- Scritto da Giancarlo Trunzo
- Categoria: Scuola e dintorni
La didattica e la crisi delle più tradizionali distinzioni valutative
Due sono le fondamentali innovazioni con le quali in questi anni la didattica si trova a dover fare i conti: innanzitutto l'ingresso sempre più pervasivo delle nuove tecnologie nel contesto scolastico; in secondo luogo il progressivo ampliarsi e differenziarsi delle attività e delle iniziative alle quali gli alunni sono invitati a partecipare all'interno della cornice scolastica. L'azione congiunta di questi due fattori sta determinando una crisi di adattamento nell'Istituzione e nella didattica che trova la sua espressione più tipica in una diffusa sensazione di inadeguatezza delle tradizionali categorie valutative (prove scritte, orali, grafiche, pratiche). Al disorientamento degli addetti ai lavori si è finora risposto da parte ministeriale con un espediente empirico atto a consentire di "nascondere sotto il tappeto" l'intera problematica. Si è data alle scuole la possibilità di abolire fin dal primo periodo didattico la distinzione "voto di scritto/voto di orale", al fine di consentire in qualche modo la classificazione delle prove riottose all'inquadramento tradizionale.
L'articolo si propone invece di dimostrare che nell'attuale scenario educativo sussistono tutti i presupposti per una riorganizzazione teorica che legittimi l'impiego di nuove, specifiche distinzioni e categorie capaci di agevolare in concreto il compito valutativo dei docenti.

Da diversi anni l'Unione Europea prende provvedimenti per incentivare lo sviluppo delle competenze digitali nei Paesi membri agendo soprattutto in ambito formativo. Si prevede che tra qualche anno tali competenze saranno richieste in quasi tutti i posti di lavoro. Vi sono però da parte delle università ancora grosse difficoltà nel trasmettere cultura digitale. Questo contributo analizza la situazione degli atenei italiani in materia di competenze digitali citando in particolare l'esempio del Se@, il Centro di Tecnologie per la Comunicazione, l'Innovazione e la Didattica a distanza dell'Università di Ferrara che, in un panorama nazionale poco roseo, rappresenta un buon esempio di integrazione tra formazione e tecnologie digitali.
Alla luce dei recenti orientamenti riguardanti la diffusione di nuovi modelli di interpretazione della diversità e dell'accoglienza inclusiva, soprattutto nell'ambito educativo, l'articolo analizza lo stato della ricerca attuale sulla Progettazione Universale per l'Apprendimento (Universal Design for Learning - UDL). Si tratta di un modello pedagogico orientato al superamento della categorizzazione degli alunni con svantaggi nella scuola, a favore della costruzione di curricola per tutti, senza particolari "distinzioni penalizzanti".
lI counseling si sta affermando come una modalità specifica di aiuto, diversa dagli approcci prettamente psicologici. Nella prima parte di questo articolo, si presentano le origini del counseling secondo la prospettiva di Carl Rogers e le sue peculiarità. Nella seconda parte vengono esplorate le potenzialità del counseling in ambito scolastico, sia a sostegno degli alunni che degli insegnanti.