Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 2 - Febbraio 2024

  • Categoria: Racconti

Meravigliosi nonni!

nonniLa domenica la mamma come consuetudine mi portava dai nonni in campagna; per me era il giorno più bello. In campagna potevo scorrazzare nei campi e sporcarmi i vestiti senza nessun rimprovero; la nonna non urlava, anzi era molto contenta quando mi vedeva con le guancette tutte rosse; di solito quando andavo dai nonni correvo attorno alla casa, rincorrevo le galline o andavo sull’altalena, e quando la nonna si avvicinava le sentivo dire: «Oh Mariolino mio, che belle guancette rosse che hai!».

La nonna aveva qualcosa di molto speciale, con lei mi sentivo libero. Invece non pensavo la stessa cosa per il nonno; lui era un po' silenzioso, ma era molto disponibile a giocare con me. Infatti aveva costruito proprio per me una bellissima altalena. Un giorno, mentre giocavamo a carte col nonno, mi descrisse nei minimi dettagli come aveva realizzato l’altalena; aveva preso una corda abbastanza lunga e l’aveva fatta passare tra i rami più alti e robusti di una grande quercia; mi diceva: “sai Mariolino, quest’altezza ti permette di poter ammirare tutta la campagna e avere la sensazione di poter volare sempre più in alto.” “Ah! Che bello nonno”!

La cosa che mi rendeva ancor più felice era il pomeriggio quando la nonna si sedeva su un vecchio dondolo e io mi mettevo vicino a lei, aspettavo proprio questo momento. L’idea di sedermi vicino già mi faceva fantasticare, era come se ad un certo punto si aprisse un libro di segreti e lì dentro trovavo storie e racconti di ogni genere. Provavo tanta tranquillità quando sentivo la sua voce, mi raccontava fatti accaduti di quando lei era piccola, racconti della guerra, oppure mi descriveva le trasformazioni storiche e artistiche che la sua città aveva subito nei vari anni.” Lo sai Mariolino”, mi diceva, “dove ora c’è la piazza tanto tempo fa c’era il mercato e molti contadini venivano a piedi dai vari paesi? Non solo erano carichi di varie mercanzie da vendere; dovevano sopportare tante fatiche e tutte le condizioni metereologiche, perché a quei tempi non c’erano tanti mezzi di trasporto come quelli che ci sono oggi. Prima c’erano le carrozze, gli asini o i cavalli che trasportavano la merce… noi eravamo molto forti e coraggiosi, facevamo tanti giochi all’aperto come le biglie, il nascondino, la settimana, strega comanda colore” La nonna mi diceva sempre “Sai Mariolino, eravamo poveri ma ci divertivamo tanto”.

Così ad un certo punto, poiché mi sentivo un po' preoccupato di quello che stava accadendo, le ho chiesto: “oh nonnina, conosci qualcosa sui virus?” “Si”, mi rispose, “in passato ci sono state vare pestilenze, virus e malattie che oggi sono state debellate: la poliomielite, il vaiolo.” “Lo sai nonna, in questi giorni ho sentito parlare di un virus, si dice che è invisibile, è vero nonna?” “Non farti tante domande, piccolo mio!” Gasp!!! “Nonna cara, volevo dirti che mi manchi tanto, non so quando posso abbracciarti di nuovo o vederti, visto che in questo periodo non si sente altro che parlare di stare in casa… Oh, proprio non lo so!” “Oh, mio piccolo tesoro, capisco quanto ti mancano le mie carezze, un mio abbraccio, un mio sorriso, ma ora voglio raccontarti che cosa è successo e che sta accadendo in questi giorni, sei pronto? Sai Mariolino, poco tempo fa c’era la nostra libertà e i nostri infiniti sogni; ora purtroppo la nostra libertà è limitata per via di questo virus, ora i nostri cari nonni e bambini si ritrovano chiusi in casa. E gira che ti rigira, tra giocattoli, libri, cartelle, pc, pentole, tovaglie e biancheria di vario genere, si ritrovano a guardare e a spostare ora di qua ora di là ogni cosa dentro casa… e alla fine dici: basta, non ne posso più di rigirarmi... in casa! La libertà molte volte non la si apprezza quando l’abbiamo, quando si ha tutto a portata di mano, e allora oggi con magia e fantasia tutti cercano di ritrovarsi liberi e con un po' di originalità e creatività, tra boschi, giardini e prati, sognano di giocare o di calciare qualche pallone, o di gridare a squarciagola: sono libero…” “Questo virus invisibile si è appropriato di tutto e di tutti, ci fa stare male e soli, senza una carezza, però tu sai che il virus noi un giorno lo potremo sconfiggere e solo cosi diventerà buono.

Sicuramente qualcosa di positivo in questo periodo c’è stato, ed è il risveglio della natura che si impadronisce di tutti gli spazi; infatti molte strade, ponti e parchi erano animati di una vegetazione rigogliosa, di animali e di suoni a noi umani ormai sconosciuti, il cu cu del cuculo, il chicchirichì del gallo, il cra cra della rana, l’oink oink del maiale. Molti animali erano liberi di spostarsi, anche il mondo si è svegliato e ha contribuito a rendere la natura più bella e rigogliosa; al contrario, erano gli uomini prigionieri dei loro stessi errori, delle loro stesse paure, mentre tutti grandi e piccoli animali di questo pianeta erano finalmente liberi di vivere, insomma tutti liberi tranne gli uomini. Gli animali padroni dell’ambiente naturale, che l’uomo ha modificato a sua immagine e somiglianza costruendo strade, ponti e case… Le piccole creature hanno conquistato ciò che apparteneva loro, spazi, giardini, boschi, e anche gli uccelli e gli insetti finalmente liberi si sono impegnati a rendere più bella la natura folta e verdeggiante, scrollandoci di dosso tutti quei pesticidi puzzolenti … Alleluia, è il caso di gridare ora, sperando solo che l’uomo abbia imparato la lezione, che possa fare spazio anche a tutti gli altri animali del creato che popolano questo pianeta senza più sporcare. Ora, finalmente liberi per avere sconfitto il male “Virus”, si ritorna al tam tam di prima gridando, correndo e andando fuori mano nella mano, nonni e nipoti tutti insieme non più prigionieri ma liberi facendo un grande girotondo intorno alla terra.

