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Leggere per dare parole alle emozioni: un progetto nella scuola primaria

lettura emozioniLa scuola primaria non è soltanto il luogo in cui si apprendono competenze fondamentali come leggere, scrivere e calcolare. È anche il contesto in cui i bambini iniziano a conoscere meglio se stessi, a dare un nome a ciò che provano, a confrontarsi con i compagni e a costruire una prima consapevolezza del proprio mondo interiore. In questo cammino la lettura occupa un posto speciale, perché un libro ben scelto non trasmette soltanto contenuti, ma apre domande, suscita identificazione, alimenta la fantasia e offre parole per interpretare l’esperienza.

Il progetto di lettura

Da questa convinzione è nato, nella scuola primaria di Camporeale, un progetto di lettura che ha posto al centro non solo il piacere di leggere, ma anche la possibilità di affrontare, attraverso il racconto, tematiche profonde e spesso difficili da nominare. Il percorso ha preso forma intorno al libro Il Cammino delle Stelle (di Loredana Lupo), un testo che affronta con delicatezza il tema della perdita di un genitore e accompagna il lettore dentro un itinerario segnato dal dolore, dall’amore familiare, dalla resilienza e dal valore simbolico delle stelle come guida interiore.

La scelta di questo libro merita attenzione. Nella pratica scolastica non è frequente che si decida di affrontare esplicitamente una tematica così delicata. Di fronte alla sofferenza dei bambini, gli adulti spesso si sentono esitanti. Temono di non trovare le parole giuste, di toccare una ferita troppo viva, di generare disagio. Per questa ragione, talvolta si preferisce il silenzio. Eppure proprio il silenzio rischia di rendere ancora più difficile l’elaborazione di un vissuto doloroso, perché può trasmettere al bambino l’idea che certe emozioni debbano restare nascoste o che certi argomenti non possano essere condivisi.

Il progetto realizzato a Camporeale ha scelto una strada diversa. Ha riconosciuto che la scuola può offrire un contesto protetto e rispettoso in cui i bambini vengano aiutati a entrare in contatto con le proprie emozioni, senza forzature né esposizioni improprie. La lettura, da questo punto di vista, rappresenta una mediazione preziosa. Il bambino non viene interrogato direttamente sul proprio dolore, ma può, insieme ai personaggi, attraversare situazioni che lo aiutano a comprendere meglio ciò che sente. La storia apre uno spazio di ascolto, rende possibile il dialogo e consente di dare forma, anche in modo graduale, a esperienze interiori complesse.

Per rendere il percorso più adatto all’età degli alunni, la storia è stata suddivisa in dieci sezioni. Questa scelta didattica ha permesso di rispettare i tempi dei bambini e di accompagnarli progressivamente nella comprensione del racconto. Ogni segmento è diventato l’occasione per sviluppare attività diverse, in modo da coinvolgere la classe sotto molteplici aspetti. Le insegnanti hanno proposto attività di comprensione del testo, approfondimenti sul mondo delle stelle, discussioni in piccoli gruppi e rappresentazioni grafiche delle parti ascoltate. In questo modo la lettura si è trasformata in un’esperienza articolata, capace di intrecciare ascolto, riflessione, immaginazione e partecipazione.

Il lavoro sulle emozioni

Una parte specifica del percorso è stata dedicata al riconoscimento e alla differenziazione degli stati d’animo emersi dalla lettura. Questo passaggio possiede un alto valore educativo. I bambini non hanno soltanto seguito la storia di Aurora, ma sono stati accompagnati a interrogarsi sulle emozioni che la vicenda suscitava: tristezza, smarrimento, nostalgia, affetto, speranza. È stato importante comprendere se quelle emozioni fossero in qualche modo presenti anche nella loro esperienza.

Tale attività aiuta i bambini a sviluppare la consapevolezza affettiva, a distinguere ciò che provano e a capire che ogni emozione, quando viene accolta e nominata, può essere meglio compresa. La narrazione di Aurora ha svolto, in questo senso, una funzione educativa molto forte. Il personaggio permette ai bambini di immedesimarsi senza sentirsi direttamente esposti. La distanza narrativa protegge, ma non allontana. Al contrario, rende possibile una vicinanza autentica. I bambini possono riconoscere il dolore, osservare come viene vissuto, cogliere il sostegno degli altri personaggi, comprendere che la sofferenza non esaurisce tutta la vita e che, anche in una prova difficile, può nascere una nuova forma di forza interiore.

Il tema della resilienza, presente nel libro, assume così un significato concreto e accessibile. Il valore del progetto non si misura soltanto nella qualità delle attività svolte, ma anche nel messaggio educativo che esso consegna alla scuola. Leggere, in questo caso, non significa soltanto potenziare le abilità linguistiche o migliorare la comprensione del testo. Significa educare la persona nella sua interezza, offrire ai bambini strumenti per pensare, sentire, esprimersi e stare con gli altri in modo più consapevole. La lettura diventa allora un luogo formativo nel quale si intrecciano dimensione cognitiva, affettiva e relazionale.

Considerazioni pedagogiche

Questa esperienza mostra anche quanto sia importante la scelta del libro da proporre in classe. Non ogni testo possiede la stessa forza educativa. Il Cammino delle Stelle si è rivelato adatto perché affronta un tema complesso con linguaggio misurato, immagini significative e una struttura narrativa che permette ai bambini di entrare in contatto con il dolore senza esserne travolti. Il libro offre agli insegnanti uno strumento concreto per introdurre un argomento che spesso resta ai margini della vita scolastica, pur essendo presente, in forme diverse, nell’esperienza di molti alunni.

In questo senso il progetto di Camporeale assume un valore esemplare. Esso mostra che la scuola primaria può affrontare anche questioni profonde, purché lo faccia con gradualità, competenza educativa e rispetto dei tempi emotivi dei bambini. Mostra inoltre che la lettura può diventare uno spazio di cura. Non cura in senso terapeutico, che appartiene ad altri ambiti, ma cura educativa: attenzione, ascolto, capacità di accogliere l’esperienza dell’altro, ricerca di parole adeguate, costruzione di un clima in cui ciascuno si senta autorizzato a sentire e a condividere. Un progetto di questo tipo contribuisce anche a formare il gruppo classe. Quando i bambini imparano a riconoscere le emozioni, a parlarne con delicatezza e ad ascoltare quelle degli altri, la qualità delle relazioni cresce. Si sviluppano empatia, rispetto e sensibilità reciproca.

La lettura, allora, non resta un’attività individuale, ma diventa un’esperienza comunitaria che aiuta la classe a crescere insieme. Da qui deriva uno dei meriti più grandi del percorso: avere mostrato che un libro può diventare un ponte tra apprendimento e vita, tra scuola e interiorità, tra esperienza personale e condivisione.

L’esperienza della scuola primaria di Camporeale ricorda, in definitiva, una verità educativa essenziale: i bambini hanno bisogno di storie che li aiutino a comprendere il mondo e se stessi. Hanno bisogno di adulti che non temano le domande difficili e che sappiano accompagnarli con discrezione anche là dove affiorano fragilità, mancanze e ferite. Hanno bisogno di una scuola che non separi l’istruzione dalla crescita umana. Quando questo accade, la lettura cessa di essere un semplice esercizio scolastico e diventa un’esperienza capace di lasciare traccia.


copyright © Educare.it - Anno XXVI, N. 4, Aprile 2026