- Categoria: Pratiche di inclusione
- Scritto da Deborah Mollo, Katia Giovanelli, Elisa Garieri
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FARE: un percorso di inclusione attraverso la parità di genere
Il progetto "FARE per gli altri e con gli altri" nasce dalla convinzione che l'apprendimento significativo si realizzi attraverso la partecipazione attiva e la responsabilità sociale condivisa. L'esperienza si è sviluppata in una classe seconda della scuola secondaria di II° grado, con particolare attenzione a un'alunna, che chiameremo A., seguita per un disturbo del linguaggio. L'approccio progettuale ha privilegiato la flessibilità: molte delle idee iniziali hanno subito modifiche in itinere per rispondere più efficacemente alle esigenze del gruppo classe.
Oltre le barriere individuali
Il progetto ha inteso promuovere l'inclusione attraverso la parità di genere, utilizzando metodologie cooperative e linguaggi creativi. Gli studenti hanno esplorato le discriminazioni dal seicento a oggi, realizzando tavole grafiche e fumetti che uniscono arte, emozioni e cittadinanza attiva, culminando in una mostra museale.
Dopo un'attenta osservazione sistematica, sono stati individuati per A. due obiettivi trasversali, risultati poi funzionali all'intera classe:
- Potenziare l'interazione con i pari, sviluppando contestualmente competenze di autoregolazione emotiva e gestione degli stati d'ansia
- Favorire l'espressione creativa e grafica come canale comunicativo alternativo, particolarmente prezioso in presenza di difficoltà linguistiche
L'alternanza di metodologie didattiche e il lavoro in piccolo gruppo hanno permesso di mediare efficacemente gli scambi relazionali. Sebbene A. abbia talvolta faticato a mantenere l'attenzione per l'intera durata delle attività, si è mostrata intraprendente ed entusiasta, evidenziando progressi significativi nella socializzazione.
La costruzione del percorso didattico
Fase 1: Dalla teoria alla realtà
Il punto di partenza è stato l'Obiettivo 5 dell'Agenda 2030 sulla parità di genere. La prima sfida è emersa immediatamente: molti studenti associavano la discriminazione di genere esclusivamente alla violenza sulle donne. Questo ha reso necessario un approfondimento articolato, supportato da video e materiali multimediali, per ampliare la prospettiva sul tema.
L'analisi letteraria della figura di Gertrude nei Promessi Sposi ha offerto un ponte tra passato e presente, mentre lo studio del caso di cronaca di Saman Abbas ha permesso di affrontare tematiche delicate come i matrimoni forzati e la libertà di scelta, attraverso il cooperative learning.
Fase 2: Approfondimenti interdisciplinari
La collaborazione con la docente di discipline pittoriche è stata determinante per ampliare gli orizzonti culturali degli studenti. Abbiamo esplorato figure come Frida Kahlo, Helen Keller, Cecilia Sala, Marjane Satrapi e Michele De Lucchi, mostrando come artisti, giornalisti, fumettisti e architetti abbiano affrontato il tema delle pari opportunità.
Il riferimento agli articoli 3 e 21 della Costituzione Italiana ha fornito la cornice giuridica necessaria, mentre l'utilizzo delle tecnologie digitali ha reso l'apprendimento più dinamico e coinvolgente:
- Google Documenti per le riflessioni condivise
- Bitmoji per la creazione di avatar e la riflessione sul proprio io
- Kahoot per quiz interattivi di verifica
- Wordwall per cruciverba a tempo
- Mentimeter per sondaggi autovalutativi
- Adobe Express per la generazione di QR code personalizzati
Fase 3: L'espressione creativa come linguaggio inclusivo
Il cuore del progetto è stata la realizzazione di tavole grafiche accompagnate da fumetti. Ogni studente ha rappresentato una storia di discriminazione vissuta, osservata o subita, utilizzando un codice cromatico emotivo: rosso per la rabbia, blu per la tristezza, verde per la speranza.
Per gli studenti con BES è stata prevista la possibilità di utilizzare solo parole chiave nel fumetto, garantendo così accessibilità senza rinunciare alla partecipazione. Le tecniche pittoriche (acquerello, carboncino, matite colorate) sono state assegnate in modo individualizzato, valorizzando le competenze di ciascuno. Un momento particolarmente significativo è stato il debate finale, in cui gli studenti hanno riflettuto sui cambiamenti personali maturati durante il percorso e hanno proposto soluzioni concrete in relazione all'Obiettivo 5 dell'Agenda 2030.
Fase 4: La narrazione multimediale
Le tavole grafiche sono state digitalizzate su carta fotografica lucida e integrate in presentazioni multimediali con voce narrante o musica di sottofondo. Il prodotto finale è stato pubblicato sul sito dell'istituto con QR code dedicati, utilizzando la piattaforma Issuu, per sensibilizzare l'intera comunità scolastica.
