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La metodologia CLIL in Educazione Fisica

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CLILL'Apprendimento integrato dei contenuti e della lingua straniera (CLIL) si riferisce all'insegnamento di qualsiasi materia non linguistica che utilizza come lingua veicolare una lingua straniera. L’articolo esplora concretamente le possibilità di un apprendimento delle lingue anche con il contributo dell’Educazione Fisica.

 

Introduzione

Il Content and Language Integrated Learning (CLIL) è un approccio didattico introdotto da David Marsh (Finlandia) e Anna Maljiers (Olanda) nel 1994. Nella sua definizione contiene già il nucleo teorico fondante e cioè che l’apprendimento di contenuti disciplinari e quello della lingua straniera debbano attuarsi attraverso un processo integrato.

In un quadro sociale sempre più multiculturale e multilingue, l’approccio CLIL a scuola sta acquisendo interesse crescente, ma non ancora per l'educazione fisica. I rari studi di ricerca, tuttavia, mostrano che l’integrazione di una lingua straniera in Educazione fisica migliora significativamente la comprensione della lingua inglese degli studenti (Asher, 2003). Alcune ricerche hanno dimostrato che la motivazione intrinseca degli alunni per il movimento ha un'influenza positiva sull’apprendimento della lingua (Coral, 2010; Baena et al., 2017; Forey e Cheung 2019). Da altri studi, però, emerge che un’eccessiva enfasi sulla lingua potrebbe portare a una riduzione di intensità dell’attività motoria durante la lezione (Merino, 2016).

Il quadro teorico

L'Apprendimento integrato dei contenuti e della lingua straniera (CLIL) si riferisce all'insegnamento di qualsiasi materia non linguistica che utilizza come lingua veicolare una lingua straniera. In tal modo aumenta l’esposizione degli studenti alla nuova lingua. La metodologia CLIL si basa su 4 elementi fondamentali: contenuto, comunicazione, cognizione e cultura: le 4 C che dovrebbero guidare la progettazione di un’attività CLIL (Coyle, 2007; Coyle et al., 2010).

In generale, il CLIL è una grande opportunità per migliorare lo sviluppo fisico, sociale e cognitivo degli studenti e promuovere competenze professionali multiculturali (Sherin et al., 2015). In particolare per l’Educazione fisica, alcuni lavori si sono focalizzati su sport tipici, giochi tradizionali e attività di espressione corporea (Alonso et al., 2015; Mavilidi et al., 2015). Quest’ultimo aspetto è coerente poiché lingua e comunicazione non possano essere separate dal linguaggio non verbale, ovvero dal movimento. In tal senso le attività motorie e lo sport generano un contesto ideale che può facilitare la crescita globale degli studenti.

La tassonomia rivista di Bloom (Anderson & Krathwohl, 2001) è un'eccellente guida alla progettazione delle attività di lingua straniera in Educazione fisica. Partendo dal semplice al complesso e dal basso verso l’alto: conoscere/ricordare, comprendere, applicare, analizzare, valutare, creare. Le attività didattiche potranno basarsi sulle dimensioni contenute nella piramide ed essere declinate, come nella tabella seguente, attraverso domande e verbi che definiscono l’azione cognitiva da realizzare (tipo di compito, strategia formativa etc.).

L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli abbonati.


Autore: Carmelo Munafò, Dottore di Ricerca in Pedagogia Speciale, Didattica e Ricerca Educativa. Docente di Scienze Motorie e Sportive presso le Scuole Statali di 1° e 2° grado


copyright © Educare.it - Anno XX, N. 11, Novembre 2021
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