine, quando si era trovata davanti alla porta della stanza chiusa a chiave, aveva cercato di aprirla. All’inizio non riusciva ad entrare ma poi, dopo vari tentativi, aveva tirato la maniglia così forte che le era rimasta in mano; ma la porta era ancora chiusa, così mia sorella prese una grande forbice e la infilò nel buco della serratura. Dopo tanti sforzi finalmente la porta si aprì e mia sorella andò direttamente a prendere quella bambola; ma appena si avvicinò le formiche uscirono da tutte le parti e cominciarono a salirle addosso. Così anche la mia sorellina era piena di formiche; cercava in tutti i modi di liberarsi ma non ci riusciva, così andò in giardino, prese l’idrante e si scrollò di dosso tutte quelle creature. Ma continuava a gridare anche se le formiche non c’erano più; io allora mi precipitai in giardino e mi feci raccontare tutto quello che le era successo. Poi andai subito nella stanza della bambola e chiusi a chiave la porta. Da quel giorno nessuno ha più il coraggio di aprirla.
copyright © Educare.it - Anno XXI, N. 7, Luglio 2021

