Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 5 - Maggio 2024

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L’animatore digitale per la formazione dei docenti. Riflessioni sull'esperienza

Animatore digitaleRiordinando lo studio, mi torna tra le mani l’agenda 2019/20 ed un particolare mi balza subito agli occhi: la netta differenza di usura e di consistenza delle pagine da marzo in poi; un crescendo di appunti e appuntamenti che si intrecciano moltiplicandosi. Ricordi non lontani nel tempo riaffiorano alla mente, anche se sembra passato un secolo.

Inevitabile riconoscere il momento storico a cui mi riferisco: la pandemia covid 19. L’agenda è testimone fedele di cosa quel periodo abbia significato per me e per altri addetti al digitale nella scuola. Nel giro di pochi giorni, cercando di trasformare la difficoltà in opportunità, gli istituti dei vari ordini di scuola si sono dovuti reinventare logisticamente e didatticamente per poter continuare a garantire il servizio educativo ai milioni di bambine e bambini e ragazze e ragazzi italiani.

Ai Dirigenti e ai loro collaboratori è spettato organizzare, in tempi brevissimi, le modalità della didattica a distanza, conosciuta poi come DAD. La maggior parte si è affidata all’animatore digitale, talvolta accompagnato da un team. Per coloro che hanno assunto questo incarico è iniziato un nuovo stimolante capitolo lavorativo. Durante l'emergenza si è aperta un’opportunità che il Ministero ha tradotto in un processo che pone la tecnologia al centro di un nuovo piano di azione: la Scuola Futura.

La pandemia ha portato il digitale nelle scuole come non era mai accaduto prima. Da una decina d’anni si era cercato di indirizzare i docenti a sviluppare una didattica con metodologie più innovative che sfruttasse anche le enormi potenzialità contenute nel mondo digitale; le azioni attivate negli scorsi anni con i fondi del PNSD, che istituisce la figura dell’animatore digitale nel 2015, e del PON per la scuola. Solo di fronte all'emergenza e all'assenza di possibili alternative, la complessa macchina dell’istituzione scolastica ha davvero iniziato a convergere in tal direzione. Improvvisamente tutti noi docenti ci siamo trovati a fare il nostro lavoro davanti al PC, connessi con i nostri studenti.

Tempo di apporre una firma sulla nomina di referente della formazione a distanza per docenti (FAD) e mi sono ritrovata in un contesto dove gran parte dei colleghi non aveva la benché minima idea di cosa fosse una videoconferenza. Noi animatori digitali siamo diventati i docenti più ricercati della scuola: telefonate, mail, richieste di supporto di ogni tipo ad ogni ora del giorno. In pochissimo tempo, abbiamo dovuto informarci, formarci e formare i nostri colleghi al meglio delle nostre possibilità. Non sapevamo ancora che sarebbe stato solo l’inizio di un lungo percorso.

Senza dubbio in quel periodo gli insegnanti sono stati coinvolti in un confronto ravvicinato con la digitalizzazione, l’inizio di un processo che, dopo la pandemia, non poteva più essere procrastinato: la possibilità di dare vita a una vera scuola digitale, una scuola che utilizzi davvero la tecnologia come opportunità e non solo come la risposta ad un’urgenza.

La chiave di questo cambiamento, tuttora in atto, è la formazione continua. Durante l’emergenza gli insegnanti si sono sentiti impreparati nell’utilizzo degli strumenti digitali, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche nell’aspetto didattico di progettazione con l’utilizzo della tecnologia.

Una volta finita l’emergenza il Ministero dell'Istruzione, in linea con le disposizioni dell’Unione Europea in materia di educazione digitale, ha quindi investito più di 17 miliardi per l’attuazione del piano Scuola Futura. L’obiettivo è realizzare un nuovo sistema educativo, per garantire il diritto allo studio, le competenze digitali e le capacità necessarie ad affrontare le sfide del futuro, superando ogni tipo di disparità e contrastando dispersione scolastica, povertà educativa e divari territoriali. Tra gli obiettivi fondamentali c’è quello di realizzare la transizione digitale della scuola italiana attraverso la creazione di ambienti di apprendimento innovativi connessi a una visione pedagogica che ponga al centro l’attività didattica e gli studenti, secondo principi di flessibilità, di molteplicità di funzioni, di collaborazione, di inclusione, di apertura e di utilizzo della tecnologia (PNRR 4.0).

