#educare

  • E ora andiamo felici all'asilo?

    ora andiamo felici all asiloIlaria Sacchetti

    E ORA ANDIAMO FELICI ALL'ASILO?
    Piccoli suggerimenti per aiutare vostro figlio ad adattarsi alla scuola materna

    Youcanprint Edizioni, 2014
    pag. 94, 12 Euro

  • Il sogno di Danilo Dolci

    DaniloDolciUna personalità poliedrica qual è quella di Danilo  Dolci non può essere catalogata in uno specifico settore, ma merita di essere ricordata e apprezzata soprattutto per l'impegno sociale che ha costituito lo sfondo integratore di ogni sua azione. Poeta, insegnante, attivista ed educatore, Danilo Dolci è stato considerato il Gandhi siciliano perché ha speso la sua vita a difendere gli ultimi, a combattere ogni forma di violenza e di prevaricazione con un atteggiamento nonviolento, aperto al dialogo e al confronto.

  • L'educazione alla salute e il paradigma genetico-genomico

    medicina genomicaLa medicina negli ultimi tempi ha visto le sue conoscenze moltiplicarsi, tant’è che da molte parti tali progressi sono stati definiti come la terza rivoluzione in ambito medico. Infatti, la prima rivoluzione si fa risalire al periodo compreso fra la metà dell’Ottocento e la metà del Novecento, periodo in cui c’è stato un progressivo miglioramento delle condizioni igieniche di vita e l’uso via via sempre più massiccio di vaccini e antibiotici, che ha portato la vita media ad allungarsi, ossia si è passati dai 35 anni della metà dell’Ottocento ai 65 anni della metà del Novecento. La seconda rivoluzione si situa fra gli anni Ottanta e la fine del secolo scorso, periodo nel quale la medicina ha cominciato a basare la sua pratica sulle evidenze scientifiche (medicina basata sull’efficacia) e sono stati sperimentati nuovi farmaci, soprattutto nelle patologie oncologiche, che hanno permesso di far allungare ulteriormente la durata della vita media, che è passata dai 65 agli 80 anni.

  • L'immenso oceano della professione dell'educatrice

    imgVivo in un piccolo paese di campagna della provincia di Pisa, nella meravigliosa Toscana, mi sono laureata lo scorso aprile in Scienze dell’infanzia, corso di laurea all’interno della facoltà di Scienze della formazione, a Firenze e da un anno sto svolgendo un tirocinio all’interno di un servizio educativo per la prima infanzia. Non potrei desiderare di più.

    Il fatto è che già prima di laurearmi ma ancora più da quando mi sono trovata a contatto con il mondo del lavoro, quel lavoro che tanto ho desiderato, per cui tanto mi sono impegnata affinché potessi svolgerlo, mi sono ritrovata spesso a contatto con domande e luoghi comuni come: “ma questo lavoro te lo sei scelto?”, “eh facile passare le giornate con i bambini!”, “in pratica badi i bambini?”, “ah fai Scienze dell’infanzia, è facile come facoltà so, poi vai a lavorare nei nidi e basta no?”. Le solite frasi e domande, che per me, passatemi il termine, sono stupide. Spesso si incombe nel binomio EDUCATORE/EDUCATRICE= BABYSITTER. Dispiace far crollare questo mito e questa forte convinzione in molte persone ma in realtà il mio lavoro è tutt’altro e va ben oltre il “badare i bambini”.

  • La salute mentale dello sportivo: il ruolo psicoeducativo dell'allenatore

    imgGli sportivi che hanno raggiunto delle notevoli performance, sia negli sport individuali che in quelli di squadra, sono sottoposti ad una serie di sollecitazioni psichiche che, sovente, incrementano il livello di stress e ciò può determinare la comparsa di disturbi psicologici. Nonostante questo, gli allenatori, nella maggior parte dei casi, posseggono una scarsa conoscenza della salute mentale nello sport. Nello specifico, non conoscono le strategie utili per prevenire l’insorgenza di tali patologie e, soprattutto, hanno un’inadeguata competenza nell’individuare i primi segni di una malattia psicologica in un atleta.