- Categoria: Intercultura e scuola
Islam a scuola: come e perché - La religione come mediatrice tra culture
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c) La religione come mediatrice tra culture
Nell'ambito delle trasformazioni culturali, sociali e politiche determinate dal fenomeno immigratorio, la scuola assume, sempre di più, un ruolo chiave quale spazio focale della quotidianità e luogo di modificazioni interattive tra adulti, tra adulti e non adulti (11).
Nella consapevolezza che la diversità, ormai, è un elemento costitutivo della quotidianità e data la centralità della dimensione religiosa nella vita degli immigrati musulmani, considerare l'introduzione dell'insegnamento della religione islamica come tutela di un diritto costituzionalmente riconosciuto appare riduttivo.
E' ormai assodato, infatti, che il collante di una società sempre più interetnica è l'elaborazione di regole comuni di convivenza, ma ciò presuppone la capacità di pervenire a giudizi propri e di effettuare scelte consapevoli. La scarsa conoscenza reciproca apre il passo ai pregiudizi e all'incertezza comunicativa, altera le informazioni e genera incomprensioni, rendendo difficile per l'immigrato sentirsi parte del contesto in cui vive (12). L'integrazione mancata o incompiuta, a sua volta, può portare al rifiuto di tutto ciò che è "diverso" e, da parte degli immigrati, ad una difesa dei valori tradizionali della propria cultura attraverso atteggiamenti, come quello di indossare il velo, volti a rimarcare una identità che si sente estranea nei confronti della cultura ospitante.
In questo contesto, fare religione a scuola vuol dire costruire l'incontro e la reciprocità. Le attività didattiche costituiscono, infatti, momenti di confronto che, creando uno spazio relazionale in cui ciascuno possa sentirsi avvantaggiato, permettono agli alunni italiani di conoscere le abitudini, i timori, le aspettative di chi arriva, mentre offrono agli stranieri la sicurezza di potersi esprimere e di essere compresi.
Questa prospettiva implica il superamento della tradizionale visione dell'insegnamento della religione quale dottrina, cosa, questa, che dovrebbe essere compito degli organismi a ciò preposti nelle rispettive comunità. Le attività, quindi, dovrebbero avere come argomenti i principi che accomunano le varie fedi e, partendo da essi, la riflessione su ciò che, nei secoli le ha differenziate. I destinatari, in questo caso, non sarebbero solo gli alunni musulmani, ma gruppi misti (cristiani e musulmani) e verrebbero condotte in compresenza da insegnanti di entrambe le religioni.
Solo così l'introduzione dell'ora di religione musulmana andrebbe ad inserirsi a pieno diritto in una scuola, quella italiana, che si caratterizza per essere accogliente ed integrante (13).
Note
1. L’articolo fa riferimento non solo allo Stato, ma ad una sinergia tra soggetti pubblici e privati ad ogni livello, sia centrale che periferico.
2. Con Sentenza n. 561 del 1987 la Corte Costituzionale ha voluto considerare l’art.2 un testo “a fattispecie aperta”, riferito, quindi, a tutti i diritti che possono essere ricavati dalla dignità umana attraverso un’interpretazione dinamica dei diritti costituzionali.
3. per un approfondimento, Fondazione Giovanni Agnelli, L’integrazione dei musulmani in Italia: il tempo del lavoro e del culto, Torino, 2000
4. Sbailò C., La problematica questione delle intese tra la Repubblica Italiana e l’Islam, Rass. Parlam., 03/XLIX, pp.627 ss.
5. R.D. 28/2/1930, n.289 Norme per l’attuazione della L. 24 giugno 1929, n.1159 sui culti ammessi nello Stato e per coordinamento di essa con le altre leggi dello Stato, in Gazz. Uff. 12 aprile 1930, n.87; Morato Bucci ( a cura di), L’Islam tra dimensione giuridica e realtà sociale, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2006, p.92 ss.; Cicatelli S., Sull’insegnamento della religione islamica, Riv. di relig. 27/10/2009 disponibile sul sito www.rivistadireligione.it
6. Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’educazione interculturale, La via italiana per la scuola interculturale e l’integrazione degli alunni stranieri, ottobre 2007
7. L’Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia è la più diffusa e radicata organizzazione islamica in Italia
8. Comunità Religiosa Islamica Italiana. Per approfond.: Intesa tra la Repubblica Italiana e la Comunità Islamica in Italia proposta dalla CO.RE.IS. Italiana, La Sintesi Editrice, Milano 1998
9. Associazione Musulmani Italiani
10. Fonte Eurydice, L’integrazione scolastica degli alunni immigrati in Europa - Spagna, febbraio 2008
11. R. De Vita, F. Berti, L. Nazi, Democrazia laicità e società multireligiosa, F. Angeli, Milano, 2005, p.21 ss.; Duccio D., Percorsi di educazione attraverso i figli: scuola e servizi educativi facilitatori di cambiamento in "Studi interdisciplinari sulla famiglia. La famiglia in una società multietnica", Vita e Pensiero, Milano, 1993
12. Tentori D., Il rischio della certezza, Edizioni Studiorum, Roma, 1987
13. C.M. 22/7/1990, n. 205, La scuola dell’obbligo e gli alunni stranieri. L’educazione interculturale; pronuncia del C.N.P.I. del 24/3/1993, Razzismo e antisemitismo oggi: il ruolo della scuola; CM del 2/03/1994 n.73, Dialogo interculturale e convivenza democratica: l’impegno progettuale delle scuole che amplia la riflessione sull’interculturalità alle discipline scolastiche, dedicando un intero paragrafo agli alunni stranieri.
Autore: Maria Concetta Messina, Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Palermo, ha conseguito il master in Mediazione sociale ed interculturale all’Università “Kore” di Enna, presso la quale è cultrice della materia in Diritto pubblico comparato. Ha tenuto seminari sulla giustizia politica comparata ed è intervenuta in convegni sulle politiche di sviluppo e sulle pari opportunità di genere. E’ insegnante di scuola dell’infanzia e collabora con la facoltà di Scienze della Formazione Primaria dell’Università degli Studi di Palermo in qualità di supervisore di tirocinio. Ha pubblicato sul vol. 13/09 del Mediterranean Journal of the Human Rights l’articolo “La tutela del diritto all’unità familiare e i minori islamici in kafalah”.
copyright © Educare.it - Anno X, Numero 6, Maggio 2010

