- Categoria: Bambini
- Scritto da Maurizio Bertollo
L'attenzione in età evolutiva - Seconda parte
Article Index
La capacità di raggruppare in insiemi più complessi le informazioni per codificarle, memorizzarle e trattarle più agevolmente è il processo di integrazione.
Il filtraggio invece si riferisce a quelle operazioni compiute per ignorare alcuni stimoli e trattarne più efficacemente altri.
La ricerca è quel processo mediante il quale ricerchiamo attivamente nell'ambiente un'informazione non ben localizzata spazialmente attraverso movimenti del capo o dei recettori sensoriali verso la fonte di stimolazione (orienting di tipo overt), oppure spostando solo l'attenzione e non lo sguardo (orienting di tipo covert).
Per priming si intende quel processo mediante cui si può spostare l'attenzione pur mantenendo la preparazione a rispondere sull'obiettivo prestabilito.
I processi di integrazione si diversificano in termini evolutivi soprattutto in relazione all'importanza della memoria nelle operazioni percettive e decisionali che variano tra adulto e bambino. Le differenze tra adulto e bambino si svelano soprattutto nello span di memoria a lungo termine e nella quantità di dati in essa contenuti.
In particolare secondo Chi (1976), la MLT è caratterizzata nei bambini dall'assenza di raggruppamenti di informazione (chunk) che è meno ampia e meno accessibile. Essi sono meno abili nel trasferire le informazioni nella memoria di lavoro (Thomas, 80). Poiché la memoria di lavoro è costante, la minor efficacia dei bambini dipende dalla immaturità dei processi di controllo che servono ad eseguire operazioni elaborative sui dati della memoria a breve termine.
Chi ha individuato quattro processi di controllo:
- Richiamo alla mente di informazioni;
- Attribuzione di nome;
- Assemblaggio;
- Ricodifica
Il primo compare dopo i cinque anni e si sviluppa a pieno verso gli 11. Esso va sollecitato dall'adulto per tutto l'arco della scuola primaria.
Il secondo processo consiste nell'attribuire un'etichetta agli stimoli in entrata; è anch'esso carente nei giovanissimi.
L'integrazione propriamente detta o chunking, cioè assemblare secondo una logica più informazioni tra loro creando unità più ampie, ha lo scopo di superare i limiti della MBT e viene utilizzata con una certa efficacia non prima dei 7 anni.
L'ultimo processo rappresenta una forma di elaborazione più profonda ed ha effetti notevoli sulla ritenzione e sull'efficacia dell'uso della MLT. Questo processo si sviluppa enormemente solo tra i 9 e 14 anni.
Per quanto riguarda i processi di filtraggio, i giovani sono meno abili nell'inibire l'elaborazione delle informazioni irrilevanti così come nel resistere a potenziali distrattori (Pearson Lane, 91).
Altro processo che mostra un netto trend evolutivo è il ri-orientamento dell'attenzione. La capacità di rivolgere il focus attentivo ad un altro è limitata. A 8 anni infatti i bambini non sono in grado di operare in tale direzione, in quanto sono in una fase di transizione tra una strategia di attenzione divisa e di spostamento sul segnale rilevante.
L'attribuzione sulla probabilità che si verifichi un evento è strettamente legata allo sviluppo di aspettative corrette (Posner, 1980)
Si possono in particolare distinguere due tipi di aspettative:
- Uno schema generale che riguarda le aspettative concernenti la normale struttura della scena visiva o uditiva;
- Un secondo più specifico delle intenzioni momentanee che l'individuo costruisce di momento in momento in funzione del compito e dei fini che si pone.
La velocità di categorizzazione dello stimolo e di reset della memoria a breve termine, dagli studi elettrofisiologici, sembra che a partire dall'età di 10 anni, avvenga come per l'adulto.
Bibliografia
- Broadbent, D.E. (1958), Perception and communication, Pergamon Press, London.
- Enns J.T (1990), Relations between components of visual attention, in Enn J.T. (a cura di) The development of attention: research and teory, Elsevier North Holland
- Geffen G., Sexton M (1978), The development of auditory strategies of attention, Developmental Psychology, 14.
- Guadagni S., Rossi B. (1990), Il Qsai, in Rossi B., Guadagni S. (a cura di) Messa a punto di una metodica per la valutazione dell’attenzione in età evolutiva; Lo qsai rapporto CONI-MPI
- Hakhtar N., Enns R.(1989),. Relations between covert and filtering in the development of visual attention, Journal of experimental child psychology, 48
- Kahneman D. (1973), Attention and Effort, Prentince-hall, Englewood Cliffs, NJ
- Lane D. M., Pearson D.A. (1982), The development of selective attention, Merril-Palmer Quarterly, 28
- Niedeffer R.M. (1976), Test of attentional and interpersonal style, Journal of personality and social psychology, 34
- Niedeffer R.M. (1986), Concentration and attention control training, in Williams J.M., Applied sport psychology: personal growth to peak performance, Mayfield, Palo Alto
- Niedeffer R.M (1989), Anxiety attention and performance in sports: Theoretical and practical consideration, in Hackfort D. , Spielberger C.D., Anxiety in sport: an international perspective, Hemisphere Publishing corporation, NY
- Niedeffer R.M. (1993), Attention control training, in Singer R.N. Murphey M., Tennant L.K. Handbook of research on sport psychology, MacMillan, NY
- Norman D (1968), Toward a theory of memory and attention, psychological review, 75,
- Posner M., Boies S, (1971), Components of attention, Psychological review, 78
- Rossi B. (1992), Attenzione e attività motoria in età evolutiva, SdS, 11/27, Roma
- Rossi B,. Zani A., Pesce C. (1989), Correlati psicofisiologici dei processi di attenzione sostenuta in età evolutiva, Monografia presentata al Coni, Divisione ricerca e sperimentazione
copyright © Educare.it - Anno I, Numero 7, Giugno 2001

