Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 7 - Luglio 2024

La Form-Azione per costruire nuove trame a scuola

formazione docentiLa scuola è luogo di formazione, spazio di esperienze significative, ambiente intenzionalmente progettato per espandere le potenzialità delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi. Essa attua un processo di crescita che non è semplicemente la preparazione alla vita adulta, all’esperienza lavorativa futura. Il suo scopo è divenire essa stessa esperienza di vita, di ricerca di significato, di sviluppo di competenze e di costruzione di una cultura di base che includa la conoscenza della conoscenza. Perché una scuola possa essere promotrice di cambiamento è fondamentale partire da un’idea chiara, condivisa e concreta: una scuola-comunità in cui tutti i soggetti coinvolti nel processo educativo possano lavorare sinergicamente, apprendendo attraverso una fitta trama di relazioni.

Riflessioni sull'esperienza

L'articolo nasce dall’esperienza di progettazione e realizzazione dei percorsi di formazione realizzati durante l’anno scolastico 2023-24 nell’I.C. Ermanno Cortis di Quartucciu (CA), costruiti con le docenti della scuola dell’infanzia, Stefania Dessalvi e Maria Pilosu e della scuola primaria Raffaela Pisu (Commissione formazione docenti), le quali hanno costantemente offerto il proprio prezioso, personale contributo, e con il supporto della prof.ssa Maurizia Leo e del Dirigente Scolastico, prof. Francesco Gasbarri.

Insegnare è un’azione complessa che richiede una pluralità di competenze articolate su diverse dimensioni: culturale, psico- pedagogica, didattica e relazionale e orientate alla costruzione di un fare progettuale, un fare relazionale, un fare riflessivo. Il profilo dell’insegnante si configura come l’intreccio delle seguenti competenze in ambito: culturale e disciplinare, storico-epistemologico, psico-pedagogico, didattico-metodologico, valutativo e auto-valutativo, organizzativo-gestionale, relazionale, riflessivo.

Il docente è un ricercatore riflessivo capace di interpretare e reinterpretare la propria esperienza, di costruire il sapere attraverso la riflessione sulla pratica, di sviluppare percorsi a partire dalla ricerca basata sulle evidenze, in forma collaborativa, con consapevolezza critica. Un processo continuo, permanente e ricorsivo, atto a generare qualcosa di nuovo, di creativo rispetto alle conoscenze, ai modelli, alle procedure precedenti, che comporta il disporsi in un’ottica di trasformazione, di cambiamento, di generatività: un’apertura verso il nuovo, un interesse verso il mutamento e il miglioramento.

La Form-Azione diviene, allora, un dare forma alle azioni attraverso l’esperienza agita: forma e azione si attorcigliano creando un processo circolare in cui dal pensiero si passa all’azione, sperimentandosi, e dall’azione si torna al pensiero, riflettendo. Riflettere sulle proprie azioni permette di ampliare le conoscenze sulla pratica educativa e incoraggia a rivedere criticamente il proprio agire, a prendersi cura della vita della mente, educando il pensiero e educandosi al pensare, attraverso un processo di meta-riflessione, un formarsi per formare. In tale ottica, ridefinire e riprogettare la propria professionalità, non sono azioni legate, esclusivamente, all’aggiornamento delle proprie competenze disciplinari, pedagogiche e metodologiche, ma sono, soprattutto, modalità per rileggere sé stessi nel coinvolgimento e impegno quotidiani a scuola, una tensione verso nuove attribuzioni di valore dell’essere docenti.

