- Scritto da Raffaele Giovine
- Categoria: L'AltraNotizia
È l’ora della partecipazione: ragazzi del Cilento contro lo spopolamento
Alfano (SA), nel Cilento, è uno di quei comuni dove vivono più anziani che giovani. Con 1004 abitanti, è uno di quei comuni delle aree interne del nostro Paese dove i collegamenti con la città sono problematici, le strade sono tortuose e maltenute e con pochi servizi essenziali, ma al tempo stesso c’è ricchezza di tradizioni e di risorse ambientali.
Il Comune, elemento centrale di questa piccola comunità, negli anni ha cercato di attrezzare il paese con nuove strutture pubbliche, piscina e palestra comunale, biblioteca, museo dell’agricoltura, e offrire nuove opportunità come il gemellaggio con Zermatt, consentendo, soprattutto ai ragazzi, di intraprendere nuove esperienze lavorative all’estero. Tutto questo, però, ha riscontrato particolari difficoltà in termini di gestione e introiti per quanto riguarda le attrezzature pubbliche, con la conseguente chiusura di alcune e la mancata fruizione di altre e di emigrazione dei giovani verso la città svizzera, fiorente di opportunità.

Le Associazioni dei Pedagogisti e degli Educatori Professionali Socio Pedagogici e l’Università delle scienze dell’Educazione, visto il particolare momento dettato dall’emergenza Covid-19, propongono un supporto educativo dedicato alle famiglie, alla scuola, a chi si sta occupando di educazione e a tutti i cittadini.
Gli eventi precoci stressanti, che includono le diverse forme di abuso (fisico, sessuale, emotivo) e la trascuratezza genitoriale, sono frequentemente associati a riverberi psicologici nell’adultità. Inoltre, questi eventi producono delle ripercussioni anche sulla salute fisica dei soggetti che li hanno subiti. A questo riguardo, lo stress connesso a tali episodi sembra attivare in maniera abnorme differenti sistemi dell’organismo, quali il sistema nervoso simpatico, l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e il sistema delle citochine infiammatorie.
Negli Stati Uniti, diventati il primo paese al mondo per numero di contagi da Coronavirus, è polemica per la decisione di alcuni stati dell'Unione di non dare cure anti-Covid a determinate categorie di persone come le donne e gli uomini con disturbi psichici, con malattie polmonari o con patologie neurologiche come l’Atrofia muscolare spinale (Sma). Per questo, alcune associazione hanno alzato la voce, tra cui il Disability rights education and defense fund, che in una intervista al Fatto Quotidiano ha parlato di "atto discriminatorio nei confronti di questi soggetti, resi dalla legge cittadini di serie B".