- Categoria: Pratiche di inclusione
- Scritto da Anna Marangon, Elisa Garieri
- Visite: 42
Un viaggio tra eco-sostenibilità e accessibilità
Nel panorama educativo contemporaneo, la scuola è chiamata a confrontarsi con una sfida sempre più complessa e, insieme, sempre più necessaria: tenere insieme apprendimento disciplinare, inclusione e orientamento al progetto di vita degli studenti. In questa prospettiva si colloca l’esperienza “ETA Viaggi: eco-travel agency”, un percorso didattico realizzato in una classe quarta di un Istituto professionale, nato dall’intento di costruire un’attività capace di integrare educazione civica, competenze digitali e metodologie collaborative, promuovendo partecipazione, autonomia e consapevolezza.
Fin dall’inizio, il progetto non è stato pensato come una semplice sequenza di attività scolastiche, ma come un’esperienza concreta e significativa, in grado di mettere gli studenti nella condizione di agire, scegliere, confrontarsi e costruire insieme un prodotto comune. In questo senso, la proposta si è configurata come un autentico laboratorio di vita, nel quale i contenuti disciplinari hanno trovato senso dentro un compito reale e condiviso.
Semi di inclusione e orientamento
L’idea progettuale è nata da un bisogno educativo ben preciso: lavorare in modo intenzionale sulle dimensioni relazionale e cognitiva di uno studente con disabilità intellettiva lieve, inserito in un gruppo classe eterogeneo ma nel complesso disponibile alla collaborazione. Da qui ha preso forma una riflessione più ampia: come trasformare l’apprendimento in un’esperienza realmente significativa, capace di mettere in relazione la scuola con la vita, i contenuti con i vissuti, le competenze con il futuro possibile di ciascuno.
In questo percorso, l’inclusione non è stata intesa come un intervento rivolto esclusivamente al singolo studente, ma come una pratica educativa diffusa, capace di coinvolgere tutta la classe. Le attività proposte hanno infatti permesso agli alunni di sviluppare competenze trasversali fondamentali, come la capacità di collaborare, di comunicare in modo efficace, di affrontare problemi concreti e di prendere decisioni. Tutto questo dentro una cornice orientativa, che ha cercato di accompagnare i ragazzi non solo nell’apprendimento scolastico, ma anche nella progressiva costruzione di un’immagine di sé più consapevole e più vicina al proprio futuro personale e professionale.
Dietro le quinte: fragilità e potenzialità
Al centro del progetto vi è Paolino, uno studente con una personalità intensa e complessa, difficile da racchiudere in definizioni rigide. Fin dalle prime osservazioni è apparso come un ragazzo estroverso, comunicativo, desideroso di entrare in relazione, ma allo stesso tempo fragile, impulsivo e spesso poco capace di autoregolarsi. Accanto a queste fragilità, tuttavia, emergevano con chiarezza risorse importanti: l’interesse per la tecnologia, la curiosità verso il mondo del lavoro, una forte attrazione per l’agricoltura e, soprattutto, il desiderio profondo di diventare autonomo.
Le difficoltà osservate riguardavano in particolare la concentrazione, l’organizzazione del pensiero, la capacità di pianificare e la gestione di alcuni comportamenti oppositivi. Ma proprio l’osservazione attenta delle sue modalità di funzionamento ha permesso di cogliere un elemento decisivo: ciò che realmente lo coinvolge può diventare un motore autentico dell’apprendimento. Per questo motivo, l’intervento educativo è stato costruito non a partire dai limiti, ma dalle potenzialità, nella convinzione che gli interessi personali dello studente potessero trasformarsi in leve motivazionali capaci di sostenerne la partecipazione e la crescita.
ETA Viaggi: tra sostenibilità e accessibilità
Il cuore operativo del percorso è stato rappresentato dalla creazione di un sito web dedicato a un’ipotetica agenzia viaggi, “ETA Viaggi”, pensata come eco-travel agency attenta ai temi della sostenibilità e dell’accessibilità. L’idea ha preso forma all’interno di un’UDA interdisciplinare che ha coinvolto più discipline, tra cui Matematica, Lingue, DTA ed Educazione Civica e ha consentito di lavorare attorno a due nuclei tematici fortemente attuali: il turismo sostenibile e l’accessibilità universale.
Gli studenti sono stati chiamati a mettersi nei panni di veri operatori turistici: progettare proposte di viaggio, analizzare risorse territoriali, pensare servizi accessibili, costruire contenuti digitali e presentare materiali in forma efficace. Questo ha dato all’attività una forte valenza laboratoriale, rendendo l’apprendimento più vicino ai contesti reali e più motivante. Non si trattava semplicemente di studiare concetti, ma di usarli per costruire qualcosa di concreto, spendibile, condivisibile.