La Commissione formazione docenti si è posta, quale intenzione fondante del proprio agire, il coinvolgimento attivo delle/dei docenti del nostro Istituto negli incontri di formazione; spazi e tempi pensati per dialogare, riflettere, confrontarsi e costruire percorsi comuni. Le esperienze hanno reso avvio dalla raccolta dei bisogni e dei desideri formativi delle/dei docenti dell’Istituto, raccolte all’interno di tre macroaree: Educazione Civica (Costituzione, Sostenibilità, Cittadinanza digitale); Intercultura, Parità di genere, Inclusione, Bullismo e Cyberbullismo, Educazione emotivo-affettiva; Linguaggi ed espressività: Musica e danza, Arte e creatività, Corporeità, teatro e drammatizzazione, Letteratura e poesia, Linguaggio scientifico logico e matematico, Multimedialità.

Dalla lettura dei dati è emerso un particolare interesse, da parte del Collegio, rispetto alla Macroarea 2 (Intercultura, Parità di genere, Inclusione, Bullismo e Cyberbullismo, Educazione emotivo-affettiva) con una scelta orientata verso l’Educazione emotivo-affettiva. L’Educazione emotivo-affettiva è trasversale e parte dall’ascolto, dal dialogo; implica l’impegno nella costruzione della relazione e dello scambio; richiede autenticità e comprensione. La Commissione ha ritenuto fondamentale partire dai bisogni per ipotizzare una formazione, su base volontaria e libera, che potesse offrire esperienze di dialogo e riflessione condivisa attraverso l’attuazione di incontri-laboratorio di breve durata.

I Laboratori adulti

Il Laboratorio adulto è divenuto uno spazio e un tempo in cui sperimentare esperienze capaci di generare aperture, confronto e scambio: una modalità che parte dal coinvolgimento delle/dei partecipanti e attiva azioni, risposte creative, opportunità di crescita. L’impegno della Commissione è stato quello di progettare e realizzare dei momenti laboratoriali pensati, non per mettere in pratica ciò che “fanno bambini e ragazzi”, ma piuttosto per immaginare e vivere esperienze stimolanti pensate per gruppi di adulti. Il laboratorio-adulto è stato anche un “luogo” protetto”, flessibile e partecipato, in cui raccontare e raccontarsi, esprimersi e giocare, scoprirsi persone uniche e irripetibili e, nello stesso tempo, sperimentare la dimensione del gruppo “che agisce”. La Commissione ha creato, per ogni evento, un ambiente di apprendimento e relazione in cui è stato possibile “esporsi”, sospendendo ogni forma di “giudizio”, in un clima disteso e accogliente.

La formazione, è stata, quindi, un’opportunità, non per acquisire esclusivamente tecniche, esercizi, strategie o contenuti riproponibili immediatamente a scuola, ma per sostare sul provato, sul riconoscimento dei limiti, delle difficoltà e delle potenzialità del mettersi in gioco. Progettare la formazione ha significato divenire parte di una comunità pensante, nella quale si sono operate scelte, decisioni, si sono posti obiettivi, si sono condivise modalità, strategie, processi, si è dialogato costantemente, “prendendosi cura” del percorso professionale delle/dei docenti del nostro Istituto. Sentirsi parte di un gruppo è, infatti, molto più che condividere alcuni momenti con gli altri: ha significato interessarsi a un progetto comune e al processo di realizzazione con attenzione e cura. Il confronto incessante con i formatori esterni, con il territorio, con l’università e le associazioni (alcuni dei quali hanno offerto il proprio contributo a titolo gratuito), l’apertura alla collaborazione con le docenti interne, disponibili a narrarsi, ha permesso di mettere disposizione e far circolare esperienze, pratiche, vissuti, saperi, metodologie.

Gli incontri di formazione

La Formazione No Borders games, Aprirsi alla dimensione europea attraverso la progettazione internazionale, evento in collaborazione con L’USR Sardegna, si è tenuta giovedì 30 novembre 2023, dalle ore 16.30 alle ore 19.00, presso l’aula magna di via Ales. All’incontro hanno preso parte le ambasciatrici Etwinning-Erasmus, Michela Pinna e Alessandra Basso, che cooperano con il nostro Istituto da diverso tempo. Durante l’incontro Maria Pilosu e Myriam Perseo hanno condiviso e restituito l’esperienza di partecipazione al primo Festival Clil, che si è tenuto nei giorni 10-11 ottobre 2023 presso Misterbianco (CT), nel quale il nostro Istituto ha divulgato un percorso di progettazione internazionale, fondato sulla dimensione ludica nella scuola dell’infanzia.

