- Categoria: Pratiche di inclusione
- Scritto da Giada Masotto, Elisa Garieri
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Emozion(D)ante viaggio nell’Inferno delle nostre emozioni
L'efficacia e l'inclusività di una proposta didattica sono intrinsecamente legate alla sua capacità di suscitare engagement, coinvolgimento e interesse negli studenti. In tale prospettiva, l'opera dantesca, “La Divina Commedia”, si rivela una risorsa pedagogica straordinariamente attuale e interessante. Nella proposta didattica di seguito delineata, si dimostra come questo capolavoro letterario, fonte inesauribile di riflessioni sulla condizione umana, possa essere utilizzato come strumento per affrontare le sfide della società contemporanea, offrendo spunti di analisi critica e favorendo un apprendimento inclusivo e coinvolgente.
Femminicidio, suicidio, ludopatia, disturbi alimentari, furto d’identità temi che, pur radicati nella storia umana fin dal Medioevo, assumono oggi rilevanza fondamentale nel contesto adolescenziale. In un'epoca caratterizzata da crescente complessità sociale e tecnologica, i giovani si trovano spesso a confrontarsi con una vulnerabilità accentuata, un senso di isolamento e un bisogno profondo di figure di riferimento capaci di offrire orientamento e supporto.
La proposta didattica
Attraverso un lavoro di introspezione e riflessione, prima individuale e poi collettiva, gli studenti di una classe terza di un Liceo delle Scienze Umane, sono stati invitati ad esternare emozioni, condividere esperienze e immaginarsi come guida e supporto per sé stessi e per gli altri. Nello specifico una classe composta da 21 studenti, 20 ragazze ed un ragazzo, di cui 3 con DSA e una ragazza “Tea” con un profilo di sviluppo abbastanza complesso e una disabilità intellettiva di grado medio. Il progetto trae origine da un'esperienza didattica in classe, incentrata sul XIII canto dell'Inferno della Divina Commedia, quando l'analisi da parte della docente di Italiano dell'incontro tra Dante e Pier della Vigna - figura storica che si tolse la vita in seguito a false accuse di tradimento, illudendosi di poter così sfuggire all'ira del suo sovrano - generò in Tea un'inaspettata reazione. Il tema del suicidio, centrale in questo episodio dantesco, suscitò in lei evidenti segnali di turbamento e disagio, catalizzando l'attenzione su una problematica di stringente attualità.
Un'indagine più approfondita ha rivelato poi, che il disagio di Tea era radicato in un evento traumatico: il suicidio di una sua cara amica. Questa esperienza aveva reso il tema della morte, e in particolare del suicidio, fonte di profondo dolore e malessere, al punto da indurla a rifiutarne persino la mera menzione.
Questo episodio ha offerto l'opportunità di approfondire la conoscenza della studentessa e ha stimolato il desiderio di supportarla nell'elaborazione di tematiche così delicate e dolorose. Come primo passo, si è progettata un'attività individualizzata basata sull'autoriflessione. Tea è stata invitata a esprimere per iscritto, su fogli di diversi colori, vari aspetti della sua personalità: gusti, interessi, aspirazioni, percezione di sé e paure. L'uso dei colori non è stata una scelta casuale: a ogni foglio, e quindi a ogni aspetto di sé, Tea doveva associare una tonalità che rispecchiasse il suo stato emotivo in relazione a quel particolare elemento. Questa strategia mirava da una parte a facilitare l'espressione di pensieri ed emozioni in modo non verbale, a stimolare un processo di autoconoscenza e consapevolezza emotiva e dall’altra a creare un “ponte” comunicativo tra l'esperienza interiore di Tea e il mondo esterno.
