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Il fenomeno del bullismo nei minori stranieri immigrati - Modelli di identificazione maschile socioculturalmente situati


Modelli di identificazione maschile socioculturalmente situati

Un primo aspetto da considerare è il modello di mascolinità apprezzato nell’ambiente socioculturale in cui si verifica la formazione della personalità di base di un ragazzo. È necessario, tuttavia, tener presenti sin dall’inizio dei criteri di distinzione: non saranno infatti equivalenti le condizioni socioculturali dell’educazione di un ragazzo che vive in un contesto rurale e di chi vive in un contesto urbano; così pure vi saranno differenze a livello socioculturale tra società di provenienza e società d’immigrazione.

Soffermiamoci per ora sulle società di provenienza. Il modello di mascolinità è veicolo dei valori ritenuti importanti in una società e in una famiglia, se quest’ultima accetta e condivide le logiche della prima. Per esempio, laddove la logica del clan è ancora forte e funziona da vincolo sociale, la questione della virilità non è solo un fatto di portata individuale, ma interessa tutto l’entourage familiare: la virilità è una questione di onore e reputazione di tutto il clan. Essa va affermata, conquistata (al contrario di quella femminile che va preservata) e dimostrata per essere socialmente riconosciuta. In questo tipo di società l’affermazione della virilità ha dei momenti topici: il rispetto dell’autorità paterna e la deferenza verso il padre, la difesa delle sorelle da possibili insidie di altri maschi e l’esercizio dell’autorità sulle donne della famiglia, il matrimonio – in cui la prova massima della virilità è rappresentata dal coito, dalla potenza sessuale – e quindi la capacità di dare una discendenza e di perpetuare il patronimico. Se facciamo riferimento ai valori della tradizione nelle società maghrebine, questo è lo schema che segna l’itinerario dell’acquisizione dell’identità maschile.

Il modello di virilità è trasmesso mediante l’educazione. Ramacle (3), sempre in riferimento al Maghreb, individua due fasi principali dell’educazione del maschio. La prima, caratterizzata da un atteggiamento piuttosto permissivo nei confronti del bambino ("sfera materna"), in cui egli viene coccolato e quasi idolatrato dalle donne di casa, e protetto da eventuali frustrazioni. Il principio del piacere regna incontestato e il figlio maschio ha accesso, con molta libertà, agli spazi di intimità femminili come l’hammam (bagni pubblici). La successiva fase – il cui passaggio è segnato dalla circoncisione – è caratterizzata dall’assoggettamento alla legge paterna e ai doveri religiosi ("sfera paterna"), con tutto ciò che essi comportano in termini di divieti e obblighi da rispettare. D’ora in poi, il ragazzo viene considerato un essere dotato di ragione (‘aql) e, quindi, capace di comprendere i decreti morali e di assumersene la responsabilità. Il passaggio avviene in modo piuttosto brusco per i ragazzi mentre per le figlie femmine si articola in modo più graduale. Anche l’ordine patriarcale viene trasmesso con l’educazione ed il maschio impara a percepirsi come un privilegiato all’interno della società maghrebina.
Che cosa succede con l’esperienza migratoria?