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L'immenso oceano della professione dell'educatrice

imgVivo in un piccolo paese di campagna della provincia di Pisa, nella meravigliosa Toscana, mi sono laureata lo scorso aprile in Scienze dell’infanzia, corso di laurea all’interno della facoltà di Scienze della formazione, a Firenze e da un anno sto svolgendo un tirocinio all’interno di un servizio educativo per la prima infanzia. Non potrei desiderare di più.

Il fatto è che già prima di laurearmi ma ancora più da quando mi sono trovata a contatto con il mondo del lavoro, quel lavoro che tanto ho desiderato, per cui tanto mi sono impegnata affinché potessi svolgerlo, mi sono ritrovata spesso a contatto con domande e luoghi comuni come: “ma questo lavoro te lo sei scelto?”, “eh facile passare le giornate con i bambini!”, “in pratica badi i bambini?”, “ah fai Scienze dell’infanzia, è facile come facoltà so, poi vai a lavorare nei nidi e basta no?”. Le solite frasi e domande, che per me, passatemi il termine, sono stupide. Spesso si incombe nel binomio EDUCATORE/EDUCATRICE= BABYSITTER. Dispiace far crollare questo mito e questa forte convinzione in molte persone ma in realtà il mio lavoro è tutt’altro e va ben oltre il “badare i bambini”.

Per spiegare quello che intendo io per lavoro di educatore/educatrice, perché ripeto è una mia idea che può essere condivisa oppure no, ma dopo tanto silenzio credo di avere tutto il diritto di parlare, utilizzerò il termine educatrice, per praticità, perché parlo di me in primis e perché a volte fa bene a mio avviso trovare citato il femminile piuttosto che il maschile (perché magari più generalizzante) di una professione.

Questa piccola riflessione l’ho intitolata “L’immenso oceano che è la professione dell’educatrice” proprio perché dietro a questa professione si nasconde un universo, un mondo, un oceano, profondo, con insidie, criticità ma anche bellezze inequiparabili.

L’educatrice è colei che ha il dovere di guidare il bambino fino dalla sua prima infanzia nella scoperta del mondo circostante, deve fornirgli gli stimoli, le situazioni che lo aiutino a sviluppare una propria conoscenza e coscienza della realtà circostante. È vero l’educatrice è colei che si occupa dei bisogni primari del bambino durante la giornata, come mangiare, dormire, essere pulito, cambiato ma non è solo legata a questa parte. C’è un concetto che fin da quando l’ho letto per la prima volta alle scuole superiori, liceo socio-psico-pedagogico, l’ho subito amato ed è il concetto di educazione: educazione deriva dal latino ex-ducere, ovvero condurre fuori. A mio avviso non esiste concetto più bello per spiegare il lavoro dell’educatrice. Condurre fuori. L’educatrice deve aiutare il bambino a tirare fuori quello che già lui ha, deve appunto fornire gli stimoli. L’educatrice inoltre ha, a mio avviso, tra i compiti e doveri primari, quello di porsi alla stessa altezza dei bambini; ecco molti non possono nemmeno immaginare quanto si possa imparare. Spesso a noi grandi sfuggono molte cose che ai nostri piccoli esploratori non sfuggono mai. Questo non significa abbassarsi alla loro altezza per vedere qualcosa che loro hanno visto passare, quando parlo di “cose” intendo qualcosa di più profondo che va ben oltre il sasso spostato o la lumaca nel giardino. Io personalmente da quando ho iniziato questa splendida esperienza lavorativa, che spero sia solo l’inizio di una bellissima professione che voglio svolgere con tutto il mio cuore, ho imparato ad assaporare ogni singolo momento, a essere felice per le piccole cose e se devo essere del tutto sincera, ho sempre voglia di imparare, di scoprire cose nuove, di documentarmi su tutto ciò che mi appassiona e mi interessa in quel momento della mia vita. Ecco che voglio qui giungere al focus di quello che io credo sia il lavoro di educatrice: “Uno scambio reciproco di idee, valori, pensieri, amore e gioia”. L’abbassarsi è fondamentale per entrambi, i bambini vedono in noi dei punti di riferimento, sviluppano in noi una forte fiducia e noi impariamo, scopriamo, risvegliamo in noi sentimenti, che per qualsiasi ragione si sono spenti.

E adesso voglio rispondere a quelle domande così sciocche e ottuse che spesso mi sono dovuta sorbire e che tutt’ora sopporto:

1. questo lavoro me lo sono proprio scelto e dirò di più, l’ho scelto dopo avere avuto un’esperienza in un servizio educativo, quindi è stata una scelta più che consapevole;

2. assicuro che passare le giornate con tutti i miei piccoli esploratori è bellissimo perché comunque ogni giorno c’è una novità e ci divertiamo sempre ma non è così facile come molti pensano, ve lo assicuro che è anche stancante. Io questa stanchezza la definisco però come una stanchezza che scalda il cuore e la mente;

3. non bado i bambini, rispondo sì alle necessità primarie ma un’educatrice sviluppa percorsi educativi;

4. provate a cimentarvi nel mio percorso di studi e documentatevi prima di parlare tanto per sentito dire.

So che a molti che hanno molte più competenze di me in questo ambito potrà sembrare una riflessione senza solide basi e sicuramente ho sempre molto da imparare perché sono alla mia prima esperienza reale nel mondo del lavoro, ma avevo bisogno di condividere tutto ciò.

Spero in un vostro contatto anche solo per un confronto su ciò che messo per iscritto

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