Dopo un’osservazione sistematica di diverse settimane, è emerso che le aree di intervento prioritarie su cui andare ad intervenire riguardavano in particolare la dimensioni cognitiva e la dimensione relazionale. Questa valutazione, unitamente alla riflessione sull'episodio legato al tema del suicidio, ha catalizzato lo sviluppo di un'idea progettuale innovativa. L'intuizione chiave è stata quella di utilizzare i canti della Divina Commedia, già oggetto di studio da parte degli studenti della classe, come punto di partenza per un'esplorazione di tematiche contemporanee. L’attività, concepita in collaborazione con l'insegnante di lettere, si è posta la finalità di creare un ponte tra il capolavoro dantesco e le problematiche attuali, offrendo così un contesto ricco e significativo per affrontare le sfide cognitive e relazionali identificate.
L'approccio metodologico adottato si è basato su una combinazione strategica di metodologie didattiche innovative, mirate a stimolare sia lo sviluppo cognitivo che quello relazionale. In particolare: il cooperative learning è stato scelto come metodologia principale, favorendo l'apprendimento attraverso la collaborazione e l'interazione tra pari. Questo ha favorito la creazione di un ambiente di apprendimento inclusivo e partecipativo, dove ogni studente potesse contribuire attivamente al processo educativo. Sono state poi pianificate attività di peer tutoring, consentendo agli studenti di assumere alternativamente il ruolo di tutor e tutee. Ne sono stati favoriti, non solo una migliore comprensione dei contenuti, ma soprattutto la promozione dello sviluppo di competenze comunicative e di leadership. Infine sono state organizzate delle sessioni di circle time per facilitare la condivisione di esperienze, opinioni e riflessioni in un contesto strutturato e non giudicante, portando ad un evidente miglioramento delle dinamiche di gruppo e al potenziamento delle competenze socio-emotive.
L'implementazione del progetto ha preso avvio con una fase introduttiva rivolta all'intera classe, seguita da una strutturata organizzazione in gruppi di lavoro. Il punto di partenza è stato l'analisi di una selezione di canti della Divina Commedia, precedentemente studiati. Attraverso un processo di riflessione guidata, gli studenti hanno identificato i temi principali di questi canti, procedendo poi a una loro attualizzazione nel contesto contemporaneo. L’esercizio di trasposizione temporale ha portato all'emersione di tematiche profondamente radicate nel vissuto quotidiano degli adolescenti coinvolti: femminicidio, ludopatia, disturbi alimentari, furto d'identità, suicidio. L’individuazione di questi argomenti riflette non solo la loro rilevanza nell'opera dantesca, ma anche la loro persistente e talvolta drammatica attualità nel contesto sociale odierno.
L'analisi si è focalizzata su quattro canti chiave dell'Inferno dantesco, ciascuno dei quali ha fornito lo spunto per l'esplorazione di una tematica contemporanea:
1. Canto V (I Lussuriosi): celebre per la storia di Paolo e Francesca, è stato reinterpretato alla luce del fenomeno del femminicidio, evidenziando come le dinamiche di potere e possesso nelle relazioni possano degenerare in violenza di genere. Partendo da questa suggestione letteraria, l'analisi si è sviluppata attraverso diverse fasi:
- definizione del femminicidio nel contesto contemporaneo, evidenziando le differenze con la rappresentazione medievale delle relazioni di potere;
- analisi geopolitica del fenomeno, identificando le aree geografiche dove il problema è particolarmente acuto e le possibili cause socio-culturali sottostanti;
- approfondimento del fenomeno nel nostro paese, supportato da dati statistici aggiornati che hanno permesso di comprendere la portata e l'evoluzione del fenomeno nel contesto nazionale;
- elaborazione di consigli concreti per individui che potrebbero trovarsi in situazioni di pericolo, includendo informazioni su risorse di supporto e procedure di emergenza.
