- Categoria: Pratiche di inclusione
- Scritto da Antonello Prudenza, Bina Madeo
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Quando i supereroi nascono in classe. La classe perduta e.. ritrovata a San Pietroburgo
E’ possibile unire fantasia e realtà per la realizzazione di un progetto inclusivo? Questa è stata la grande sfida che si è deciso di cogliere lavorando con Riccardo, uno studente dalla creatività straripante e con una grande passione per il disegno e il fumetto, che è diventato il filo che ha permesso di unire il suo mondo interiore popolato da supereroi ai suoi compagni. Una classe composta da soli sette studenti, con evidenti difficoltà relazionali, in particolare nei confronti di Riccardo, il compagno “speciale”, sempre seduto in fondo all’aula, e con il quale la comunicazione è limitata a pochi momenti di confronto. Nel cuore della didattica inclusiva, questo progetto vuole dimostrare che la vera trasformazione avviene quando la fantasia di uno studente diventa la scintilla per l'intera classe. Attraverso un percorso coinvolgente e creativo, è stato infatti possibile non solo migliorare le dinamiche di gruppo, ma anche celebrare le qualità uniche di ogni partecipante. Un progetto che ha saputo tessere un ponte tra il mondo interiore e fantastico di Riccardo e la realtà della classe, offrendo una lezione preziosa su come l'apprendimento possa fiorire attraverso la connessione e la valorizzazione delle diversità.
Il super eroe silenzioso
Riccardo, affettuosamente chiamato Super Riki, è un ragazzo con un sorriso contagioso, profondamente legato alla musica e ai fumetti. Nonostante una personalità delicata e una bassa autostima, che lo portano a cercare continue rassicurazioni, è estroverso e dolce, soprattutto con gli adulti di cui si fida.
Il disegno è per lui una valvola di sfogo e un mezzo di espressione privilegiato, ma anche un rifugio sicuro, attraverso cui libera la sua vivida immaginazione e si sente valorizzato. Un giorno, Riccardo lancia una proposta, che diventerà la scintilla per l'intero progetto: “Prof, disegniamo una storia! Io sono un supereroe, vengo da un altro pianeta per salvare i miei compagni di classe…”. Riccardo saluta ogni mattina con un abbraccio e un grande sorriso stampato sul volto, ma a volte la sua positività lascia spazio ad attimi di estrema ansia e tristezza. Ha bisogno di essere continuamente rassicurato, perché quando si sente solo perde i propri punti di riferimento, si chiude in sé stesso e smette di parlare, temendo di essere abbandonato. Ed è proprio in questi momenti di sconforto, che Riccardo sfoga con una matita e un foglio bianco tutta la sua creatività, dando spazio a fumetti nei quali le storie riguardano quasi sempre un supereroe che salva i compagni da una catastrofe. Questo aspetto fa riflettere: Riccardo sta lanciando un segnale, probabilmente sta esprimendo la necessità di creare un legame con la classe, vuole sentirsi valorizzato, riconosciuto, desidera essere partecipe di un mondo nel quale sente di essere escluso.Come docenti non si può rimanere indifferenti rispetto a determinate sensazioni, e così è nato il desiderio di regalare a questo studente speciale la possibilità di essere il supereroe di cui racconta nel suo mondo immaginario.
Un ponte inclusivo
Un'attenta osservazione in classe, affiancata a confronti con docenti e figure di riferimento, ha rivelato la principale sfida per Riccardo: la sua difficoltà nella socializzazione e nell'interazione con i coetanei. Raramente egli avvia conversazioni con i compagni e tende a isolarsi, preferendo la compagnia degli adulti, un aspetto strettamente legato alla sfera comunicativa. La vita non è sempre stata indulgente con Riccardo, che ha vissuto un'infanzia segnata da incertezze. Eppure, nei suoi occhi, nei suoi abbracci e nel suo sorriso si cela un universo ricco e profondo. È proprio questa sua unicità, questa sensibilità celata che lo rende, a tutti gli effetti, un autentico Supereroe, pronto a spiccare il volo grazie a un ambiente inclusivo che sappia valorizzarlo.
