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Sentirsi compresi a scuola
Esistono più somiglianze che differenze fra gli studenti. Tutti i ragazzi si entusiasmano o si scoraggiano, secondo se vengono accolti o emarginati. L’ascolto, in senso ampio, è allora un atteggiamento molto potente quando s’intende non escludere il ragazzo. Ciò che conta non è solamente il contenuto del messaggio, non è tanto quello che si dice ma come lo si dice e soprattutto ciò che non si dice.
Per Ricoeur l'ascolto configura una situazione pre-etica, un modo di essere più che un modo di fare; accetto l’altro perché è importante per me: non lo critico, non lo svaluto, non lo rendo dipendente. E' per questo che l'ascolto non impone sottomissione e neppure produce rivolta.
Nei mie anni di attività ho riscontrato che la lettura della scrittura autobiografica - così come la loro stesura - crea, per meglio dire impone, una dimensione inaugurata dal silenzio e promossa dall'ascolto. Assegnando agli studenti, quale compito, un tema o un diario di carattere personale, creiamo ed instauriamo una relazione che include.
La scrittura personale possiede il carattere dell’apertura, perché la narrazione procede dal passato al presente e di fronte al presente necessariamente si arresta. Essa apre lo spazio all’esistenza, all’istante, che, nel momento in cui fluisce, non può esser narrato.
Il racconto assume così un connotato di apertura, di possibile continuazione, è un serbatoio di energia vitale da cui si può attingere per risolvere disagi. Si possono accogliere comprensioni ed informazioni riguardo lo studente, attraverso uno stato di coscienza libero dalla propria preferenza, se non un rispetto profondo per ciò che c’è. E' l'ambito proprio della relazione educativa, dalla persona dell'insegnante alla persona dell'alunno e viceversa.
Attraverso pratiche di ascolto e di accoglienza si generano conseguenze positive sia per lo studente che per l’insegnante. L’allievo che si sente preso in considerazione incrementa la propria fiducia di riuscire, si spinge fare molto di più di quanto avesse mai pensato. Ciò serve per diventare migliori. Da parte sua, l’insegnante recupera in questa relazione significativa con i propri alunni motivi di senso e passione educativa.
Autore: Lucia Balista, laureata in Filosofia ed in Sociologia, ha conseguito un Master universitario in Counseling e Coaching Skills. Insegna nella scuola da circa 20 anni.
copyright © Educare.it - Anno XI, N. 10, Settembre 2011