2. Canto VI (I Golosi): la rappresentazione dantesca della gola ha offerto un punto di partenza per affrontare il complesso tema dei disturbi alimentari, mettendo in luce le problematiche legate all'immagine corporea e alle abitudini alimentari nella società contemporanea. Gli studenti hanno stabilito un collegamento innovativo tra la rappresentazione dantesca dei golosi e le manifestazioni cliniche dei DCA, evidenziando come le descrizioni poetiche possano riflettere, seppur in modo allegorico, comportamenti patologici moderni. E’ stata poi elaborazione una guida pratica per riconoscere i segnali precoci dei DCA, sia fisici che comportamentali, facilitando un intervento tempestivo, infine sono state suggerite delle strategie di intervento e supporto su come approcciare una persona che si sospetta possa soffrire di un DCA, ed è stato stilato un elenco di professionisti, strutture sanitarie e associazioni specializzate nel trattamento dei DCA.
3. Canto XIII (I Violenti contro se stessi): dal lavoro su questo canto sono scaturite due distinte linee di riflessione: a) il suicidio, tematica centrale del canto, è stato analizzato nel contesto delle sfide psicologiche e sociali attuali; b) la ludopatia, interpretata come una forma moderna di violenza contro se stessi, è stata esplorata come parallelo contemporaneo dell'auto-distruzione descritta da Dante. Entrambe le problematiche sono state analizzate alla luce del loro contesto contemporaneo, evidenziando come l'uso improprio dei social network possa esserne spesso una radice comune. Nel loro studio sul suicidio, gli studenti hanno preso le mosse dall'analisi del bullismo e del cyberbullismo, fenomeni strettamente legati alla realtà giovanile. L'indagine è stata poi approfondita con l'esame di dati statistici e riferimenti normativi, offrendo una panoramica completa che ha incluso la definizione del suicidio, i segnali d'allarme e le strategie di prevenzione. Il gruppo ha concluso la sua analisi con un'interessante digressione sul tema dell'eutanasia, ampliando così la riflessione a un dibattito di portata più ampia e attuale. Parallelamente, l'analisi della ludopatia si è concentrata sugli aspetti psicologici e fisiologici di questa dipendenza, esaminando gli effetti del gioco d'azzardo sul corpo e sulla mente. Gli studenti hanno posto particolare enfasi sull'importanza del dialogo e del supporto sociale come elementi chiave nel processo di recupero e prevenzione.
4. Canto XXX (I Falsari): la rappresentazione dantesca dei falsari ha ispirato un'analisi del fenomeno moderno del furto d'identità, comunemente noto come “catfishing”. Partendo dalla rappresentazione dantesca dell'inganno e della falsificazione, il gruppo ha tracciato un parallelo con le moderne forme di frode online. L'indagine si è articolata in diversi aspetti chiave del fenomeno: innanzitutto, è stata data una definizione esaustiva del catfishing, evidenziando come questa pratica si sia evoluta nell'era digitale. Con molta cura e attenzione è stato poi delineato un profilo delle potenziali vittime, analizzando i fattori di vulnerabilità che rendono alcuni individui più suscettibili a questo tipo di inganno. Il gruppo ha esaminato quindi il quadro normativo attuale e le misure in atto per contrastare il fenomeno. Infine, gli studenti hanno elaborato una serie di consigli e strategie, con la finalità di educare alla prevenzione e all'identificazione precoce di tentativi di catfishing.
La stretta correlazione tra i canti dell'Inferno e le problematiche contemporanee ha permesso agli studenti di esplorare la persistente rilevanza dell'opera dantesca, offrendo al contempo un quadro interpretativo per comprendere e discutere importanti questioni sociali. Gli studenti, partendo da un verso particolarmente significativo del canto oggetto di studio, hanno sviluppato l’argomento arricchendolo di fatti realmente accaduti e/o riferimenti normativi. La parte finale è stata dedicata ad una riflessione condivisa circa le strategie da adottare nel caso si trovassero sia loro stessi che i loro amici in quella particolare situazione, dando anche dei consigli utili e dei riferimenti specifici di contatti a cui fare riferimento.
Step by step
I canti su cui lavorare sono stati attribuiti ai gruppi di studenti in maniera casuale, attraverso un’attività di gaming creata con l’applicazione digitale Wordwall.
