- Categoria: Lavoro sociale
Il lavoro d'équipe nelle professioni sociali - Lavoro d’èquipe e lavoro di rete
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Lavoro d’équipe e lavoro di rete
Stiamo parlando di auspici, di dover essere. Ma le cose potrebbero anche andare in modo diverso. Una corretta impostazione professionale dei singoli professionisti, che li dispone in un atteggiamento collaborativi così come un saldo senso deontologico, che li disponga nello stesso modo, possono non esserci, o non bastare. Una èquipe pluriprofessionale è una squadra di diversi operatori, con qualifiche e ruoli funzionali diversi, che appartengono ad uno stesso Ente. Essi in genere si riuniscono e si coordinano sotto la direzione del responsabile del servizio. Nell’èquipe la collaborazione è un dovere d’ufficio. Nel lavoro di rete, tutto è più destrutturato, e anche spesso, perciò, più complicato. In una rete i professionisti che si incontrano appartengono a servizi diversi, e questi a loro volta si incontrano con la controparte naturale: le famiglie, la comunità, ecc. Tutte questi componenti si ritrovano alla pari, in linea di principio. Il principio gerarchico che fa funzionale un’èquipe non vale nel lavoro di rete, dove l’enfasi è piuttosto posta sulla collaborazione tra differenti organizzazioni e tra differenti tipi di persone a livello locale (7).
Dalla collaborazione interprofessionale entrano in gioco sia dinamiche proprie che quelle legate all’integrazione dei servizi di diversa natura. In questo quadro l’A.S. diventa colui che riporta ad unitarietà l’intervento, sintetizzando i diversi apporti specialistici delle varie figure professionali. La responsabilità professionale dell’assistente sociale, quindi, non è quella di dare una specifica risposta mirata e segmentaria, bensì di attivare, organizzare ed integrare la varietà di risorse informali e formali necessarie alla complessità "soggettiva" del bisogno (8)..
Per esercitare questa funzione altamente specializzata, l’assistente sociale rimane un operatore unico (9).
- Riferimenti bibliografici:
- A. Campanini, L’Intervento Sistemico, pagg. 74, Carocci Faber, Roma, 2002
- M. Cesaroni, A. Lussu, B. Rovai, Professione assistente sociale, pag. 134, Del Cerro, Tirrenia, 2000
- O. Cellentani, Manuale di Metodologia per il Servizio Sociale, FranoAngeli, Milano pagg. 179-181, 1997
- A. Campanini, L'Intervento Sistemico, Carocci Faber, Roma, pagg. 79-80, 2002
- A. Campanini, L'Intervento Sistemico, Carocci Faber, Roma, pagg. 79-80, 2002
- M. Cesaroni, A. Lussu, B. Rovai, Professione assistente sociale, pag 134-136, Del Cerro, Tirrenia, 2000
- Ibidem
- F. Folgheraiter, Teoria e metodologia del servizio sociale, pag. 499, FrancoAngeli, Milano, 1998
- Samory E., La professione sociale, Clueb, Bologna, pagg. 38-39, 1998
- Folgheraiter F., Operatori sociali e lavoro di rete, Erickson, Trento, pagg.255-258, 1991

