- Scritto da Vincenzo Amendolagine
- Categoria: Monografie
Le basi neuroscientifiche del linguaggio dall'infanzia all'età adulta
Il linguaggio rappresenta un’abilità specifica degli esseri umani, che ha un ruolo fondamentale nello sviluppo cognitivo e sociale. Infatti, attraverso il linguaggio si apprendono le nuove conoscenze, si formulano i pensieri e, adoperandolo in funzione comunicazionale, si intrattengono i rapporti con l’alterità. Nell’ambito comunicazionale il linguaggio può essere usato in forma orale, scritta o mediante i gesti del linguaggio extraverbale. Alle conoscenze sulle aree cerebrali che presiedono alla comprensione e produzione del linguaggio si è giunti nel corso XIX secolo ad opera di alcuni medici, che hanno studiato le basi neurobiologiche del linguaggio attraverso l’analisi dei pazienti che presentavano disturbi del linguaggio, sia nella produzione linguistica (afasia motoria) che nella comprensione (afasia sensoriale).

L’articolo focalizza lo stretto legame tra formazione della persona e la comunicazione, entro il quale emerge il valore pedagogico, sociale e civico della dimensione affettiva. L’autrice sostiene il tema con una rassegna degli autori più rappresentativi del pensiero Occidentale. La tesi di fondo è che occorra investire su percorsi educativi che mirano allo sviluppo della comprensione, dell’accoglienza, dell’empatia come elementi su cui poggia il benessere individuale e sociale.
Prendersi cura dell'altro significa instaurare con lui una relazione che dà vita a qualcosa che va oltre i due soggetti in relazione: si tratta dei Beni relazionali. Come spiega l'economista Luigino Bruni (2011, p. 4) «quello di Bene relazionale è un concetto sempre più usato nelle scienze sociali, ma troppo giovane ancora per avere una definizione univoca, neanche tra i soli economisti. Quindi può valere la pena ripercorrere brevemente le varie definizioni che si incontrano nella letteratura. La categoria di “Bene relazionale” è stata introdotta nel dibattito teorico quasi contemporaneamente da quattro autori: la filosofa Martha Nussbaum, il sociologo Pierpaolo Donati, gli economisti Benedetto Gui e Carole Uhlaner».
L’articolo prende spunto dal film franco-canadese Mommy (2014) di Xavier Dolan per approfondire una visione sistemica dell’intervento pedagogico sulla, per e con la genitorialità alle prese con il disagio psichico-comportamentale. Leggendo alcune sequenze del film attraverso le categorie della relazione d’aiuto, l’autrice individua alcuni interventi possibili secondo il modello della spirale della trasformazione proposto da Laura Formenti.