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Educare le competenze interculturali: il modello delle tre C

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cross cultural competenceIn una società sempre più globalizzata, multiculturale e multietnica, ben rappresentata dalla eterogeneità delle aule scolastiche, è sempre più urgente una formazione degli studenti ad una visione più aperta ed interculturale del mondo, basata sull’empatia, la tolleranza e il rispetto delle diversità. L’articolo analizza le competenze interculturali, esaminando il modello delle 3 C e fornendo alcuni esempi da mettere in pratica nel contesto classe.

 

Introduzione

L’accoglienza di alunni migranti e la crescente presenza di bambini e ragazzi nati in Italia da genitori stranieri non rende tout court il sistema scolastico interculturale e tollerante. Occorre comprendere che è necessario abilitare quella capacità dell’essere umano di aprire in senso interculturale i propri pensieri, comportamenti e relazioni. L’urgenza di tale azione educativa è evocata dal moltiplicarsi degli episodi di intolleranza, di discriminazione e di esclusione sociale nei confronti di coloro che sono portatori di una visibile diversità, tra cui quella etnica.

Una scuola sempre più variopinta

Il Ministero dell’Istruzione pubblica ogni anno dei rapporti circa la presenza e gli esiti scolastici degli alunni con cittadinanza non italiana. Secondo l’analisi condotta nell’anno scolastico 2018/2019, su oltre 8 milioni e mezzo di studenti nelle scuole italiane, circa 860.000 sono allievi con cittadinanza non italiana.  La percentuale è varia però da regione a regione: in Lombardia si arriva al 25,4%, mentre in Campania e Sardegna si contano, rispettivamente, appena il 2,9% e il 2,6% del totale degli studenti stranieri (https://www.invalsiopen.it/alunni-stranieri-in-italia-dati-ministero-istruzione). Tale situazione è monitorata da tempo. Già nell’ottobre 2007, il ministro della Pubblica Istruzione Fioroni presentò un documento intitolato “La via italiana per la scuola interculturale e l’integrazione degli alunni stranieri” nel quale si promuoveva l’interculturalità attraverso il dialogo e il confronto tra le culture. Nel 2014, in un’ottica d’impegno verso l’integrazione e il benessere degli alunni stranieri all’interno delle nostre classi, il Ministero dell’istruzione ha promulgato le “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”, aggiornate poi nel 2022. Anche la legge di riforma della scuola, n. 107/2015, ha dato attenzione al tema, prevedendo il potenziamento della lingua italiana L2 per l’alfabetizzazione e il perfezionamento della lingua degli alunni stranieri, strategia fondamentale per integrarsi nella società e sentirsi accolti nel gruppo classe.

L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli abbonati.


Autrice: Fabiola Gemma Capaldi. Laureata in Lingue straniere per l’Impresa e la Cooperazione Internazionale, ha lavorato come lettrice d’italiano presso la EOI (Escuela Oficial de Idiomas) di Puertollano, in Spagna, e presso l’Universidad de Castilla La Mancha di Ciudad Real. Ha conseguito divese specializzazioni linguistiche e didattiche. Dal 2017 è insegnante di lingua spagnola presso scuole secondarie di II grado a Milano.


copyright © Educare.it - Anno XXII, N. 8, Agosto 2022
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