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Il disegno, una finestra sul mondo interno del bambino - Seconda parte
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Ecco perché, a maggior ragione, sottolineo l’importanza di saper dare ascolto a tutte quelle forme di espressione "alternative" che il piccolo usa per mostrare ciò che è. Se, ad esempio, un bambino ha imparato che le sue manifestazioni di "attaccamento" (nel senso Bowlbiano del termine) - sorriso, pianto, ricerca del contatto con la madre, richiami vocali… - provocano reazioni di rifiuto e di distacco psicologico nella madre (come accade, ad esempio, nei casi di genitori "U - Unresolved -" aventi, cioè, un Legame di Attaccamento derivante da esperienze di abuso, maltrattamento, traumi dell’infanzia), la sua spontaneità emotiva ed affettiva ne sarà certamente compromessa: per il bambino, la priorità consiste sempre nel mantenere la prossimità fisica con la madre – rifugio, a costo di pregiudicare la propria spontaneità di espressione.
Ecco che allora il disegno diviene uno strumento preziosissimo, specialmente per insegnanti e educatori, per rilevare difficoltà, bisogni insoddisfatti, paure, legami problematici, desideri, potenzialità evolutive, temperamento e caratterialità.
A tale proposito è molto interessante conservare ed osservare più disegni dello stesso bambino, in modo da poter effettuare dei confronti e, più ancora, poter cogliere l’evoluzione nel tempo del suo mondo interno, potendo così contare su una sua "raccolta panoramica" di vita.
Tutto ciò senza contare anche i benefici cognitivi e motori che derivano dal disegnare: la fantasia del bambino trova forme concrete di espressione, la sua motricità fine migliora e l’esercizio promuove nuove importanti acquisizioni.
Il piccolo impara che può dare forma alle proprie realtà intrapsichiche e, se a questa sua attività viene accordata la dovuta attenzione, impara anche che ciò che fa ha un significato per le persone che ha vicino, capisce che può comunicare col mondo esterno anche utilizzando i colori ed un foglio di carta. L’esordio - volutamente umoristico - di questa "riflessione" sul valore del disegno infantile ha il preciso intento di indurre, nel lettore, un atteggiamento di immedesimazione e di identificazione nel ruolo del "piccolo artista incompreso", al fine di promuovere, nell’adulto, l’adozione di un’ottica "bottom up" (dal basso verso l’alto).
Vedere le cose dal punto di vista del bambino è sempre pre-requisito essenziale per comprenderlo: ecco perché sottolineo l’importanza di promuovere la consapevolezza negli adulti (genitori, educatori, insegnanti) delle mille sfaccettature del mondo infantile. Perché gli strumenti di inter-azione e com-prensione non sono mai troppi.
copyright © Educare.it - Anno III, Numero 4, Marzo 2003

