Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 5 - Maggio 2024

  • Categoria: Vivere di Scuola

Lumache a scuola, per studiare la vita animale ed apprendere la lentezza

lumacheGià in tenera età, i bambini manifestano dei comportamenti finalizzati all’esplorazione della realtà che li circonda: spinti dalla curiosità, sono impegnati a compiere sempre nuove esperienze, acquisendo così una sempre maggiore consapevolezza della realtà che è a loro più prossima. Tuttavia, la loro capacità di osservare è ancora limitata: per tale motivo si evidenzia la necessità dell’intervento educativo che, sfruttando l’istinto di conoscere il mondo, può arricchire le potenzialità presenti in ciascun bambini, introducendo elementi di riflessione volti alla scoperta delle “componenti scientifiche” della realtà.

Tra le diverse esperienze che si possono proporre a scuola, grande importanza assumono quelle volte a favorire l’incontro del bambino con la realtà naturale, che offre la possibilità di esercitare e affinare l’uso dei sensi e di sviluppare così le capacità percettive. Le esperienze che con maggiore facilità vengono proposte in classe sono quelle relative al regno delle piante, perché si ritiene erroneamente che sia l’unica esperienza da poter realizzare in classe con semplicità. Qui vorrei proporre un'attività laboratoriale che riguarda il regno animale; nello specifico, si tratta di allestire e tenere in classe un terrario per un periodo prolungato di tempo, al fine di favorire l’osservazione della vita delle lumache. Interagire con un altro essere vivente rappresenterà per i bambini un’esperienza valida, in quanto coinvolgente dal punto di vista emotivo, ricca e problematica dal punto di vista cognitivo. Attraverso le attività di allevamento, prolungate nel tempo, potranno osservare le caratteristiche morfologiche e comportamentali di un essere vivente ed effettuare le prime riflessioni su come è fatto e vive l’animale.

Allestire e tenere in classe un terrario è un’esperienza dalla grande valenza formativa, che consente di fare innumerevoli osservazioni e riflessioni. L’idea nasce dalla constatazione del fatto che il terrario, a differenza delle esperienze con le gabbie (come ad esempio: portare un coniglio o un uccellino a scuola), comporta la creazione di un microambiente dotato di un certo equilibrio interno. Mentre nel caso della gabbia si provvede semplicemente al buon mantenimento dell’animale da allevare, quando si vuole allestire un terrario è indispensabile imparare a controllare tutti i fattori che entrano nella formazione di un buon ambiente per la vita delle lumache.Allestire un terrario in classe, dunque, offre ai bambini la possibilità di osservare un piccolo ambiente pressoché completo nella sua ricchezza e complessità.

La fase iniziale del progetto ha inizio con l’allestimento in classe di un terrario, il quale verrà “popolato” da alcune lumache di diversa dimensione. Le lumache sono molto resistenti e non necessitano di particolari cure o attrezzature specifiche per la loro sussistenza. Ciò rappresenta un requisito fondamentale in quanto si vuole mettere in evidenza che, anche in scuole non dotate di spazi sufficienti e di attrezzature adeguate, è possibile svolgere attività di carattere scientifico. Per allestire a scuola un terrario ci sono delle scelte e delle operazioni che richiedono necessariamente il lavoro dell’insegnante, o l’aiuto di un collaboratore volenteroso (come nel mio caso). Tuttavia, è opportuno che anche i bambini collaborino in qualche modo alla sua costruzione. Qualcuno, ad esempio, potrebbe portare da casa la terra per il fondo; qualcun altro potrebbe donare un giochino da inserire all’interno che possa fungere da nascondiglio per le lumache; altri bambini potrebbero portare, invece, il cibo per alimentarle.

