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Articoli monografici sulla scuola

  • Scritto da Corrado Muscarà
  • Categoria: Scuola e dintorni

Tecnologie informatiche e inclusione scolastica

tecnologie informaticheL’introduzione delle nuove tecnologie in ambito educativo[1], la rapida diffusione dei software didattici, la proliferazione di strumenti progettati specificatamente per rispondere alle esigenze di allievi con disabilità e con difficoltà di apprendimento di vario tipo[2], esigono una riflessione sui nuovi modelli educativo-didattici, sui diversi spazi di confronto intorno all’utilizzazione di questi dispositivi a scuola.

Il mercato attuale offre molti prodotti tecnologici (elettronici) progettati per facilitare i processi insegnativo-apprenditivi, ma sono ancora insufficienti i principi pedagogici in grado di sostenerne un utilizzo coerente ai bisogni reali della persona[3]

Nonostante i numerosi contributi di riflessione offerti da diversi studiosi e l’attivazione di alcuni servizi ministeriali per i docenti (come quelli, per esempio, che, a partire dal 1997, ha promosso il Programma Ministeriale per lo Sviluppo delle Tecnologie educative, e di tanti altri proposti e avviati da vari istituti)[4], il personale educativo necessita, a nostro avviso, di una rinnovata formazione pedagogica sul versante tecnologico-inclusivo, orientato verso una cultura delle nuove tecnologie a sostegno dell’educazione e della formazione degli alunni con bisogni educativi speciali (BES).

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Misurare le intelligenze: dalla Wish-R a Gardner

Ogni anno insegnanti, educatori e pedagogisti si trovano a confrontarsi con i risultati del test di intelligenza a cui alcuni loro alunni vengono sottoposti. Spesso la visione generale che hanno di quell'alunno concorda con il suo Q.I.; altre volte, invece, ritengono che il risultato del test sopravvaluti o sottovaluti le capacità che quotidianamente riscontriamo in lui.
La scala di intelligenza Wish-R (Wechsler Intelligence Scale for Children-Revised), normalmente utilizzata in Italia e nel resto del mondo come strumento diagnostico nei bambini e nei ragazzi dai 6 ai 16 anni, è ad uso esclusivo di medici e psicologi.

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  • Scritto da Annalisa Scialpi
  • Categoria: Scuola e dintorni

La dignità della pedagogia sul filo del dialogo

I cambiamenti epocali connessi con "la svolta antropologica" già preannunciata nella caduta delle grandi narrazioni [1], esigono un ripensamento del tradizionale modello scientifico-scientistico con cui l'ottimismo neopositivista ha finora interpretato, in maniera univoca e riduzionista, la realtà e con cui la pedagogia in particolare, a partire dagli anni '70, ha proposto modelli per la pratica.

Urge, cioè, quell'incontro tra pardigmi scientifici e spiritualistico-antropologici con i quali dare senso e direzione all'agire educativo, altrimenti ridotto a prassi.

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  • Scritto da Lucia Balista
  • Categoria: Scuola e dintorni

La teoria della mente a scuola

La teoria della mente è un modello teorico proposto in psicologia in cui è descritta la capacità tipicamente umana di riflettere sulla propria mente e quella degli altri. Si tratta di un approccio che non è ancora stato sufficientemente esplorato nelle sue potenzialità didattico-relazionali e sul quale, con questo contributo, si vuole rinnovare l'attenzione.

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