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Il potenziamento dell'intelligenza numerica in bambini da 0 a 6 anni

numeri bambiniL’articolo presenta un'esperienza di laboratorio che si svolge all'interno dello spazio nido dell'associazione Pianeta Studio di Roma. Il laboratorio, denominato "Matematicando al nido", è finalizzato al potenziamento dell'intelligenza numerica in bambini da 0 a 6 anni. Le attività partono dal presupposto scientifico che anche i bambini molto piccoli riescono a ragionare in termini di quantità, operando confronti tra piccole numerosità e compiendo semplici operazioni additive (aggiungere oggetti in un insieme) e sottrattive (togliere oggetti da un insieme). Dopo una breve rassegna sugli studi presenti in letteratura, l’articolo descrive le attività pro-poste all'interno del laboratorio, offrendo al lettore interessato degli spunti operativi su come impostare un lavoro di potenziamento sui prerequisiti del calcolo.

 

Introduzione

La costante attività di promozione delle buone prassi educative all'interno dello spazio nido dell'Associazione Pianeta Studio di Roma ci ha indotto a riflettere sulla possibilità di avviare un percorso laboratoriale che miri a potenziare i prerequisiti del calcolo nei nostri bambini.
Nella programmazione del laboratorio “Matematicando al nido”, siamo partiti dalla considerazione che l'idea di numerosità si costruisce sulla base di capacità elementari, senza le quali il bambino non sarebbe in grado di ordinare i numeri per grandezza. Partendo dal presupposto che anche i bambini molto piccoli sono in grado di comprendere il concetto di quantità, pur non essendo ancora in grado di adoperare il linguaggio e il ragionamento astratto (quindi in epoca pre-verbale), le attività del laboratorio mirano a potenziare le abilità di base che sono necessarie per l'apprendimento della matematica.

Le acquisizioni della ricerca

La letteratura scientifica sulla cognizione numerica ha coinvolto negli ultimi anni diversi autori provenienti dalle arre della psi-cologia dello sviluppo, neuropsicologia, psicologia cognitiva e psicologia dell'apprendimento.
Di seguito si prenderanno in considera-zione gli studi che hanno guidato la progettazione del laboratorio “Matematicando al nido”.
Starkey e Cooper (1980) sono stati i primi ad osservare come i bambini di soli 4-6 mesi reagiscano alla numerosità degli stimoli presentati. Lo studio, condotto attraverso la tecnica dell'abituazione-disabituazione, si basa sul fatto che i bambini preferiscono guardare più a lungo gli stimoli nuovi, piuttosto che quelli già presentati. La presentazione degli stessi stimoli porta i bambini ad abituarsi e a perdere interesse, viceversa uno stimolo nuovo li fa riacquistare interesse, facendoli disabituare.
Starkey e Copper mostravano ai bambini due insiemi di pallini neri con numerosità diverse. In questi studi i bambini si abituavano agli insiemi con lo stesso numero di pallini, perdendo interesse dopo poco tempo, mentre si disabituavano a numerosità diverse (che arrivavano fino a N=4), osservando più lungo gli stimoli e mostrando quindi di riuscire a riconoscere le diverse numerosità.
Risultati simili sono riscontrati anche da Antell e Keating (1983) con neonati da 1 a 12 giorni di vita. In questo studio ai bambini venivano presentati due cartoncini con lo stesso numero di pallini neri (2) e successivamente veniva presentato loro un terzo cartoncino con una numerosità diversa (3). Anche in questo caso i bambini mostravano tempi di fissazione più lunghi di fronte allo stimolo disabituante.
Neonati e bambini di pochi mesi percepiscono la numerosità di un insieme di oggetti in modo immediato, senza contare. Questo processo di percezione visiva è chiamato “subitizing” e il numero massimo percepito sembra essere di quattro (Mandler e Shebo, 1982).

Karen Wynn (1992) mostrò come i bambini di 6 mesi possiedono delle “aspettative” aritmetiche riuscendo a compiere semplici addizioni (N+1) e sottrazioni (N-1). La ricercatrice mostrava ai bambini una bambo-la che veniva poi nascosta dietro il sipario di un teatrino. In seguito davanti ai bambini era aggiunta una seconda bambola dietro il sipario. A questo punto il sipario si apriva e venivano proposte ai bambini due alternative: la prima in linea con un'aspettativa aritmetica (due bambole all'interno del teatrino, 1+1=1), la seconda di violazione dell'aspettativa (una bambola sola all'inter-no del teatrino, 1+1=1). La ricercatrice mostrò che i bambini di 6 mesi venivano attratti in maniera più concreta quando lo stimolo presentato era in violazione dell'aspettativa. Gli stessi risultati sono stati ottenuti anche nell'esperimento sottrattivo, in cui venivano nascosti dietro il sipario due bambole e successivamente se ne toglieva una.
Il passaggio dalle competenze preverbali alle acquisizioni superiori è rappresentato dall'abilità di conteggio. A differenza delle competenze preverbali, che sembrerebbero innate e determinate biologicamente, il conteggio necessita dell'istruzione e degli strumenti concettuali forniti dalla cultura in cui viviamo (Butterworth, 1999).
Imparare a contare richiede circa quattro anni, comincia all'età di 2 - 3 anni e si completa attorno ai 6 anni.

 


L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli abbonati.

Autore: Mirko Cario, Psicologo, iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Calabria, esperto in Psicopatologia dell'Apprendimento. Si occupa di Disturbi Specifici dell'Apprendimento e difficoltà scolastiche.

copyright © Educare.it - Anno XVIII, N. 3, marzo 2018
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