La formazione Disabilità sensoriali a scuola. Inclusione, relazione e cura attraverso il Corpo e i sensi, (5-6 dicembre 2024) ha coinvolto la dott.ssa Claudia Costa, docente, psicomotricista funzionale e pedagogista clinica, esperta di sistemi di comunicazione quali la Lingua Italiana dei Segni, la Lingua Italiana dei Segni Tattili, il Malossi e il Braille, in due momenti di formazione incentrati sulla messa in gioco di esperienze attraverso il corpo, il movimento i sensi. In tale occasione la dott.ssa Costa, che collabora con la nostra scuola da diversi anni, ha portato il libro tattile Libro scatenato, vincitore della VI edizione del Concorso Nazionale di editoria tattile illustrata "Tocca a te” come Miglior Libro Italiano Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus. Durante la formazione i/le partecipanti hanno realizzato un libro tattile donato alla Biblioteca ragazzi di Monte Claro per l’iniziativa Guarda, tocca, senti… Il libro tattile, ispirato Piccola Macchia di Lionel Le Néouanic è stato costruito in gruppo, con materiali di recupero, rilegato e aggiunto il testo anche in Braille.

Il cineforum Io bullo. Cronaca di vita e cyberbullismo. Incontro educativo e formativo sulle dinamiche di gruppo scuola-famiglia (16 febbraio 2024) è stata un’importante occasione di riflessione condivisa e confronto, attraverso la visione del cortometraggio, realizzato dal dott. Christian Castangia, pedagogista, docente di scuola primaria, regista e scrittore, che narra fatti di cronaca realmente accaduti. Il cortometraggio ha come protagonisti degli adolescenti di Iglesias, non attori o attrici: un modo autentico per raccontare ciò che succede fuori e dentro la scuola, attraverso il coinvolgimento attivo di chi vive quotidianamente i luoghi di formazione e crescita. Il percorso ha coinvolto un numeroso gruppo fra docenti, genitori, studentesse e studenti universitari, educatrici e educatori. La partecipazione, il coinvolgimento profondo e attivo, l'attenzione e l'ascolto posti durante e dopo la visione del corto, hanno mostrato il significativo bisogno e desiderio di confrontarsi con sincerità, sensibilità, cura e disponibilità su una tematica fortemente sentita. L'incontro formativo ha reso possibile aprire nuovi e possibili percorsi condivisi e co-costruiti. In tale occasione, infatti, la Commissione ha avuto modo di conoscere il dott. Salvatore Bandinu (animatore socioculturale e psicomotricista presso un servizio educativo territoriale per minori con gravi problemi), presente all’iniziativa come partecipante, promotore del progetto Scuola Debullizzata e autore del testo dal medesimo titolo, il quale si è reso disponibile per incontrare il gruppo di lavoro per una futura formazione.

Giovedì 7 marzo 2024 si è tenuto l'incontro Vi racconto la mia...un percorso dedicato alla narrazione di esperienze, vissuti, pratiche da condividere. L’incontro è partito dall’idea che riflettere insieme sulle pratiche educative e didattiche, mettere a disposizione ciò che si è appreso, condividere esperienze, saperi, metodologie, possa divenire un’opportunità significativa per costruire e vivere momenti di formazione e autoformazione e percorsi comuni. Hanno dialogato con noi le docenti Simona Chiello, Elisabetta Orrù, Valeria Pinna e Claudia Sulis e condiviso le loro esperienze in differenti ambiti: come gestire i comportamenti problema a scuola; inclusione, sostenibilità, cultura attraverso il teatro in lingua inglese; il Debate e la gestione dei conflitti; l’apprendimento intervallato (Speaced Learning). La dimensione collaborativa, di scambio e confronto ha creato un tempo e uno spazio significativi e di grande qualità formativa.

