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Training cognitivo e miglioramento dei disturbi dell'apprendimento

imgCome molte ricerche hanno dimostrato, nel corso degli ultimi anni i ragazzi (in prevalenza gli alunni degli istituti superiori d’istruzione), che presentano problematicità nell’apprendimento, frequentemente ripetono l’anno scolastico per lo scarso profitto o sono oggetto di provvedimenti disciplinari che possono variare dalla sospensione per qualche giorno fino all’espulsione completa dalla scuola. Diversi studi statistici hanno messo in evidenza che il 60% degli studenti che manifesta difficoltà negli apprendimenti scolastici presenta delle performance scadenti nella lettura, in quanto appaiono non acquisite completamente le strumentalità di base necessarie per leggere correttamente. Le scuole hanno cercato di rimediare a ciò con due tipi d’intervento, ovvero attraverso un processo di tutoring fra coetanei e mediante la frequenza di corsi di recupero per l’acquisizione delle abilità di base. Le ricerche attuali hanno evidenziato che le difficoltà di apprendimento possono essere superate, utilizzando dei programmi che hanno come finalità l’incremento delle abilità cognitive. I training cognitivi sono indirizzati agli adulti che presentano malattie neurodegenerative, che inficiano le loro abilità cognitive, e ai minori, che presentano difficoltà di apprendimento.

Negli ultimi anni la psicologia dell’educazione, che si occupa dei processi di apprendimento, ha avuto un progresso notevole, soprattutto nell’ambito delle conoscenze relative ai processi cognitivi che presiedono all’apprendimento. Molte strategie, che si occupano del recupero dei disturbi di apprendimento, sono legate ai training cognitivi e, quindi, hanno come finalità la stimolazione delle funzioni cognitive, che determina un incremento della neuroplasticità cerebrale. Nello specifico, questi training sembrano migliorare la memoria di lavoro, la velocità di elaborazione delle informazioni e il quoziente intellettivo. Più ricerche hanno evidenziato che lo sviluppo delle abilità cognitive è correlato con buone performance in ambito scolastico. Per esempio, in bambini di sei anni i programmi di training cognitivo, costituiti da più sessioni eseguite al computer, hanno incrementato le abilità di lettura e le competenze matematiche. Il training cognitivo agisce anche su comportamenti distonici, migliorandoli. Infatti, molti studi hanno rilevato che il training cognitivo interviene positivamente sui comportamenti oppositivi che presentano i bambini affetti dai disturbi della condotta.

Una ricerca statunitense (Jedlicka, 2017) ha voluto indagare gli effetti di un training cognitivo sulla riduzione delle difficoltà di apprendimento presentate da alcuni minori. Nello specifico, lo studio ha considerato 178 minori, di età compresa fra i 5 e i 18 anni, che presentavano problematicità nell’apprendimento. In questo campione, c’erano 18 minori a cui era stato diagnosticato un disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività (ADHD), 3 soggetti che presentavano dei tratti autistici, 12 bambini a cui era stata diagnosticata una dislessia e 7 che presentavano disturbi del linguaggio. A questo gruppo sperimentale sono stati somministrati, sia prima che a fine sperimentazione, due test: uno che misurava le abilità scolastiche (Academic Skills Rating) e uno che valutava i comportamenti (Behavorial Skills Rating). Lo studio ha indicato che il training cognitivo agisce positivamente sul comportamento, in quanto riduce i comportamenti oppositivi, e sulle abilità di apprendimento, incrementando l’attenzione, le capacità mnestiche, le abilità di lettura, la competenza nel problem solving. Inoltre, fa decrescere il tempo occorrente per lo svolgimento di un compito.

In conclusione, il training cognitivo si rivela un’ottima strategia per i disturbi dell’apprendimento dell’età evolutiva, in quanto migliora l’attenzione, la memoria, la capacità di leggere e la competenza nella risoluzione dei problemi di diverso tipo. Laddove sono presenti dei comportamenti distonici, il training cognitivo è utile nel far decrescere la loro frequenza e intensità.

Fonte: Jedlicka, E., J. (2017). LearningRx Cognitive Training for Children and Adolescents Ages 5–18: Effects on Academic Skills, Behavior, and Cognition. Front. Educ., 2: 62. DOI: 10.3389/feduc.2017.00062

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