- Scritto da Antonella Castaldi
- Categoria: Scuola e dintorni
L’importanza dell’errore nel processo di apprendimento
In ogni ambito, da quello filosofico a quello pedagogico e scientifico, l’errore è stato sempre demonizzato, percepito come qualcosa di peccaminoso e assolutamente da punire o cancellare. Fin’oltre la metà del ‘900 sono state elaborate teorie, ampiamente adottate anche in ambito scolastico, volte a sanzionare l’errore e a recriminarlo. Considerazioni positive sulla funzione dell’errore sono invece rimaste minoritarie fino a quando i filosofi Bachelard e Popper hanno provveduto a destrutturare le vecchie tesi. Le più interessanti riflessioni sul ruolo educativo che l’errore riveste in ambito scolastico, nonché il suo uso per consolidare gli apprendimenti, si devono proprio alla scienza epistemologica. L’articolo presenta l’evoluzione pedagogica della considerazione dell’errore e le sue implicazioni nel processo di insegnamento-apprendimento.

Nella letteratura pedagogica con il termine musica si intende «più in generale l’Educazione Musicale, ovvero “musica nel contesto educativo”» (Pagannone 2008, p. 113). Tuttavia il pieno riconoscimento del valore formativo della musica, in Italia, è una conquista recente e non viene ancora riconosciuto alla disciplina uno statuto epistemologico forte. L’educazione musicale è tuttora considerata come un passatempo o momento creativo, in opposizione alle discipline “forti” quali l’italiano o la matematica ecc.
Negli ultimi anni si assiste ad un interesse sempre maggiore delle scienze pedagogiche verso le tematiche ambientali, a partire dalla consapevolezza che la scissione tra uomo e natura, radicatasi saldamente fin dal '600 nelle culture occidentali, sta mettendo in pericolo la stessa sopravvivenza del pianeta.