“Allora Mariolino, ricordati” gli sussurra la nonna “la ricchezza sta nel vivere bene in questo pianeta, e nel rispetto di tutto il mondo e di ogni cosa che ci circonda. Solo così saremo di nuovo liberi, non preoccuparti.” “Ma… cosa dici nonna! Oh no! Mi sono perso qualcosa, oh no! Mi dispiace nonnina cara, non sono riuscito a sentire tutto, anch’io stavo sognando la mia libertà. Sai nonna, ricordavo quando correvo nella fattoria col nonno, ti ricordi? E tu mi chiamavi dicendomi: fermati Mariolino, fermati! Quando all’improvviso sono caduto e scivolato in una distesa di fango melmoso con gli escrementi di galline, galli, oche e altri animali cercavano di annusarmi e di beccarmi. Mi sono faticosamente alzato ma all’improvviso mi giro e vedo due oche della fattoria che mi venivano dietro cercando di beccarmi, che spavento! Gridavo a squarciagola “aiuto, aiuto” ma nessuno mi sentiva! Ahimè sono rotolato in mezzo a una scarpata e alla fine mi sono trovato steso in un prato di papaveri, che spavento! Ma nonostante tutto sono riuscito ad alzarmi in piedi e finalmente mi sono liberato di tutti quegli animali che mi rincorrevano. Mentre stavo cercando di ripulirmi, mi ricordo che da lontano sentivo delle urla, era una voce a me cara, infatti ho riconosciuto il nonno che gridava cosa stava succedendo. “ehi! Nonno, nonno” lo chiamo, e a un tratto sento un botto, anche lui era scivolato. Mentre io gridavo “nonno, nonno stai bene?” lui gridava che “non è successo niente, niente, non mi sono fatto niente”. A un certo punto la nonna, che aveva sentito gridare, all’inizio non riusciva a vedere niente, ma scrutando meglio a destra e a sinistra finalmente è riuscita a vederci. Disse: “Ma cosa avete combinato!” Di fronte a due figure strane ricoperte di escrementi le veniva da ridere ma si trattenne, mentre io la osservavo stando zitto, e anche il nonno; ad un tratto sento la nonna dire “Oh No! Non posso credere ai miei occhi, somigliate a due marziani”, e rideva così tanto che non si è neanche accorta che io e il nonno, abbracciandola, l’abbiamo ricoperta di fango. Ricordo che tu nonna, ridendo così tanto e stringendomi sempre più forte, mi dicevi “Non preoccuparti, piccolo mio.” “Si Mariolino, ricordo quel giorno. Il nonno aveva preparato un pranzo buonissimo, di solito lui cucinava qualcosa che a te piaceva tanto, e quel giorno ti aveva fatto una sorpresa. Ah! Quella giornata è stata bellissima.

Sai, la vita ci dà la possibilità di avere giorni belli e giorni meno belli, dobbiamo essere noi a soffermarci sulle cose più belle. “Allora Mariolino, dobbiamo ricordarci che ci possono essere giorni brutti, ahime! con virus, terremoti e alluvioni, ma alla fine i giorni belli arriveranno per tutti… L’importante è avere cura del nostro pianeta e delle cose che ci circondano, solo così possiamo liberarci di tutti i mali che affliggono gli esseri viventi.” “Allora nonna, presto possiamo prenderci per mano e abbracciarci!” “Si, è così Mariolino, fortunatamente la storia si ripete nei secoli, tutto rinasce a nuova vita, dipende sempre da noi decidere cosa fare e come comportarci per vivere bene su questo pianeta meraviglioso...” Alla fine la nonna batte le mani e dice “Allora siete pronti? Io conto fino a dieci e tu Mariolino e il nonno dovete fare presto a pulirvi, perché in cucina c’è qualcosa di buono che ci aspetta”. Il nonno fa una grande risata e dice “No, era una sorpresa!” Mentre la nonna in cucina stava mettendo il cibo nei piatti, vede arrivare di corsa Mariolino che dice: “Primo!!”. la nonna si gira e dice: “E il nonno dov’è? “ Allora piano piano sbucò anche lui dicendo “Secondo!!”. La nonna si rivolge a Mariolino e gli dice: “Vedi, anche noi adulti ci comportiamo da bambini” e così tutti si misero a ridere, promettendosi di stare sempre vicino e aiutandosi, per superare anche i giorni più difficili, perché quando ci si vuole bene tutto si risolve. “Hai capito Mariolino?” Alla fine Mariolino abbracciò forte forte i nonni e gli sussurrò: “Cari nonni, siete la cosa più bella che ho, vi voglio tanto bene”.

copyright © Educare.it - Anno XXIII, N. 7, Luglio 2023

 

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