Metodologie didattiche applicate
Il progetto ha integrato diverse metodologie didattiche:
- Lezione partecipata per garantire il coinvolgimento attivo
- Cooperative learning per sviluppare competenze sociali
- Brainstorming per valorizzare il contributo di tutti
- Peer tutoring per favorire l'apprendimento tra pari
- Debate per sviluppare il pensiero critico
La pluralità delle metodologie adottate si è rivelata essenziale per rispondere alle diverse esigenze di apprendimento presenti in classe e per mantenere alta la motivazione.
Valutazione e risultati: oltre le aspettative
La valutazione del progetto ha confermato l'efficacia dell'approccio integrato. L'alternanza metodologica e il lavoro di gruppo hanno permesso di instaurare una relazione profonda con la classe e di osservare il miglioramento delle capacità relazionali di A. La sua partecipazione attiva e il suo entusiasmo nelle attività collaborative hanno dimostrato come un progetto educativo ben calibrato possa superare le barriere individuali e culturali, trasformando l'isolamento in interazione e la difficoltà in occasione di crescita. Un elemento particolarmente gratificante è stata la spontaneità con cui gli studenti hanno cercato supporto e confronto anche al di fuori delle ore curricolari, segno di un coinvolgimento autentico.
L'esposizione al MAM
A conclusione del percorso, tutte le tavole grafiche realizzate sono state esposte presso il Museo di Arte Moderna "MAM" di Gazoldo degli Ippoliti (Mantova). Questa mostra finale ha rappresentato un riconoscimento tangibile dell'impegno degli studenti e della qualità del lavoro svolto, offrendo loro l'opportunità di vedere valorizzato il proprio contributo in un contesto culturale autentico.
Riflessioni conclusive
L’esperienza maturata nell'ambito di un tirocinio dopo nove anni di insegnamento di sostegno nella secondaria di secondo grado, ha confermato che l'inclusione non è un obiettivo statico ma un processo dinamico che richiede:
- Flessibilità progettuale e capacità di adattamento in itinere
- Collaborazione tra docenti disposti a cedere spazi curricolari per progetti trasversali
- Valorizzazione delle diversità come risorsa per l'intera classe
- Utilizzo creativo delle tecnologie al servizio dell'apprendimento
- Connessione tra saperi disciplinari e competenze di cittadinanza
Il progetto ha dimostrato che quando si lavora "per gli altri e con gli altri", non sono solo gli studenti con bisogni educativi speciali a beneficiarne, ma l'intera comunità classe cresce insieme, sviluppando non solo competenze disciplinari e civiche, ma soprattutto un benessere emotivo e relazionale diffuso che costituisce il vero fondamento di una scuola inclusiva.
Link alla SCHEDA DEL PRODOTTO MULTIMEDIALE
Autrici: Deborah Mollo è docente di sostegno, specializzata presso l'Università di Verona e opera da anni nel campo dell'inclusione nella scuola secondaria di secondo grado, con pluriennale esperienza in licei e istituti tecnici del territorio mantovano. Ha conseguito un Corso di Perfezionamento universitario biennale in "I Nuovi Processi di Potenziamento delle Conoscenze: dalla Progettazione delle Competenze alla Cultura Sistemica". Parallelamente all'attività didattica, ha maturato esperienza come formatrice e rieducatrice professionale in comunità educative penali minorili. Ha ottenuto diversi incarichi come Esperto esterno in progetti PON e POF rivolti al personale docente. Attualmente insegna Filosofia e Scienze Umane presso un Liceo delle Scienze Umane in provincia di Mantova, ed è impegnata in un percorso universitario abilitante nelle metodologie e tecnologie didattiche.
Katia Giovannelli, docente di sostegno e referente d'Istituto per gli studenti con bisogni educativi speciali. Attraverso un approccio attento e personalizzato, ha volto la sua attenzione nell'individuare i punti di forza di ciascuno studente per elaborare strategie didattiche innovative, valorizzando le potenzialità e gli interessi individuali. Considera ogni relazione educativa un'opportunità di crescita professionale e di sviluppo di progetti formativi significativi. Collabora con l'Università di Verona come docente nei laboratori di Orientamento e Progetto di Vita e alternanza scuola-lavoro, e come tutor nei percorsi di tirocinio indiretto per la scuola secondaria.
Elisa Garieri, docente a contratto e ricercatrice presso l'Università di Verona. Docente TIC nei corsi di specializzazione per la formazione post universitaria dei docenti di sostegno. Formatrice esperta: PNSD, PNRR, animatori digitali, team per l'innovazione, docenti. Esperta in metodologie e didattiche innovative con le nuove tecnologie per studenti con BES.
copyright © Educare.it - Anno XXV - N. 10, ottobre 2025
