- Scritto da Anna Marangon, Elisa Garieri
- Categoria: Pratiche di inclusione
- Visite: 111
Un viaggio tra eco-sostenibilità e accessibilità
Nel panorama educativo contemporaneo, la scuola è chiamata a confrontarsi con una sfida sempre più complessa e, insieme, sempre più necessaria: tenere insieme apprendimento disciplinare, inclusione e orientamento al progetto di vita degli studenti. In questa prospettiva si colloca l’esperienza “ETA Viaggi: eco-travel agency”, un percorso didattico realizzato in una classe quarta di un Istituto professionale, nato dall’intento di costruire un’attività capace di integrare educazione civica, competenze digitali e metodologie collaborative, promuovendo partecipazione, autonomia e consapevolezza.
Fin dall’inizio, il progetto non è stato pensato come una semplice sequenza di attività scolastiche, ma come un’esperienza concreta e significativa, in grado di mettere gli studenti nella condizione di agire, scegliere, confrontarsi e costruire insieme un prodotto comune. In questo senso, la proposta si è configurata come un autentico laboratorio di vita, nel quale i contenuti disciplinari hanno trovato senso dentro un compito reale e condiviso.
L'articolo descrive un progetto multimediale realizzato in una classe terza di un Liceo delle Scienze Umane, incentrato sulla figura di Gino Bartali, Giusto dell'Umanità. Il progetto ha avuto come obiettivo principale il superamento degli individualismi e la costruzione di un gruppo classe coeso e inclusivo, attraverso l'utilizzo di metodologie didattiche attive e strumenti digitali innovativi. La realizzazione di un cortometraggio, frutto del lavoro collaborativo degli studenti, ha costituito il cuore del percorso, portando alla luce talenti inaspettati e favorendo la piena partecipazione di tutti, compreso uno studente con disabilità. Il progetto dimostra come l'intreccio tra tecnologia, narrazione storica ed educazione emotiva possa trasformare una classe in una vera comunità di apprendimento.
L'articolo presenta un’esperienza di tirocinio realizzata in una scuola secondaria di secondo grado, finalizzata alla promozione dell’inclusione attraverso l’integrazione di metodologie attive, tecnologie digitali e linguaggi espressivi. Il progetto ha coinvolto una studentessa con disabilità all’interno di un percorso interdisciplinare centrato sul tema del monachesimo medievale.
E se l'Odissea non fosse solo il viaggio di Ulisse, ma quello di un'intera classe alla ricerca di un porto sicuro? Attraverso un'escape room narrativa, il mito si trasforma in sfida cooperativa: ogni tappa è un ostacolo da superare insieme, ogni enigma una domanda sul rispetto, sulla fiducia, sulla convivenza. Guidati da una moderna Atena — il cui volto appartiene a Lina, studentessa con disabilità intellettiva lieve — gli studenti riscoprono il valore del gruppo e il coraggio di tornare, insieme, a casa. Il presente contributo documenta un'esperienza educativa realizzata in una classe prima della scuola secondaria di primo grado, nell'ambito del percorso di specializzazione per le attività di sostegno didattico (TFA Sostegno, VIII ciclo), illustrando come la didattica inclusiva possa trasformare la classe in una comunità di cura e di apprendimento.