- Categoria: Genitorialità
La lettura ad alta voce per sostenere la relazione educativa
Si parla tanto e a ragione di emergenza educativa: da tempo gli esperti, la letteratura di riferimento e l’opinione pubblica individuano nella mancanza di relazione tra genitore e figlio la responsabile privilegiata. Si definiscono le cause, si escogitano le soluzioni sia a livello accademico, sia popolare. È in questo secondo caso che la televisione rappresenta, infatti, il pulpito allestito hic et nunc dal quale si propongono elucubrazioni e metodologie di intervento che arrivano dritte alla coscienza di gran parte di pubblico. Proprio quel pubblico alle prese con un lavoro mal pagato, con i ritmi di un quotidiano ormai velocissimo e sofferente della mancanza di tempo per vivere la relazione con i propri figli tant’è che, a dir la verità, è meglio adottare quella ricetta istantanea indorata dalla tv piuttosto che stare lì a riflettere e mettersi in discussione.
La relazione autentica, densa di significato, quel “luogo” di scambio affettivo, cognitivo, mentale, psichico ed esperienziale costantemente rinnovabile, dinamico, sempre in movimento, perché le età implicate (quella del genitore e quella del figlio) in essa sono immerse in un continuum evolutivo; ebbene, la relazione per eccellenza, quella che “Il Piccolo Principe” istaura con “l’altro” chiunque esso sia, ma che è diverso da sé, e per questa semplice ragione, da “in-contrare” perché è lì che ci si ti arricchisce , è lì che si ha l’opportunità di crescere, è lì che si attiva il cambiamento, la maturazione. Quella relazione è davanti agli occhi di noi genitori, educatori, operatori dell’educazione. È il figlio che la indica al proprio genitore guardandolo, con attesa e fiducia, teneramente in viso e chiedendogli di trascorrere del tempo (IL tempo) con lui. È il figlio l’opportunità per il genitore e non il contrario.
La promozione della lettura ad alta voce è l’ambito educativo più interessante in proposito. La lettura condivisa è la messa in pratica dell’accezione di “relazione” come sopra sintetizzato.
Ben vengano quindi i progetti nazionali Nati per Leggere, Nati per la Musica, Leggere per Crescere, insieme a tutto l’operato delle associazioni piccole o grandi culturali, insieme all’impegno del singolo privato che investe ancora in cultura, tutti attivisti della relazione educativa a mezzo del libro.
Ormai la letteratura a sostegno di quanto si sta affermando è indiscutibilmente scientifica. Deve essere promossa e coltivata costantemente da chi crede nel processo evolutivo dell’educazione.
Nei gruppi di genitori che si impegnano ad acquisire gli strumenti ed i metodi per leggere ad alta voce, capita di trovare davanti a sé mamme in gravidanza o con in braccio un bimbo di 4 mesi che ascoltano ciò che tu hai da dire sui libri (ormai anche ed eccellentemente “a misura di bimbo”) e su quello che essi – oggetti fisici, strumenti culturali, filtri magici che leniscono le angosce infantili - fanno quando sono immersi nella relazione per eccellenza. E’ sorprendente! E’ come parlare di cose nuove, mai ascoltate abbastanza, ma che ora le mamme cominciano a “sentire” con una profondità lontana dalla velocità che le fagociterà probabilmente a breve nel loro quotidiano. Ma loro possono ora non riconoscersi in questa velocità come condizionante, ma riconoscere, invero, questo approccio educativo - la lettura condivisa - come preventivo non solo culturalmente, personalmente, ma socialmente.
Infatti, è molto probabile che il bimbo a cui si leggono le storie, allestendo nella coppia lettore-uditore/genitore-figlio una sana abitudine, gioverà da grande del legame indissolubile e pregno di sentimenti incondizionati con il proprio lettore-genitore per il resto della sua vita. Entrerà successivamente e di conseguenza in relazione autentica con “l’altro da sé”, impreziosendo la relazione di significato meno virtuale e artificiale di come ci educa internet, rispetterà un libro di carta perché profuma di legame profondo con il passato, rispetterà un passato! Ecco, seguirà il filo prezioso che dal passato lo proietta al presente dando un senso al proprio futuro per il quale sta giocando d’anticipo. Se i nostri giovani sono “vuoti” (a dirla secondo un cliché), forse è perché non ci si impegna a riempire quel vuoto relazionale che è il terreno universale dell’educazione.
Riferimenti bibliografici
Valentino Merletti R., Leggere ad alta voce, Mondadori Infanzie, III ed. Milano, 2000
Pennac D., Come un romanzo, Feltrinelli, Milano 1993
Bettelheim B., Mondo incantato, Feltrinelli, Milano, 1977
Bettelheim B., Un genitore quasi perfetto, Feltrinelli, 2002
Miguel Benasayag e Schimdt, L’epoca delle passioni tristi, Universale Economica Feltrinelli, 2005
Mauritius Wilde, Io non ti capisco, il viaggio nel cuore del Piccolo Principe, Messaggero Padova, 2006
Thomas Gordon, Genitori efficaci, Giunti, 1994
Autore: Marzia Colace, pedagogista, è coordinatrice del Centro per la Famiglia per la Provincia di Catanzaro di Fondazione Calabria Etica e responsabile tecnico-artistico dell’ Associazione Culturale “La Nuvola”.
Come pedagogista collabora con il Tribunale di Sorveglianza e come consulente in orientamento scolastico con vai enti di formazione professionale.
copyright © Educare.it - Anno XI, N. 6, Maggio 2011