Un percorso costruito passo dopo passo
Il progetto è stato articolato in più fasi, pensate come tappe progressive di un itinerario comune. Si è partiti da un momento iniziale di introduzione e riflessione sul tema dell’accessibilità, accompagnato da attività di brainstorming e analisi di situazioni reali. Questo primo passaggio è stato importante per attivare il pensiero degli studenti e far emergere idee, rappresentazioni e punti di vista.
Successivamente, il lavoro si è spostato su una dimensione più cooperativa: i ragazzi, organizzati in piccoli gruppi, hanno iniziato a progettare hotel eco-sostenibili e accessibili, immaginando offerte e servizi coerenti con i bisogni di una clientela diversificata. Accanto a questo, il percorso ha previsto momenti di ricerca sul territorio, con particolare attenzione agli agriturismi locali, tema particolarmente significativo per Paolino perché in sintonia con i suoi interessi personali.
La produzione digitale ha poi occupato una parte centrale del lavoro: mappe interattive, giochi, presentazioni in lingua ed e-book hanno progressivamente arricchito il sito, trasformandolo in un contenitore vivo di apprendimenti, collegamenti interdisciplinari e competenze. La costruzione finale del sito ha dato unità al percorso, permettendo agli studenti di vedere concretamente il senso di quanto svolto e di riconoscersi in un prodotto comune.
Metodologie attive per una didattica inclusiva
Uno degli aspetti più significativi dell’esperienza è stato il ricorso a metodologie attive, capaci di sostenere non solo l’apprendimento, ma anche la qualità delle relazioni e la partecipazione di tutti. Il cooperative learning ha favorito il lavoro condiviso e la corresponsabilità; il jigsaw ha permesso di valorizzare il contributo di ciascuno all’interno del gruppo; il peer tutoring ha reso possibile un sostegno tra pari spontaneo ed efficace, mentre lo scaffolding e il fading hanno consentito di accompagnare gradualmente il percorso verso una maggiore autonomia.
Anche il brainstorming digitale si è rivelato uno strumento prezioso, perché ha dato voce a tutti gli studenti, permettendo un coinvolgimento immediato e attivo. In questo quadro, la didattica inclusiva non si è tradotta in una semplificazione del compito, ma nella costruzione di condizioni che permettessero a ciascuno di partecipare secondo le proprie possibilità, trovando nel gruppo una risorsa e non un ostacolo.
Quando l’apprendimento diventa esperienza
Il sito dell’agenzia viaggi ha rappresentato il prodotto finale del progetto, ma sarebbe riduttivo considerarlo soltanto un elaborato conclusivo. Esso è stato, piuttosto, il segno visibile di un percorso condiviso, il punto di arrivo di un lavoro che ha intrecciato contenuti, relazioni, competenze e vissuti.
Dentro quel prodotto finale non si raccolgono solo materiali digitali, ma tracce di crescita. Si riconoscono le competenze maturate, le relazioni costruite nel tempo, i piccoli e grandi passaggi che hanno permesso agli studenti di sentirsi parte di qualcosa. Per Paolino, in particolare, questa esperienza ha rappresentato un’occasione concreta per partecipare in modo più attivo al lavoro di gruppo, per sperimentare forme più efficaci di comunicazione e, soprattutto, per iniziare a riflettere in modo più consapevole sul proprio futuro lavorativo. È proprio in questo passaggio che il progetto mostra il suo valore più autentico: non nell’elaborato in sé, ma nella possibilità di aver trasformato la scuola in uno spazio in cui apprendere significa anche prendere posizione, immaginarsi, orientarsi.
Anna Marangon, docente di Disegno e Storia dell’arte, laureata con lode in Nuove Tecnologie dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 2014. Vanta sei anni di esperienza nell’insegnamento, di cui quattro su posto di sostegno, perfezionando il suo profilo con la specializzazione TFA presso l’Università di Veron (2025) e dell’abilitazione nella classe di concorso A-01 (2026). Svolge attività di ricerca artistica con partecipazione a residenze e mostre in ambito internazionale. Ha operato nel contesto veneziano e collaborato alla Biennale del 2010. Attualmente integra didattica inclusiva e produzione artistica in progetti educativi interdisciplinari con attenzione allo sviluppo di metodologie innovative e all’inclusione scolastica e sociale complessiva.
Elisa Garieri, docente a contratto e ricercatrice presso l'Università di Verona. Docente TIC nei corsi di specializzazione per la formazione post universitaria dei docenti di sostegno. Formatrice esperta: PNSD, PNRR, animatori digitali, team per l'innovazione, docenti. Esperta in metodologie e didattiche innovative con le nuove tecnologie per studenti con BES.
copyright © Educare.it - Anno XXVI - N. 4, Aprile 2026