Prima di immergersi nell'analisi approfondita dei temi danteschi e delle loro controparti moderne, è stata pianificata una fase preparatoria per stimolare il coinvolgimento emotivo e la riflessione personale degli studenti. Ogni gruppo è stato invitato a esprimere, attraverso parole chiave, le emozioni spontanee suscitate dalle tematiche proposte.
Per facilitare questo processo e visualizzare efficacemente i risultati, è stato impiegato Mentimeter, uno strumento interattivo di presentazione. Le risposte degli studenti sono state aggregate in tempo reale, generando una suggestiva nuvola di parole, che ha offerto una panoramica immediata e d'impatto delle reazioni emotive del gruppo.
Ogni gruppo ha sviluppato il proprio lavoro in un’ottica multicanale: attraverso audio, video, testi, etc. Un’applicazione che è risultata particolarmente utile in diverse fasi del lavoro è stata Canva. Fondamentale si è rivelato il momento di metacognizione finale. Attraverso un’attività di circle time, ognuno ha espresso liberamente le proprie impressioni, sensazioni, riflessioni che sono confluite in una bacheca multimediale realizzata attraverso l’applicazione Linoit.
Tutte le fasi del progetto sono state riportate in una “landing page” creata con Adobe Express.
Esiti - Tea e il gruppo classe
L'inserimento di Tea in un gruppo di lavoro ha stimolato il senso di responsabilità nel portare a termine un compito specifico, tradurlo in un elaborato condiviso con i compagni e presentarlo in plenaria alla classe. Con l’obiettivo di rafforzare la sua autonomia nello studio e favorire la comprensione del proprio mondo interiore, essenziale per lo sviluppo della sua identità, si è lavorato tenacemente per promuovere una maggiore consapevolezza metacognitiva. Le tematiche affrontate sono state esplorate anche tramite attività di gamification. È stata creata un'“Escape Room” utilizzando la web app Genial.ly, strutturata con una serie di domande, enigmi e quiz che hanno offerto un percorso di autovalutazione personale. L’utilizzo della tecnologia e l’adozione di un approccio di apprendimento particolarmente adatto alle sue caratteristiche individuali hanno permesso di ottenere ottimi risultati anche dal punto di vista cognitivo.
Riflessioni finali
Il progetto ha consentito di raggiungere così come pianificato, una duplice finalità: potenziare le conoscenze e competenze cognitive e relazionali. Dal punto di vista cognitivo, Tea è stata supportata nel raggiungimento di importanti obiettivi didattici, come la comprensione di un testo complesso come la “Divina Commedia”, grazie anche all'uso di tecnologie informatiche e di adeguate metodologie. Sul piano relazionale, si è lavorato per sviluppare competenze trasversali fondamentali, come “imparare a imparare”, “comunicare e comprendere” e “collaborare e partecipare”. L’adozione di metodologie cooperative e di peer tutoring le ha permesso di partecipare attivamente al lavoro di gruppo, utilizzando vari linguaggi e strumenti (cartacei, informatici e multimediali), comprendendo i diversi punti di vista, valorizzando le proprie capacità e quelle degli altri, gestendo i conflitti e contribuendo in modo significativo alle attività collettive.
Il progetto ha avuto una forte componente inclusiva, focalizzandosi sulle esigenze individuali di Tea e promuovendo il dialogo e l’accettazione delle diversità all'interno del gruppo. L’obiettivo era favorire un apprendimento significativo attraverso la condivisione di pensieri, esperienze ed emozioni, consentendo a ogni studente di esprimersi liberamente e di trovare connessioni tra la propria individualità e quella degli altri. Il clima di relazione e di dialogo creato all’interno della classe, ha favorito un’interdipendenza positiva, dove ciascuno ha riconosciuto l'importanza dei propri punti di forza e di quelli degli altri, comprendendo che la stretta interconnessione tra il successo del gruppo e il successo personale.