La scintilla: da un sogno solitario a un'avventura condivisa
Tutto è iniziato una mattina quando Riccardo, assorto, dava vita con i suoi disegni a un supereroe intento a salvare le compagne di classe da un disastro imminente. Si è tentato quindi di strutturare la trama insieme, ma la sua insoddisfazione era palpabile: sognava un vero e proprio fumetto. Così, tra dialoghi e schizzi, il suo immaginario si materializzava sulla carta e la sua gioia esplodeva nel sentirsi capito, nel trovare un complice che non solo valorizzava, ma ambiva a potenziare la sua straordinaria creatività. Eppure, in quel processo, una consapevolezza si è fatta strada: nel suo mondo immaginario, Riccardo era solo. I suoi compagni, pur essendo i personaggi centrali delle sue avventure, erano del tutto inconsapevoli del loro ruolo silenzioso nella vibrante realtà creativa di quel ragazzo sempre seduto in fondo all'aula, che con matita e foglio bianco dava sfogo alla sua fantasia. È stato allora che la rotta del progetto si è definita con chiarezza: trasformare quella solitudine creativa in un'opportunità di inclusione, invitando tutti a divenire coautori e coprotagonisti di quella storia, portandola dalla sua immaginazione al piano della realtà condivisa.
Una mattina Riccardo dice: “Prof., io non posso andare in gita con i miei compagni, e mi dispiace molto”. Queste parole trafiggono l’anima. Si tenta allora di provare a rimediare a questo momento di dispiacere, lanciando una proposta alla classe: realizziamo una storia insieme, fantasiosa, dovrà essere un viaggio virtuale avventuroso, tra supereroi, misteri e sfide, e tutti sarete i protagonisti, ambientata in una città lontana, misteriosa, affascinante, San Pietroburgo. “Una storia inclusiva, immaginata e disegnata da voi con Riccardo, tessuta con i contributi e le idee di tutto il gruppo, arricchita dalle voci di tutti."
Inizia l'avventura di ... La classe perduta a San Pietroburgo
Che Riccardo potesse intraprendere, anche solo con l'immaginazione, un'esperienza di esplorazione e condivisione con le sue compagne, offrendogli l'opportunità di vivere momenti unici e significativi al di là delle mura scolastiche, guidato dalla fantasia, era qualcosa di fantastico. Per la prima volta, i compagni di classe si trasformano in protagonisti consapevoli di una narrazione collettiva: una storia da sviluppare insieme, in un'ottica di profonda cooperazione e inclusione, che vede al centro un supereroe, Super Riki. Un'avventura da costruire passo dopo passo e una sfida stimolante, che culminerà nella creazione di un fumetto digitale, simbolo del loro lavoro comune.La scelta della Russia come ambientazione non è casuale: il russo è una disciplina curricolare della classe, e questo rende il progetto ancora più coerente con il loro percorso di studi, integrandolo in modo naturale nell’esperienza didattica.
Le fasi di un “viaggio” collaborativo e inclusivo
Attraverso un approccio interdisciplinare che ha unito russo, storia dell'arte, storia e italiano, e l'impiego di metodologie cooperative, la storia e quindi il progetto hanno preso forma. Il risultato? Un'avventura accattivante: sette studenti italiani, durante un viaggio a San Pietroburgo, si ritrovano improvvisamente catapultati nella Rivoluzione Russa. Per tornare a casa, devono superare una serie di prove, guidati dal coraggioso Super Riki e ostacolati dal perfido Rasputin.Il filo conduttore dell’intero percorso è stato il lavoro di squadra: per la prima volta, i compagni di classe si sono trasformati in protagonisti consapevoli di una narrazione collettiva, attraverso una storia da sviluppare insieme, in un'ottica di profonda cooperazione e inclusione, che vede al centro un supereroe, Super Riki. Un'avventura da costruire passo dopo passo e una stimolante sfida da affrontare, che culmina nella realizzazione di un fumetto digitale, che è diventato il simbolo del loro lavoro comune.
Il progetto dimostra il potere dell'inclusione in quanto basato sulla valorizzazione delle passioni individuali, creando un ambiente di apprendimento collaborativo e stimolante per tutti.
Vediamo nel dettaglio le singole fasi.
E’ stato introdotto agli studenti il progetto: La classe perduta a San Pietroburgo attraverso un brainstorming realizzato attraverso l’applicazione Padlet. In questa fase, è stata fornita una panoramica generale di tutti gli aspetti, dalla conoscenza iniziale dei luoghi più significativi di San Pietroburgo fino alla fase di realizzazione, che ha previsto l’utilizzo di diversi strumenti digitali. Gli studenti sono stati proiettati virtualmente a San Pietroburgo attraverso video e il racconto in prima persona. Attività di quiz games realizzati con l’applicativo Wardwall hanno permesso di individuare le ambientazioni chiave, come il museo dell’Ermitage, e l'opera d'arte che avrebbe innescato l'evento scatenante della storia.
Nella fase esecutiva, la classe ha sviluppato la trama, supportata dall’uso di flashcards create tramite la piattaforma digitale Genially: ad ogni studente è stato assegnato un colore corrispondente a una specifica flashcard estratta, per definire ambientazioni, antagonista ed evento scatenante. Attraverso il "circle time", gli studenti hanno collaborato attivamente nella stesura delle diverse parti della storia e dei dialoghi, con Riccardo nel ruolo di "jolly" e prezioso suggeritore per i compagni.
Il lavoro si è ad un certo punto sdoppiato: Riccardo si è dedicato alla realizzazione del fumetto cartaceo, affiancato da due compagne per la colorazione. Contemporaneamente, gli altri studenti hanno lavorato alla versione digitale su Pixton, creando i propri avatar e pianificando le scene, in un clima di grande entusiasmo e collaborazione, nonché offrendo suggerimenti e concentrandosi sui suoi dialoghi per renderli autentici. Successivamente, la classe ha iniziato a trascrivere la storia su Book Creator. Riccardo, incuriosito, ha affiancato il gruppo nella ricerca di immagini, dimostrando un crescente interesse per nuove modalità creative.
Il culmine ludico del progetto è stato una Escape Room proiettata sulla LIM, consistente in una serie di prove divertenti con l’obiettivo di "riportare a casa" gli studenti perduti.
Oltre ogni barriera
La classe perduta a San Pietroburgo è più di un semplice progetto didattico: è una testimonianza tangibile del potere trasformativo della collaborazione e dell'inclusione. Attraverso il lavoro di squadra, la fantasia di un ragazzo si è trasformata in un ponte, permettendo a Riccardo di superare le barriere e sentirsi pienamente parte del suo gruppo, non era più relegato in fondo alla classe, accanto all’adulto di riferimento, ma tra i suoi compagni, e questa nuova disposizione ha facilitato la comunicazione tra pari, favorendo l’interazione e il coinvolgimento.L’esperienza ha dimostrato che quando la didattica si apre alle diversità, valorizzando i talenti unici di ognuno e promuovendo l'interazione autentica, non solo si raggiungono obiettivi educativi, ma si costruiscono relazioni realmente e profondamente significative.Il vero apprendimento fiorisce nella condivisione, e nella consapevolezza che ogni studente, con le sue peculiarità, è un tassello fondamentale e insostituibile nel mosaico dell'aula.
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Antonello Prudenza, laureato in Lingue e Letterature Straniere. Da otto anni lavora come docente di russo e di sostegno. Specializzato per il sostegno didattico agli alunni con disabilità per la scuola secondaria di secondo grado. Ha conseguito il titolo di specializzazione per le attività di sostegno didattico presso l’Università di Verona, nell’a.a. 2023/24. Profondamente appassionato del mondo dell’inclusione e della didattica delle lingue straniere, ambiti a cui si dedica con grande dedizione. Al di fuori dell’insegnamento, coltiva un forte interesse per la letteratura russa, grande viaggiare e amante di nuove culture. Costantemente curioso di imparare e affascinato dal mondo della didattica in tutte le sue sfaccettature.
Bina Madeo, docente di Lettere presso la scuola secondaria di primo grado. Collabora con l'Università di Verona in qualità di tutor di tirocinio indiretto e docente a contratto nei laboratori di Didattica delle Educazioni e dell'rea Antropologica, nonché in Interventi psico-educativi e didattici per disturbi comportamentali e relazionali. Attualmente ricopre il ruolo di tutor coordinatore per i percorsi di Formazione Iniziale da 30 e 60 CFU presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Esperta in pedagogia ed educazione interculturale con particolare attenzione agli studenti e alle famiglie con background migratorio e specializzata in didattica dell'insegnamento dell'Italiano come Lingua Seconda.
copyright © Educare.it - Anno XXV - N. 7, luglio 2025
