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Secondo l'Istat in Italia nel 1995 si registravano 158 separazioni e 80 divorzi per ogni mille matrimoni. Nel 2011 le percentuali sono cresciute in modo molto netto: 311 separazioni e 182 divorzi. L'ipotesi di fondo di questo articolo è che vi sia una mancanza di consapevolezza riguardo alle profondità dei sentimenti d'amore e di come viverli positivamente nelle dinamiche di coppia ed in seno alla famiglia.
All’interno di un percorso di mediazione famigliare c’è sempre un momento dedicato alla negoziazione dei termini degli accordi tra i due coniugi. Questo momento è successivo alla fase in cui si creano le condizioni per poter procedere con la mediazione. Tale momento è centrale in quanto è uno dei frutti più concreti del percorso di mediazione. I due coniugi infatti si rivolgono al mediatore portando problemi negoziali quali:
- la gestione dei turni di responsabilità rispetto ai figli;
- le questioni economiche, sia rispetto al patrimonio che al sostentamento continuativo e straordinario;
- la gestione delle famiglie di origine o dei nuovi partner;
- le scelte educative importanti (scelta della scuola, partecipazione a percorsi educativi, aspetti legati all’educazione religiosa o spirituale dei figli).
Il modo, meglio definito come tecniche di negoziato, con cui si affronta un negoziato è garanzia di successo dello stesso, o nella peggiore delle ipotesi del fallimento non solo del negoziato stesso, ma dell’intero percorso mediativo.
L’articolo esplora la possibilità di applicare i principi della mediazione al di fuori di una dinamica tra due configgenti singoli, in un contesto comunitario dove gli attori sono inseriti in una cornice d’interazioni sociali. Dopo aver inizialmente provveduto a definire il concetto di mediazione, si esplorano le valenze concettuali e la portata metodologica applicata al terreno della convivenza civile, con particolare riferimento alla condizione giovanile.
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