L’incontro-laboratorio Storie storte. Parole che chiudono parole che aprono (27 marzo 2024), gestito da Francesca Fadda, psicologa queer, Daniela Melis e Emanuela Di Stefano dell'associazione culturale Minuscola, ha dato seguito alle indicazioni emerse fra le preferenze delle/dei docenti del nostro istituto: un confronto sulla differenza di genere e un approccio al linguaggio, gli stereotipi e i cambiamenti necessari per una cultura inclusiva e rispettosa. L’incontro, progettato in forma laboratoriale, attiva e coinvolgente, prevede la partecipazione di docenti e famiglie in un’ottica di scambio e riflessione condivisa. Il laboratorio parte dall’importanza delle parole utilizzate dall’adulto nel definire l'infanzia e l’adolescenza. Spesso, infatti, nello sforzo di difendere e proteggere bambin* e ragazz* si tende a non ascoltare, a non prestare attenzione, a non prendersi cura dei reali bisogni, emozioni, sentimenti, idee, desideri di crescita. Il percorso vuole, quindi, soffermarsi sulle parole e il loro significato in un’ottica di rispetto e valorizzazione dell’infanzia e dell’adolescenza, della parità di genere, della libertà di essere ciò che si sceglie, superando gli stereotipi che influenzano fortemente lo sviluppo e la crescita della Persona. Le persone presenti, docenti, genitori, studenti/esse universitari/e, hanno risposto attivamente e con interesse alle sollecitazioni delle relatrici. Anche dopo questo incontro è emersa la voglia e la necessità di continuare a confrontarsi. Il dialogo fra la nostra scuola e le/i docenti tutor del tirocinio dell’Università di Cagliari nasce dall’importanza riconosciuta al tirocinio diretto durante il percorso di Studi in Scienze della Formazione Primaria. Il tirocinio è, infatti, un’opportunità per sperimentare, mettersi in gioco e partecipare attivamente alla costruzione della conoscenza dentro contesti reali. L’inserimento delle/dei tirocinanti nei nostri plessi ha significato accogliere e accompagnare studentesse e studenti nell’importante percorso del tirocinio diretto, nella consapevolezza che si possano offrire occasioni di condivisione e collaborazione, di relazione e scambio costruttivi, di riflessione sulla pratica educativa, futuri docenti che hanno partecipato attivamente agli incontri di formazione progettati dalla Commissione. Il tirocinio valorizza la circolarità tra Università e Scuola, quali istituzioni che hanno responsabilità fondamentale nei processi della formazione in cui si interconnettono conoscenze ed esperienze. Anche l’accoglienza dei tirocinanti può divenire, quindi, un arricchimento e un’opportunità formativa per nostro Istituto.

La collaborazione con l’Università ha dato avvio alla condivisione di eventi formativi, di dialogo e scambio co-costruiti con le/i tutor di Scienze della Formazione Primaria: Le forme dell’accoglienza (8 aprile 2022), una possibilità per riflettere insieme, docenti e futuri docenti, sul “provato” nello stare dentro la relazione di accoglienza e cura, sul riconoscimento dei propri limiti e difficoltà nell’esprimere se stessi, sulla valorizzazione di ogni forma di linguaggio per comunicare (mettere in comune). L’esperienza vissuta è stata narrata in un articolo pubblicato su Educare.itarticolo pubblicato su Educare.it lo scorso anno. A partire da questo primo incontro la Commissione ha colto la forza, la spinta progettuale del dialogare con l’università per costruire un secondo momento formativo coinvolgente e significativo, Abitare lo sguardo dell’Altro: percorsi del rispetto e della cura nella formazione, a partire dalla parola "rispetto", scelta nella formazione, Le forme dell’accoglienza. L’incontro, previsto per il mese di ottobre, per permettere una più ampia partecipazione di studenti e docenti, coinvolge nella progettazione i docenti tutor organizzatori e coordinatori, fra cui il dott. Matteo Altea e la dott.ssa Patrizia Lampis.