Mutano quindi spazi e strumenti ma il vero e proprio salto di qualità lo compiono gli insegnanti mettendosi in gioco e creando ambienti innovativi di apprendimento. Tale slancio è riportato anche nel Piano Scuola Futura: “La responsabilità di abilitare lo spazio alla pedagogia e di trasformarlo in “ambiente di apprendimento” è affidata al dirigente scolastico per l’aspetto organizzativo e ai docenti per l’aspetto didattico, ma richiede il coinvolgimento attivo dell’intera comunità scolastica per rendere sostenibile il processo di transizione verso un più efficace modello formativo ed educativo”.

Dopo gli ambienti e gli strumenti, l’innovazione si è rivolta alla formazione con l’intervento 2.1 Didattica digitale integrata e formazione alla transizione digitale per il personale scolastico, che prevede creazione di un sistema multidimensionale per la formazione continua dei docenti e del personale scolastico per la transizione digitale, e l’intervento 3.1 Nuove competenze e nuovi linguaggi che ha il duplice obiettivo di promuovere, all’interno dei curricula di tutti i cicli scolastici l’integrazione, attività, metodologie e contenuti volti a sviluppare le competenze STEM (Science, tecnology, engineering and mathematics) digitali e di innovazione, e di potenziare le competenze multilinguistiche di studenti e insegnanti.

Proprio nell’ambito del primo di questi interventi gli animatori digitali vengono chiamati in causa in modo esplicito (DM 222 Azioni di coinvolgimento degli animatori digitali) oltre ad intervenire anche in altri progetti, ideando ambienti, scegliendo dispositivi e collaborando, gestendo il registro elettronico, il sito e la piattaforma scolastica. Grazie ai social media in questi anni si è formata una notevole rete di informazioni, un supporto per molti animatori che si formano a vicenda, che si scambiano conoscenze e si aiutano. L’innovazione dell’e-learning è stata e sarà fondamentale in questo processo di formazione.

In questo contesto di trasformazione, quindi, è diventata centrale la figura dell’animatore digitale come formatore: attraverso il suo lavoro cresce la consapevolezza degli insegnanti protagonisti di una nuova scuola, diversa grazie anche alle opportunità offerte dalla rete e dagli strumenti digitali, superando le problematiche che la realizzazione e l’acquisizione di queste novità possono comportare. Il ruolo di formatori di pari è quello di dimostrare come animare la didattica, illustrando come renderla più viva, interessante e coinvolgente per i nostri studenti. L’animatore, come coordinatore, tiene le fila secondo le regole dell’apprendimento cooperativo, che stimoli, che incoraggi e che gratifichi.

In continuo cambiamento mutano le piattaforme e si respira un’aria costante di ricerca. La figura del formatore assume le forme di un coach, che cerca di far emergere le potenzialità di ciascuno e di valorizzare il lavoro di squadra.

Vivendo in un mondo connesso e reticolare gli insegnanti sono chiamati ad imparare a conoscerlo e ad insegnare a conoscerlo. Un mondo interattivo e immersivo, dove la comunicazione e lo scambio tra pari è al centro. È cruciale pensare al ruolo di docente come figura in continua evoluzione, che investendo nella propria formazione non perde mai il desiderio di apprendere ed essere un esempio per studenti, accendendo in loro la sete di sapere.


Riferimenti normativi:


Autrice: Caterina Rose è insegnante della scuola primaria da circa vent'anni; laureata in scienze della formazione e in scienze della comunicazione. Nel suo istituto ricopre il ruolo di animatore digitale.


copyright © Educare.it - Anno XXIV, N. 4, Aprile 2024