La classe si è sempre dimostrata attenta e inclusiva. Durante la stesura del progetto, tutti gli studenti hanno partecipato attivamente, assumendo ruoli specifici come la ricerca di immagini ad alta risoluzione, la trascrizione di sitografie e bibliografie, l’approfondimento di specifiche normative, la presentazione di parti del progetto.
Aver potuto contare costantemente su dei punti di riferimento sempre attenti e presenti ha fatto maturare negli studenti un sentimento di fiducia ed entusiasmo che si sono tradotti in un forte impegno e coinvolgimento nella realizzazione dell’attività proposta.
Spesso i ragazzi vengono etichettati come “scansafatiche”, “superficiali”, “svogliati”, raramente forse ci fermiamo davvero a parlare con loro, ad ascoltarli, a comprendere il motivo di tanti disagi che esprimono più o meno velatamente. L’avvento dei social network, pur avendo connesso il mondo come mai prima d’ora, ha portato con sé anche un senso profondo di solitudine. Si è persa la voglia di stare insieme, di giocare all’aperto, di vivere le emozioni nel momento presente. Oggi l’apparire conta più dell’essere: le immagini vengono ritoccate con filtri, inseguendo un ideale di bellezza artificiale. In tutto questo, il cellulare è diventato uno strumento potente, ma a volte pericoloso, collegato a fenomeni come il cyberbullismo, la depressione e, nei casi peggiori, i suicidi.
E’ pertanto fondamentale far sentire importanti i nostri studenti, bisogna dar loro spazio per esprimersi, ascoltarli davvero, riconoscere i loro sforzi e farli sentire meno soli.
Prodotto multimediale
Il prodotto multimediale, sviluppato a seguito dell’esperienza didattica presentata, è una pagina web realizzata con Adobe Express. La pagina ripercorre tutto il viaggio affrontato attraverso le tematiche sviluppate dai diversi gruppi di studenti. L’uso di varie applicazioni web ha notevolmente arricchito l’esperienza didattica, rendendo le attività più coinvolgenti e stimolando la collaborazione tra pari. Canva, applicazione utilizzata per la presentazione grafica del lavoro di gruppo, si è rivelata uno strumento eccellente sotto molteplici aspetti. In primo luogo, ha facilitato la presentazione efficace del lavoro di rielaborazione e attualizzazione delle tematiche trattate. Inoltre, ha potenziato significativamente la dinamica del lavoro di gruppo, favorendo la collaborazione creativa tra gli studenti. La versatilità della piattaforma ha permesso di coniugare l’aspetto visivo con quello contenutistico, rendendo il processo di apprendimento più coinvolgente e stimolante. Learning Apps e Word Wall hanno permesso di creare attività di gaming che hanno contribuito a creare un clima sereno e giocoso, anche di fronte a temi decisamente impegnativi. La costruzione di una Escape Room infine è stata un momento di autovalutazione particolarmente coinvolgente. L’utilizzo di una bacheca virtuale come Lino.it ha reso infine, l’attività di metacognizione molto più incisiva, poiché ognuno ha potuto esprimere le proprie emozioni e identificarsi in quelle degli altri, riconoscendosi in pensieri ed emozioni comuni.
Link alla SCHEDA DEL PRODOTTO MULTIMEDIALE
Autrici: Giada Masotto, docente specializzata per il sostegno nella scuola secondaria di secondo grado. Criminologa, si interessa di temi sociali come violenza di genere, stalking, bullismo e carcere in collaborazione con alcune realtà di volontariato nel territorio veronese.
Elisa Garieri, docente a contratto e ricercatrice presso l'Università di Verona. Docente TIC nei corsi di specializzazione per la formazione post universitaria dei docenti di sostegno. Formatrice esperta: PNSD, PNRR, Animatori, team, docenti. Esperta in metodologie e didattiche innovative con le nuove tecnologie per studenti con BES.
copyright © Educare.it - Anno XXIV, N. 9, Settembre 2024
