- Categoria: Pedagogia interculturale
Alcune cause del fenomeno migratorio - Fattori di attrazione
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Fattori di attrazione (pull factor)
Abbiamo considerato quanto siano determinanti i fattori demo-socio-economici tra le cause di espulsione. Ora si sottolineerà quanto il fattore economico si riveli importante anche quale elemento di attrazione.
Innanzitutto le forti differenze tra le retribuzioni delle Nazioni sviluppate e quelle dei Paesi sottosviluppati: in Italia (che non vanta, tra i Paesi occidentali, le retribuzioni più alte) il salario di fatto nel lavoro domestico è anche 10 volte più alto dello stipendio di un diplomato o laureato in molti Paesi del Terzo mondo.
Un ulteriore fattore di attrazione è la domanda di manodopera da parte di alcuni Paesi sviluppati, determinata dalla consistente contrazione della popolazione in età produttiva. Si tratta di una manodopera "a basso costo, ad alto livello di ricattabilità e ad elevata flessibilità"(11):
- a basso costo, in quanto sfugge alla contrattazione sindacale;
- ricattabile, in quanto spesso clandestina;
- flessibile, nel senso che è disposta ad accettare ritmi, orari da tempo non più accettati dalla manodopera locale, ma anche disposta ad essere occupata in lavori nocivi o molto pesanti.
Produce inoltre un sicuro fascino la pubblicizzazione di uno stato di benessere diffuso nei Paesi dell'occidente industrializzato. "Molto spesso chi parte è attratto dai modelli di vita e consumo delle società occidentali, proposti attraverso i mass-media, il contatto con turisti e missionari, le attività di promozione della propria immagine che i Paesi sviluppati svolgono tramite le ambasciate e i propri centri culturali nei Paesi del Sud del Mondo. Così prende corpo negli Stati poveri un'immagine stereotipata dei Paesi industrializzati: opulenti, modelli di democrazia, aperti all'incontro con culture diverse, disposti ad accogliere chi è in cerca di lavoro (la stessa immagine che avevano dell'America i nostri emigranti all'inizio del novecento)"(12).
A questo proposito scrive Enzesberger: "Nessuno emigra senza una promessa. In passato, i media della speranza erano le saghe e le dicerie. La terra promessa, l'Arabia felix, la mitica Atlantide, l'EI Dorado, il Nuovo Mondo: queste erano le magiche narrazioni che spingevano molta gente a partire. Oggi, invece, sono le immagini ad alta frequenza, che la rete mondiale dei media porta fin qui nel più sperduto villaggio del povero mondo. Il loro contenuto di realtà è ancora minore di quello delle leggende degli inizi dell'età moderna, ma il loro effetto è incomparabilmente più forte. In particolare la pubblicità, che nei Paesi ricchi dove è prodotta viene intesa senza problemi come un semplice sistema di segni senza referenti reali, nel Secondo e Terzo Mondo passa per una descrizione attendibile di un possibile modo di vita. Essa condiziona in parte l'orizzonte delle aspettative legate alla migrazione"(13).
Da alcuni anni è sempre più fattore di attrazione anche il desiderio di ricongiungersi con un familiare precedentemente emigrato. Su questo aspetto torneremo in maniera più approfondita.
Nel concludere questa breve disamina su alcune cause delle migrazioni, va rilevato come ad un fattore di espulsione da un territorio (push factor) non sempre coincide il fattore speculare (pull factor) nel Paese di arrivo e viceversa. Ad esempio, la disoccupazione può essere un motivo di espulsione, ma non si valuta se vi siano reali possibilità di occupazione nel Paese di arrivo. Ciò finisce per ampliare le difficoltà connesse con l'emigrazione.
Note
1) G. Biancardi, P. Galeotti, G. Pasquini (a cura di), Materiali didattici sull'immigrazione, Cestim-Mlal, Verona, 1994, p. 9.
3) Citato in R. Villari, Storia contemporanea, Laterza, Bari, 1990, p. 76.
4) G. Biancardi, P. Galeotti, G. Pasquini (a cura di), Materiali didattici sull'immigrazione, op. cit., p. 10.
5) Thomas Robert Malthus, nel suo famoso Saggio sul principio di popolazione (1825), aveva evidenziato il diverso ritmo di crescita tra la popolazione e le risorse disponibili: la prima aumenta in progressione geometrica mentre i mezzi di sussistenza crescono solo in progressione aritmetica.
6) G. Garelli, Minori extracomunitari. Diritti e problemi, in "Servizi Sociali", 1991, n. 6, p. 7.
7) Il tasso medio di natalità si attesta intorno 2,4% ma con Paesi al 4,7% come India, al 6,3% il Bangladesh, all'8% il Kenya contro un tasso dell' 1,3% degli Stati Uniti e dello 0,9% in Europa.
8) G. Garelli, Minori extracomunitari. Diritti e problemi, op. cit., p. 7.
9) Caritas di Roma, Immigrazione. Dossier statistico '95, Anterem, Roma, 1995, p. 16.
10) G. Biancardi, P. Galeotti, G. Pasquini (a cura di), Materiali didattici sull'immigrazione, op. cit., p. 15.
11) G. Garelli, Minori extracomunitari. Diritti e problemi, op. cit., p. 9.
12) G. Biancardi, P. Galeotti, G. Pasquini (a cura di), Materiali didattici sull'immigrazione, op. cit., p. 17.
13) H.M. Enzesberger, La grande migrazione, Einaudi, Torino, 1993, p. 14.
copyright © Educare.it - Anno V, Numero 7, Giugno 2005
DOI: 10.4440/200506-1/NIERO-PASQUALOTTO

