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La personalità non violenta secondo l'interpretazione di Giuliano Pontara - Caratteristiche del soggetto non violento

A tale proposito Pontara individua alcuni imprescindibili caratteristiche che devono costituire la struttura psichica del soggetto non violento.
In primo luogo, colui che condivide la nonviolenza deve essere in grado di costruire delle inibizioni psicologiche di livello elevato nei confronti dei suoi istinti violenti; in secondo luogo bisogna essere in grado di individuare la presenza della violenza psicologica e fisica al nostro interno, nel contesto familiare come in quello scolastico e sociale smascherando in tal modo la natura multiforme della violenza e le sue cause.
Inoltre occorre costruire un'alternativa psicologica alla violenza e cioè l'empatia, grazie alla quale la singola persona si deve identificare non con i simboli del potere ma con i più deboli e indifesi, cercando di comprenderne lo stato d'animo ed  il contesto nel quale si trovano (l'autore sottolinea che conosce la sofferenza altrui significa sostanzialmente immaginare di essere in prima persona oggetto della sofferenza)
Quarto aspetto fondamentale della personalità nonviolenta è il rifiuto della dimensione autoritaria che trovò nel nazismo il suo apice. Ebbene, a parte l'estremismo ideologico del nazismo, è evidente che la morale dell'autorità si costruisce sul concetto di obbedienza verso la quale la personalità nonviolenta deve attuare una scelta di disubbidienza civile o di insubordinazione (secondo le indicazioni già fatte proprie da Don Milani). In quinto luogo, la personalità nonviolenta deve rigettare il principio di potenza che sarebbe alla base della politica estera degli Stati e di conseguenza anche rifiutare il concetto di equilibrio di potere - caro al realismo politico classico - che a torto viene ritenuto il principio sul quale si fonderebbe in modo inesorabile lo stato nello scacchiere internazionale.

Ancora, una personalità nonviolenta si può costruire solo se rigetta il processo di disumanizzazione del proprio avversario, processo nei cui confronti la personalità nonviolenta si deve opporre sostituendolo con il concetto di oppositore e non di nemico. In settimo luogo, la capacità nonviolenta di argomentare e di ascoltare le ragioni altrui è fondamentale per superare un atteggiamento di violenza psicologica e questa capacità di dialogo con l'altro presuppone l'acquisizione della pazienza e la condivisione del principio del fallibilismo . Un ulteriore aspetto, è certamente l'acquisizione della mitezza secondo la quale bisogna rifiutare l'opposizione tra vincitore vinto come quella tra amico e nemico ma soprattutto grazie alla quale la personalità non violenta deve evitare un atteggiamento di odio e di rancore verso l'altro. L'insieme di tutte queste caratteristiche presuppone, da parte della personalità nonviolenta, una dose elevata di coraggio che secondo l'autore altro non sarebbe che una disposizione psicologica alla fermezza.
Ebbene, proprio per la complessità di costruire una personalità non violenta, particolare importanza viene attribuita alla scuola che dovrebbe favorire lo sviluppo della personalità nonviolenta e rigettare quindi di essere letta come uno strumento di promozione dell'ideologia imperante. Secondo Pontara, infatti, la scuola dovrebbe essere in grado di fornire allo studente valori democratici e non violenti, dovrebbe fornire allo studente strumenti di partecipazione e di controllo dal basso, dovrebbe contribuire a rigettare il nozionismo, dovrebbe favorire la comprensione reciproca, favorire la dissacrazione della guerra e della violenza, del nazionalismo e del militarismo, così come dovrebbe contribuire a far comprendere la pericolosità dell'industria bellica e di una politica di difesa costruita sugli strumenti tradizionali del realismo politico; soprattutto dovrebbe gettare le basi per educare la gioventù alla educazione al conflitto e alla sua soluzione secondo parametri non violenti.

 


Riferimento bibliografico
Giuliano Pontara, La personalità non violenta, Ega, 1996


Autore: Giuseppe Gagliano, laureato in Filosofia, ha conseguito il Master in Studi Strategici e Intelligence e quello di Diritto internazionale e conflitti armati. E' docente presso un liceo di Como, scrittore e coordinatore dello Strategicgroup.


copyright © Educare.it - Anno XI, N. 8, Luglio 2011