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Quali sono i problemi psicologici più frequenti nei bambini?
Fino a non molto tempo fa si pensava che i disturbi psicologici non comparissero prima dell’adolescenza, ora invece è universalmente riconosciuto che molti dei problemi psicologici di un adulto hanno avuto il loro inizio da bambini. Ma quali sono i disturbi più frequenti nei bambini e come riconoscerli?
I problemi psicologici nei bambini possono essere suddivisi in 2 macro categorie, problemi emozionali e di comportamento e problemi di apprendimento. Nella prima categoria rientrano disturbi psicologici quali l’ansia da separazione, fobie scolastiche, isolamento, aggressività etc. mentre nella seconda categoria rientrano i problemi legati alla capacità di attenzione. Vediamo ora più in dettaglio i principali problemi psicologici nei bambini.

L’eccesso ponderale determina delle conseguenze negative per la salute. Infatti, questa condizione può divenire un fattore di rischio che predispone all’insorgenza di malattie cardiovascolari e metaboliche. La presenza di eccesso ponderale (sovrappeso ed obesità) è nella popolazione adulta del 36% per gli uomini e del 38% per le donne. L’obesità di queste ultime ha dei riverberi anche sulla salute dei loro figli. Infatti, l’eccesso ponderale della madre diviene un fattore di rischio per il bambino, che può sviluppare, a sua volta, sovrappeso e obesità, e, inoltre, influisce negativamente sul suo sviluppo psicosociale.
Il tema della rilevazione degli esiti educativi in età prescolare è un tema aperto, che merita idee, spunti, esperienze, dibattito, approfondimento, con lo scopo di arricchire il più possibile il panorama delle scelte disponibili.
Studenti smemorati, con scarse abilità di linguaggio e di comprensione. La colpa potrebbe non essere solo dei ragazzi, ma del rumore scolastico. Il continuo brusio, lo stridere del gesso sulla lavagna, le sedie e i banchi che strisciano sul pavimento: nelle classi italiane si superano spesso i 70 decibel e studi recenti dimostrano come un eccesso di rumore possa impattare negativamente sul rendimento degli allievi, facendo diminuire le capacità mnemoniche, di comprensione dei testi e delle lezioni.