- Categoria: Esperienze a scuola
- Scritto da Mariangela Persona
Oltre il voto: un’esperienza di valutazione formativa nella secondaria di 2^ grado
L’articolo presenta l’esperienza di valutazione formativa condotta dal consiglio di classe di una classe terza nell’anno scolastico 2024/25 in una scuola secondaria di secondo grado della provincia di Verona e delle sue principali ricadute didattico-educative. Le competenze di studio degli studenti e delle studentesse sono state valutate tramite il Questionario sulle Strategie di Apprendimento (QSA). Pur non essendo correlati ad un gruppo di controllo, le pratiche di feedback e di autovalutazione introdotte da ogni docente mostrano un miglioramento significativo nella percezione di sé e nell’autoregolazione.
Introduzione
La sperimentazione ha trovato la spinta originaria alla fine dell’anno scolastico 2023/24, quando un gruppo di docenti di una classe 3^ ha chiesto al dirigente dell’Istituto potersi mettere in gioco con una modalità valutativa che non contemplasse unicamente voti numerici. Nel mese di settembre 2024, il consiglio di classe è stato accompagnato in un percorso di formazione e sperimentazione, modulato sulle esperienze e competenze valutative di ciascuno. È importante sottolineare che la volontà comune di aderire a questa sperimentazione ha sicuramente fornito una motivazione all’intero consiglio di classe, necessaria per rivedere alcune decisioni e per affrontare difficoltà burocratiche, come ad esempio quella del registro elettronico, poco adatto per pratiche di valutazione formativa.
La normativa al riguardo
Spesso si ritiene erroneamente che la valutazione con il solo feedback sia l’applicazione di teorie pedagogiche illegittime. Al contrario, per adempiere a quanto recita l’art.1, c.1 del Decreto Legislativo 62/2017, la valutazione formativa è indispensabile per documentare il processo formativo, lo sviluppo dell’identità personale e promuovere l’autovalutazione di ciascuno. Le modalità per attuarla sono invece legate all’autonomia scolastica e devono essere coerenti con l’offerta formativa. Per questa ragione, una volta assunte le opportune decisioni dal consiglio di classe, il dirigente ha provveduto ad inserirle nel regolamento valutativo di istituto, approvato dal collegio docenti.
Un contesto eterogeneo
La classe terza, formata da 23 studenti provenienti da sezioni diverse, è composta da 18 femmine e 5 maschi, di cui 10 con background migratorio, un alunno con DSA e uno con disabilità. La valutazione diagnostica in entrata per alcune discipline ha evidenziato lacune di base in alcuni alunni e, conseguentemente, richiesto da parte dei docenti una progettazione didattico-valutativa con obiettivi più contenuti rispetto a quelli del curricolo o con una scalabilità che consentisse un recupero per chi più era in difficoltà.
Una scelta partecipata
Consapevole di questo punto di partenza, il consiglio di classe ha deciso di coinvolgere in modo diretto studenti e famiglie. La classe è stata informata ed ha avuto uno spazio di confronto sulle scelte valutative dei docenti con l’intento di spostare l’attenzione dalla motivazione estrinseca (“mi impegno per un bel voto”) ad un coinvolgimento consapevole sul percorso di apprendimento.
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Autrice: Mariangela Persona, già docente di lingua francese presso scuole di secondo grado e dirigente scolastica di un istituto comprensivo, ora esaminatrice per certificazione esterna e di formazione, anche come docente a contratto con l’Università di Verona, relativamente alle teorie e metodi per la valutazione.
copyright © Educare.it - Anno XXV, N. 8, Agosto 2025

