- Categoria: Genitorialità
L’autostima e l’esempio degli educatori - L’esempio degli educatori sui processi dell’autostima
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L’esempio degli educatori sui processi dell’autostima
Si potrebbe continuare con altre tipologie di genitori che hanno difficoltà a considerare il figlio come un individuo a se stante, che deve formarsi e crescere proprio sulla base dell’esempio fornito dai genitori!
Occorre sottolineare ancora una volta, quindi, che l’educazione alla stima di sé trova i propri fondamenti nei primi anni dell’età evolutiva, grazie a genitori che si prendono cura del bambino insegnandogli come apprezzarsi anche in presenza di frustrazioni; ad avere costanza nelle difficoltà perché sicuramente si troverà una soluzione adeguata; a credere in se stesso perché comunque si è sperimentato il piacere profondo di essere degno e amato in ogni caso.
Quando poi il bambino entrerà nel sistema scolastico, dovrà stabilire simili rapporti di stima reciproca e di sostegno da parte degli educatori che via via incontrerà: e qui, ancora, la personalità e l’attitudine di maestri e professori potranno sostenere il bambino e il ragazzo a proseguire i suoi processi di sviluppo e di autostima, oppure potranno metterlo in crisi e demotivarlo, specialmente se in famiglia tali processi sono stati a suo tempo deboli e inefficaci.
Come si vede, le responsabilità degli educatori (genitori e insegnanti) sono enormi proprio perché fondate su un apprendimento diretto: i bambini, per processi empatici e imitativi, imparano direttamente da ciò che vedono, dai comportamenti cui assistono quotidianamente, e non tanto dalla teoria delle parole con cui proponiamo loro tanti bei discorsi, spesso tuttavia contraddetti e negati dai comportamenti reali.
Il bambino è una vera e propria spugna che non può non assimilare le emozioni del mondo in cui è immerso, quindi il suo cervello apprende, forma collegamenti, associazioni e memorie in ogni situazione: mentre noi educatori tentenniamo circa il da farsi in una certa situazione, o ci dimostriamo fintamente sicuri, i cervelli dei bambini e dei ragazzi a noi affidati percepiscono e si immedesimano: al termine di una simile elaborazione, che in definitiva nasce da una relazione interpersonale, essi avranno più o meno fiducia in noi, e in definitiva anche in se stessi.
Una riflessione per concludere…
Perché possano genuinamente acquisire confidenza e fiducia nel mondo che li circonda, i bambini debbono poter contare su educatori empatici e autentici, capaci di ammettere le proprie difficoltà senza dimostrare di andare in ansia o in insicurezza per questo.
Il coraggio di essere autenticamente se stessi, capaci di affrontare i problemi alla ricerca delle soluzioni possibili, senza per ciò considerarsi indegni e inadeguati è il migliore esempio che possiamo fornire ai bambini cui dobbiamo insegnare che ciascuno di noi è, sempre, un individuo degno di amore e di considerazione!
Autore: Marisa Nicolini, psicologa – psicoterapeuta, psicologa scolastica, CTU del Tribunale di Viterbo, Centro Visana
copyright © Educare.it - Anno IX, Numero 3, Febbraio 2009

