• