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Cambia…MENTI in azione: la SOStenibilità a portata di NAO!

modellinoIl progetto “Cambia…MENTI in azione: la SOStenibilità a portata di NAO!” ha promosso sostenibilità ambientale e inclusione scolastica attraverso robotica educativa e tecnologie digitali, creando un percorso personalizzato per Alex e la classe 3°A. Il laboratorio pratico ha permesso agli studenti di sperimentare direttamente i principi della sostenibilità realizzando un modellino della scuola con giardino e pannelli fotovoltaici, oltre a condurre esperimenti di piantumazione per studiare il ciclo di vita delle piante. Per rendere accessibile una tematica spesso percepita come “adulta”, il progetto ha utilizzato il laboratorio digitale con l'umanoide NAO e le Rugged robot, creando uno spazio dove esplorare la sostenibilità attraverso tecnologie coinvolgenti e divertenti, valorizzando le individualità di ciascuno studente.

Premessa

Il presente progetto nasce dalla convinzione che l'educazione rappresenti il principale catalizzatore del cambiamento sociale. Andando oltre la mera trasmissione di contenuti disciplinari, l'approccio educativo qui documentanto si configura come un processo di crescita integrale che accompagna lo studente verso lo sviluppo armonico delle proprie potenzialità cognitive, emotive e relazionali.

Insight 

Il progetto è nato da un “Insight”: la passione di Alex per la robotica e per film d'animazione WALL-E. Quel piccolo robot spazzino che ha fatto innamorare grandi e piccini. Alex non si è accontentato di guardare il film, avrebbe voluto essere WALL-E.
Questa passione si è rivelata una risorsa didattica fondamentale: Alex ha dimostrato una conoscenza approfondita della pellicola e una naturale propensione a collegare le tematiche ambientali del film con concetti di sostenibilità.
Così, tra un "bip-bip" e un "Eveee!", Alex ha iniziato a parlare di sostenibilità ambientale e di pianeti da salvare.
E così, armati di scatoloni, fili elettrici e una buona dose di immaginazione, abbiamo iniziato a costruire il nostro piccolo mondo sostenibile, un po' come WALL-E ed Eve, ma con meno rottami e più pannelli solari. Il risultato? Un progetto che, forse, non salverà il pianeta, ma che sicuramente ha fatto brillare gli occhi di Alex. La passione per il film d’animazione WALL-E è stata la leva per avvicinare uno studente con disabilità mentale ai suoi compagni di classe, che si è trasformata in “mission WALL-3A” e,  step by step, è giunta alla creazione del modellino della scuola “come la vorrei” tra piante e pannelli fotovoltaici: un’oasi di ecosostenibilità in miniatura. 

Fasi operative della mission

Il percorso ha preso avvio attraverso una serie di incontri formativi finalizzati a sviluppare la consapevolezza del ruolo delle azioni individuali nella costruzione di pratiche sostenibili. Gli studenti sono stati guidati a riconoscere come le scelte quotidiane, anche quelle apparentemente marginali, possano generare un impatto significativo sull'ambiente e come ciascuno possa assumere un ruolo attivo nella promozione di un futuro ecologicamente responsabile.. 

- Fase motivazionale 

L’esperienza didattica ha avuto inizio con la visione del film in cui il robot non ha rappresentato solo un personaggio di fantasia, ma un simbolo delle conseguenze delle nostre azioni sull'ambiente. Le immagini della Terra abbandonata, le montagne di rifiuti, l'assenza di vita vegetale, hanno suscitato una forte emozione e un desiderio di cambiamento, esplicitati in una discussione intensa e partecipata. Da quel momento in poi, WALL-E è diventato il filo conduttore del progetto. Il film ci ha fornito un linguaggio comune, un punto di riferimento per le nostre attività e un'ispirazione costante per le nostre scelte. Alex, con la sua passione per il robot, è diventato un vero e proprio ambasciatore del progetto, un motore trainante per l'intera classe. 
Si è passati, poi, ad un’esperienza immersiva a 360°: in aula immersiva è stato proiettato un video che ha condotto, virtualmente, i ragazzi all'interno di un’abitazione alimentata interamente dall'energia solare attraverso i pannelli fotovoltaici impiantati sul tetto. Per rendere la teoria dei pannelli fotovoltaici più coinvolgente, si è optato per una presentazione dinamica con Canva, arricchita da immagini, schemi e un avatar animato che ha spiegato in modo chiaro e accattivante il funzionamento del circuito, dal sole alla corrente elettrica. Infine, si è organizzata una sfida a squadre (quattro gruppi eterogenei per stili di apprendimento e background) con Kahoot per rafforzare lo spirito di squadra e il supporto tra pari, che hanno garantito anche la partecipazione attiva di Alex.

- Sviluppo delle attività laboratoriali

Attraverso la pratica della differenziazione didattica per centri d’interesse il gruppo "Giardinieri" si è occupato del ritaglio e dell'assemblaggio del giardino, seguendo le dimensioni stabilite e creando un'area verde rigogliosa intorno all’edificio; il gruppo "Architetti", per ricreare la struttura dell’edificio scolastico, si è cimentato nel taglio preciso della balsa, un materiale leggero, sottile e facile da modellare, simile al compensato ma più semplice da lavorare, misurati altezza e lati e assemblati i vari pezzi, ha dato vita all’edificio; il gruppo "Ingegneri" si è concentrato sull'installazione del pannello fotovoltaico sul tetto del modellino, calcolando l'inclinazione ottimale per massimizzare l'esposizione al sole (ossia 45°); il gruppo "Arredatori" si è dedicato all'assemblaggio finale del modellino, aggiungendo i dettagli, come gli arredi del giardino, il lampione e la panchina.
Il modellino, pur essendo ipotetico, ha permesso ai ragazzi di visualizzare concretamente come un impianto fotovoltaico possa essere efficiente in un edificio, di comprenderne il ruolo dei diversi componenti e, infine, di sviluppare competenze pratiche nella costruzione di un modello in scala. Il compito di realtà della creazione dell’oasi ecosostenibile ha rappresentato un'esperienza profondamente trasformativa per gli studenti, offrendo loro un'opportunità di apprendimento che trascende i confini dell’aula tradizionale; ha stimolato lo sviluppo di competenze trasversali fondamentali, come la capacità di collaborare, comunicare e risolvere problemi. Ispirandosi al gesto coraggioso del piccolo robot WALL-E, che riesce a salvare il suo pianeta riportando alla luce la prima traccia di vita vegetale, una semplice piantina, la classe terza ha vissuto  personalmente l’esperienza di prendersi cura dell’ambiente attraverso un’attività concreta di piantumazione.
Arrivato il momento che le Rugged Robot entrassero in scena, questi piccoli capolavori della robotica in grado di muoversi con abilità nel terreno, segnando con esattezza il punto in cui posizionare ogni pianta, hanno offerto la possibilità di far interagire la tecnologia e natura,  facendo vivere ai ragazzi un’esperienza di apprendimento che unisce innovazione e rispetto per l’ambiente. Grazie alla programmazione precisa effettuata dagli studenti, le Rugged Robot si sono trasformate in vere e proprie "api giardiniere", in grado di segnare le aree di piantumazione, creando un reticolo perfetto di punti di riferimento. 

- Voci nascoste, quando il digitale libera l'espressione

Come supporto in questo viaggio, hanno fatto da guida le parole di Jean Giono e la sua storia "L’uomo che piantava gli alberi”. Su Padlet, ogni studente ha trovato la libertà di esprimersi con il semplice ausilio di domande guida tese non alla verifica degli apprendimenti ma allo stimolo di una riflessione metacognitiva: “Come la storia di Giono ha cambiato, anche solo un po’, il nostro sguardo sul mondo?”; “Cosa pensi della tenacia e determinazione del protagonista?” Le risposte, anonime, sono state un caleidoscopio di emozioni. Alcuni studenti hanno parlato di perseveranza, di forza di andare avanti anche quando tutto sembra inutile. Altri si sono soffermati sulle piccole azioni quotidiane, quelle che, sommate, possono davvero dare inizio al cambiamento. Padlet è stato in questo un prezioso alleato: attraverso le parole scritte, anche i più timidi sono riusciti ad esprimersi. Ogni post ha raccontato una storia, ogni commento ha portato con sé il bagaglio unico di chi l’aveva scritto.  Le risposte offerte dagli studenti hanno portato alla luce la ricchezza di ciascuno.

- Dall’e-book al libro d’artista  

Da queste riflessioni personali e profonde è nato l’ebook “La 3A che piantava gli alberi”, ispirato al libro di Giono, in cui gli studenti hanno raccontato l’esperienza vissuta, trasformandola in una testimonianza duratura del percorso. Un’attenzione speciale è stata riservata all'inclusione della compagna neoarrivata dalla Palestina, in grado di capire perfettamente l’italiano ma non di esprimersi. Per superare ogni barriera linguistica e permetterle di essere parte attiva nella realizzazione dell’e-book, è venuta in aiuto la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA).
Tutti i compagni hanno collaborato con entusiasmo: si sono messi a scegliere immagini, a inventare modi nuovi di raccontare, affinché ogni idea potesse trovare il suo spazio. Non è stato solo un gesto di solidarietà ma è stata una lezione concreta su cosa significhi accogliere, valorizzare e costruire davvero insieme. 
È stato chiesto ai ragazzi di realizzare un ultimo speciale contributo: un disegno che rappresentasse, in modo libero e personale, l’esperienza vissuta durante il progetto. Il momento creativo che ne è nato è stato magico. Ognuno ha raccontato l'esperienza a modo suo: chi ha disegnato alberi slanciati verso il cielo, chi mani che piantano, chi ancora piccoli semi che, nel buio della terra, già contengono una promessa di futuro…
I disegni sono stati così intensi, così pieni di autenticità, che è stato impossibile considerarli solo “illustrazioni”. Sono stati raccolti e rilegati, dando alla luce un vero e proprio libro d’artista, o meglio dire libro di artisti. Ogni disegno è stato firmato digitalmente dall’autore, grazie all'inserimento di avatar personalizzati: un tocco innovativo, allegro e unico, che ha sottolineato l’identità di ciascuno senza appesantire il racconto. 

- NAO entra in gioco 

Programmare NAO per raccontare alla classe parallela il viaggio che ci ha portato a realizzare l’oasi verde si è trasformato in un vero percorso di apprendimento condiviso: usando il software in modo intuitivo, i ragazzi, divisi in stazioni di lavoro, hanno deciso quali frasi avrebbe dovuto dire, quali gesti avrebbe dovuto compiere per sottolineare i momenti più importanti, e perfino quali domande il piccolo robot avrebbe dovuto porre ai compagni della classe parallela per coinvolgerli maggiormente. Di qui è sopraggiunta l’idea di finire in bellezza con Scratch: gli studenti, divisi nelle quattro stazioni precedenti, hanno pensato di animare WALL-E all’interno della nostra oasi ecosostenibile in miniatura importando lo sfondo (la foto della costruzione) e lo sprite del robot all’interno della piattaforma e hanno dato il via alla programmazione. A ciascun gruppo è stato assegnato uno sprite da programmare all'interno dell’animazione realizzata su Scratch. Wall-E, il piccolo robot  guida dell’intero percorso, ha potuto muoversi tra gli spazi della scuola, interagendo con l’ambiente in modo attivo. 

I ragazzi hanno collaborato con entusiasmo per fare in modo che Wall-E compisse gesti carichi di significato:  piantare un albero, simbolo di nuova vita e rispetto per l’ambiente, inserirepianta ornamentale, aggiungendo un tocco di verde e di bellezza all’insieme e  installare dei pannelli solari sul tetto della scuola. Alla fine, come per magia, l’energia solare catturata dai pannelli fotovoltaici accende il lampione accanto alla scuola.

- WALL-E: missione "Salviamo il pianeta"

L’escape room è stata strutturata alternando prove teoriche inerenti tutti gli aspetti trattati durante il percorso insieme, enigmi pratici e ragionamento logico. Gli studenti hanno rispolverato, divertendosi insieme, gli argomenti esplorati in classe, come l'impatto ambientale, il vocabolario in francese legato all’ambiente, le buone pratiche ecologiche, il funzionamento dei pannelli fotovoltaici e i principi del comportamento sostenibile. Tra una sfida e l’altra, gli enigmi pratici — come il trovare piantine nascoste tra i rifiuti e la risoluzione di sequenze logiche — hanno incoraggiato una maggiore attenzione verso l'ambiente, facendo emergere quanto sia cruciale adottare comportamenti responsabili, non solo per il proprio benessere, ma anche per quello della comunità. Riuscire a superare la sfida ha reso evidente come la collaborazione sia la chiave per affrontare temi complessi come l'ecosostenibilità. Non a caso, la password finale è stata proprio "collaborAZIONE", a sottolineare l'importanza del lavoro di squadra e dell’azione quotidiana di ognuno di noi. L’escape room è stata uno strumento di particolare efficacia per la valutazione formativa. 

Il potere inclusivo del progetto: una scuola per tutti 

Il progetto “Cambia...MENTI in azione” ha rappresentato un esempio concreto di come la didattica possa essere realmente inclusiva quando si costruisce attorno alle persone e non solo ai programmi disciplinari. Al centro c’è stata l’attenzione ai bisogni, alle emozioni e ai talenti di ogni studente. Le attività laboratoriali, la robotica educativa, la creazione dell’eBook e l’uso di strumenti digitali immersivi hanno permesso a ciascun alunno di trovare un proprio canale espressivo e partecipativo. Il progetto ha valorizzato la diversità come risorsa, promuovendo la cooperazione tra pari e offrendo molteplici modalità di accesso ai contenuti (UDL). L’interazione con il robot NAO, la programmazione delle Rugged Robot e l’uso della realtà virtuale non sono stati meri strumenti tecnologici, ma veri mediatori educativi, capaci di abbattere barriere relazionali, cognitive e motivazionali. In questo contesto ogni studente ha potuto sentirsi parte di una comunità accogliente, attiva e capace di crescere insieme, nel rispetto delle differenze. L’inclusione non è stata trattata come un obiettivo da raggiungere, ma come una condizione naturale e quotidiana del fare scuola. Partendo dalla forte passione di Alex per i robot, si è costruito un percorso collettivo che sfrutta la robotica educativa come strumento centrale per promuovere l’inclusione scolastica e lo sviluppo delle competenze. La robotica educativa non solo stimola l’interesse e la motivazione degli studenti, ma favorisce anche l’apprendimento collaborativo, la creatività e il problem solving. Nel mio progetto questo approccio ha permesso di creare un ambiente di apprendimento inclusivo, in cui ogni partecipante è messo nelle condizioni di poter esprimere le proprie potenzialità attraverso l’interazione con tecnologie innovative. In questo modo, la robotica diventa un potente mezzo per abbattere barriere, facilitare l’inclusione e valorizzare le diversità all’interno della comunità scolastica. 

Prodotto multimediale

Il prodotto multimediale “Wall-3A” propone una narrazione coinvolgente in cui un personaggio robotico, la mitica Wall-3A, scrive una lettera agli amanti della natura invitandoli a collaborare per trasformare la loro scuola in un’oasi ecosostenibile. La risposta a questo appello pone una serie di sfide da affrontare, dando così inizio a una missione strutturata in diversi step, corrispondenti alle attività svolte durante il percorso educativo. Al termine di questo percorso, è stato realizzato un modellino della scuola ecosostenibile, completo di piante e pannelli fotovoltaici, accompagnato da una rappresentazione interattiva in Scratch con Wall-E che illustra le fasi della creazione. La narrazione dell’intero processo è affidata al robot NAO, che guida e racconta le tappe raggiunte. Infine, Wall-3A ha ideato uno slogan significativo, “Pensa green, agisci eco-green”, destinato a rappresentare un’eredità di consapevolezza ambientale per le generazioni future.


Link alla SCHEDA DEL PRODOTTO MULTIMEDIALE


Emilia Nappi, dottoressa in lingua spagnola e didattica innovativa, è docente specializzata per il sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola secondaria di primo grado presso l’Università degli studi di Verona. Ha insegnato per due anni alla scuola primaria e da sempre lavora a stretto contatto con i bambini promuovendo un’educazione equa e inclusiva. Ha seguito una formazione specifica per l’utilizzo della robotica educativa in classe, con l’obiettivo di rendere l’apprendimento più coinvolgente e accessibile. Convinta sostenitrice di una scuola capace di accogliere e valorizzare ogni alunno, credendo fortemente nel potere del cambiamento educativo come strumento di accessibilità e crescita per tutti.
Monica Astuto, laureata in lettere classiche, attualmente docente di sostegno.Collabora con l'Università di Verona in qualità di tutor di tirocinio indiretto e docente a contratto nei laboratori per il primo e secondo grado d'istruzione; docente nella formazione per adulti relativamente alle tematiche di didattica inclusiva e metodologie di differenziazione didattica presso diversi UAT e Enti di formazione e tutor per i percorsi di Formazione Docenti e preparazione al concorso docenti, per i docenti neoassunti e per l'Orientamento. Componente del team DM 66/23 e DM 19/24, animatore digitale e formatore esperto nei percorsi di formazione docenti "Scuola Futura". Esperta di inclusione occupa da diversi anni il ruolo di coordinatrice del dipartimento di sostegno e di Funzione Strumentale Inclusione.
Isabella Bergamini, dottoressa di ricerca, è insegnante di sostegno nella scuola secondaria di primo grado, dove ricopre il ruolo di Referente per gli studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA). Tutor per docenti nei percorsi universitari. Referente d'istituto per il contrasto al bullismo e cyberbullismo. Ha maturato esperienza nella formazione universitaria come Tutor per le Nuove Tecnologie per i corsi di specializzazione sul sostegno presso le Università di Verona e Padova. Esperienza di docenza universitaria internazionale con un background accademico in Design e Tecnologie.


copyright © Educare.it - Anno XXV - N. 7, luglio 2025