- Categoria: Pedagogia interculturale
- Scritto da A. Niero, L. Pasqualotto
Diverse modalità di integrazione - Il modello dell'integrazione pluralistica
Article Index
Il modello dell'integrazione pluralistica
Esprime l'accettazione del pluralismo e si basa sulla convinzione dell'importanza della differenziazione culturale nell'ambito di una struttura sociale unitaria, e quindi della opportunità di riconoscere il diritto dei gruppi e degli individui di essere portatori di valori e attitudini differenti, fino a quando tali differenze non si traducano in situazioni conflittuali. In altre parole si parte dall'assunto che le culture siano uguali sul piano del valore ma anche dal presupposto che ciascuna cultura non desideri esporsi al cambiamento. E' la situazione definita come "multiculturale".
Il processo d'integrazione così inteso non dovrebbe comportare conformità completa dell'immigrato rispetto ai valori culturali e sociali del Paese di accoglimento, però richiede l'adozione di comportamenti culturali e sociali che ne riducano progressivamente l'eterogeneità rispetto al nuovo ambiente, salvando certi valori che sono propri del Paese di origine ed il cui mantenimento non costituisce un ostacolo all'equilibrio socio-culturale del nuovo ambiente (5).
Nella pratica si riconoscono a tutti gli stessi diritti, ma ogni etnia vive per conto proprio, senza specifiche modalità d'interazione, con il rischio, dunque, di isolamento "individualistico" delle diverse culture. Per questo motivo il pluralismo multiculturale non viene considerato come il modo migliore di integrazione con lo straniero. Ma è un modello è difficile da superare perché culturalmente accettato e concettualizzato in modo ambiguo.
Secondo Roberto Ruffino "è importante distinguere il significato di parole apparentemente simili: multiculturale, pluriculturale, cross-culturale, interculturale. Con multi o pluriculturale indichiamo una situazione in cui gruppi culturali diversi coesistono l’uno accanto all'altro senza necessariamente interagire tra di loro. Con cross-culturale definiamo una visione comprensiva di un certo dato, di un certo fenomeno, di una certa situazione attraverso culture diverse, senza che esse interagiscano tra di loro. Con interculturale intendiamo invece indicare una situazione ove gente di cultura diversa interagisce o un'attività che richiede tale interazione" (6).
Il modello dell'integrazione interazionistica
Una accezione più ampia, meno unilaterale e meno ambigua del concetto di integrazione culturale, è quella che insiste sul carattere di dualità e di reciprocità, intendendo l'integrazione stessa come un processo dinamico, nel quale diversi valori si arricchiscono attraverso la mutua conoscenza, il rispettivo accomodamento e la reciproca comprensione.
Una integrazione paritetica, intesa come processo di scambio reciproco, tra autoctoni ed immigrati, di valori culturali ed umani, coordinati ed equilibrati, si basa sulla valorizzazione e sulla complementarità delle diversità, impedendo ogni possibile interpretazione della "diversità" come "inferiorità" (7).
Il modello che rende possibile questa integrazione è dunque quello dell'intercultura: le diverse culture si avvicinano tra loro mediante lo scambio, l'inter-azione (che nel suo significato proprio indica proprio l'"agire a vicenda").
A partire dalla possibilità d'interazione delle diversità, questo modello si preoccupa di far incontrare le culture sullo stesso piano: vengono accettate non tutte le manifestazioni delle varie culture, il che significherebbe una inaccettabile acriticità, ma viene fondamentalmente accettato l'uomo come portatore di cultura.
L'integrazione interazionistica è dunque, prima di tutto, una possibilità di confronto circa le varie modalità di pensiero e ciò che l'uomo ha prodotto attraverso le diverse culture.
Solo questo processo d'integrazione può consentire al migrante la conquista e la conservazione della propria identità, in quanto gli permette di mantenere e di riconquistare una posizione individuale caratterizzata dai requisiti di centralità, integrità ed iniziativa, che sono in definitiva gli attributi di ciò che abbiamo chiamato "identità".
Nel modello interculturale vi è quindi il superamento del concetto di integrazione come riconoscimento di un certo grado di pluralismo culturale che permetta all'immigrato di conservare alcuni aspetti della sua identità etnico-culturale, a favore di uno più ampio, nel quale si sostiene il diritto alla diversità ed alla partecipazione a tutti i livelli (economico, sociale, culturale, politico).
1. P. Roveda, La pace cambia, La Scuola, Brescia, 1990, p. 30.
2. L. Passuello, Educazione interculturale nella scuola. Implicazioni metodologico/didattiche, in A.Agosti (a cura di), Intercultura e insegnamento, SEI, Torino, 1996, p. 97.
3. G. Biancardi, P. Galeotti, G. Pasquini (a cura di), Materiali didattici sull'immigrazione, Cestim-Mlal, Verona, 1994, p. 33.
4. Cfr. L. Monte, Gli stranieri in Italia: note di una recente indagine, in "Studi emigrazione", 1988, n. 87, p. 12.
5. Ibidem, p. 12.
6. Citato in A. Durino Allegra, Verso una scuola interculturale, La Nuova Italia, Firenze, 1993, p. 17.
7. L. Monte, Gli stranieri in Italia: note di una recente indagine, op. cit., p. 13.
copyright © Educare.it - Anno VI, Numero 1, Dicembre 2005
DOI: 10.4440/200512-1/NIERO-PASQUALOTTO