Conclusioni

La formazione, intesa come sperimentazione, analisi e riflessione sulla pratica, non a posteriori, ma mentre si agisce, è l’idea che la Commissione vorrebbe portare avanti anche nei prossimi anni scolastici, auspicando una sempre più allargata comunità progettuale, un gruppo arricchito dalla presenza di docenti di ogni ordine. Occorre, inoltre, riscoprire e valorizzare, in ambito formativo, la mediazione del corpo e delle emozioni nella conoscenza e promuovere, nei contesti di formazione, occasioni e momenti orientati al fare autobiografia, al narrare e valorizzare la storia personale e professionale di ognuna/o. Recuperare il senso dell’esperienza, di una corporeità vissuta, offre la possibilità di assumere un nuovo punto di vista, quello che parte da un’intelligenza corporea, sensibile, che percepisce, racconta, trasforma e forma.

La formazione non è, quindi, esclusivamente un fatto intellettuale basato sulle parole, ma un atto reale, caratterizzato dal vissuto. La Commissione proseguirà sul percorso tracciato, riprendendo il dialogo con l’università, l’approfondimento su alcune tematiche affrontate durante quest’anno scolastico, sviluppando nuovi intrecci e sperimentando ulteriori esperienze laboratoriali che favoriscano una partecipazione delle/dei docenti del nostro Istituto sempre maggiore attraverso proposte che possano raggiungere, motivare, interessare chi non ha preso parte ai laboratori. La formazione diviene, quindi, generativa perché valorizza la conoscenza come costruzione partecipata e creativamente orientata, attraverso cui modificare e innovare reti di relazione, scambio, collaborazione. In questa prospettiva l’agire professionale del docente è quello del ricercatore, in grado di indagare nuove strategie didattiche e di promuovere un’idea di scuola e della sua funzione nella società.

La formazione si realizza, quindi, nello scambio dialogico e dinamico fra l’individuo stesso e la collettività, fra il soggetto e l’ambiente, fra affettività, razionalità e corpo, processi che intrecciano e coinvolgono l’azione e la riflessione. Un lavoro incessante che accompagna la persona-docente nel darsi forma, favorendone lo sviluppo individuale, secondo modelli propri e flessibili; un percorso che non si conclude, perché non si è mai pienamente formati. Sostare attivamente in questo cammino significa sostenere la crescita verso una conquista piena di un’umanità integrale, responsabile verso sé stessa e verso gli altri.

Grande importanza è contenuta nella documentazione dei percorsi attuati. Una scuola che riflette e rilegge i propri percorsi formativi è una scuola che matura la propria consapevolezza e si prende cura del proprio stile educativo. Documentare è una pratica essenziale per rappresentare l'identità di una istituzione scolastica, per tenere traccia dei vissuti, per condividere e divulgare buone prassi. La documentazione, che richiede tempi distesi e confronto fra docenti, offre l’opportunità di far emergere gli aspetti di originalità e di unicità delle attività proposte, ma diviene “luogo” su cui confrontarsi, scambiarsi idee, trovare nuovi stimoli, riflettere insieme in una prospettiva di autoformazione costante. Documentare è, infatti, un processo che attiva la circolazione di conoscenze ed esperienze, mettendone in luce criticità e punti di forza, rendendola strumento di formazione professionale, un atto che accompagna ininterrottamente la vita scolastica: narra ciò che accade e rende evidente le relazioni che si creano tra le cose, le situazioni, le persone. Ora non ci resta che riprendere i fili intrecciati e costruire nuove trame.


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