Alla fine del lavoro di allestimento gli alunni avranno il terrario in un angolo della classe con tutti gli accessori per la sua manutenzione. I bambini saranno invitati ad occuparsi, con l’aiuto dell’insegnante, delle cure giornaliere necessarie alla vita delle lumache: cambiare la terra, dar da mangiare, verificare lo stato di pulizia del terrario, ecc. Così facendo, anche i bambini più restii ad entrare in contatto con le lumache o quelli che nutrono “paura” verso esse, anche se piccole e innocue, saranno stimolati dal comportamento più disinvolto degli altri compagni e potranno superare i loro timori. Solo quando l’animale comincia a diventare “familiare” per i bambini, e fa ormai parte, a tutti gli effetti, della vita della classe, si può passare alla seconda fase del progetto: osservazione mirata al riconoscimento delle caratteristiche distintive dell’animale. Si inviteranno gli alunni a guardare le lumache e a stimolarli a trovare un nome per ciascuna di loro. Questa è un’attività importante perché la scelta del nome farà riferimento alle caratteristiche della lumaca. Ad esempio, si deciderà di chiamare una lumaca “Golosona” perché è quella che mangia più spesso rispetto alle altre e a chiamarne un’altra “Cucciolina” perché è la più piccola di tutte. In questo modo si consentirà di condurre più facilmente i bambini a discriminare e classificare le lumache in base ad alcune caratteristiche (forma, dimensione, colore, caratteristica comportamentale…).

Per sviluppare le capacità attentive e di osservazione del bambino nei confronti delle lumache, essi verranno portati spesso, in piccoli gruppi, davanti al terrario, con fogli e colori per fare i disegni. Emergerà subito che le lumache spesso sono ferme o si muovono lentamente e che grazie a questo è più semplice disegnarle. Nel corso delle attività, si cercherà di creare le condizioni per favorire il confronto delle osservazioni e delle rappresentazioni grafiche effettuate da ciascun alunno con quelle degli altri compagni. Nel caso in cui risulti necessario, attraverso delle domande-stimolo e guidandoli nella maniera opportuna, si faranno evidenziare agli alunni le caratteristiche non ancora percepite dell’animale osservato. Agli alunni saranno proposte anche delle schede nelle quali sarà richiesto di elaborare graficamente, in maniera più dettagliata, quello che già è stato osservato: le caratteristiche distintive della lumaca, le azioni compiute dall’animale e le caratteristiche del suo ambiente di vita. La fase finale del lavoro sarà la rielaborazione concettuale attraverso il racconto dell’esperienza vissuta. Usufruendo delle rappresentazioni grafiche realizzate dagli alunni, si avvierà una discussione collettiva, volta a verificare le conoscenze, le abilità e le competenze acquisite da ciascun bambino al termine dell’esperienza.

Le attività di allevamento e cura di piccoli animali, oltre a una maggiore conoscenza scientifica del comportamento di alcuni esseri viventi del mondo animale, favorirà, altresì, il sorgere, l’affinarsi e il consolidarsi nei bambini di atteggiamenti e comportamenti improntati alla pazienza, all’assunzione di iniziativa, alla perseveranza, alla presa di coscienza della periodicità e ripetitività degli interventi, al prendersi carico responsabilmente di organismi viventi. A ben guardare siamo in presenza di una proposta educativo-didattica, nella quale sono in gioco non solo conoscenze, abilità, competenze, ma anche atteggiamenti e valori. Attraverso il modo di vivere delle lumache, che svolgono tutto con grande lentezza, si potrà far riflettere gli alunni su un concetto molto importante: “bisogna perdere tempo per guadagnarne”. Ciò significa che bisogna bandire la fretta, soprattutto nelle attività di apprendimento a scuola. I bambini devono comprendere che ciascuno ha i suoi tempi e i suoi ritmi di apprendimento. Occorre “perdere tempo” per parlare insieme, nel rispetto di tutti; si deve “perdere tempo” per darsi tempo, ossia per scoprire ed apprezzare le piccole cose, quelle che magari diamo per scontate, ma che in realtà non lo sono, soprattutto per i nostri alunni, che vivono ogni esperienza con la gioia dello stupore. Attività come quella proposta educano alla convivenza civile più di sterili regole apprese sui libri, che non saranno mai interiorizzate perché non vissute. “Perdere tempo” per guadagnare tempo è necessario perché la velocità s’impara nella lentezza. Ecco che un semplice laboratorio di scienze ci consente anche di dare vita a una classe veramente inclusiva, che dà fiducia e che valorizza tutti gli alunni, che riesce a tirare fuori da ciascuno il meglio, inserendo gli studenti in un processo di crescita che coinvolge tutti.

copyright © Educare.it - Anno XXIV, N. 4, Aprile 2024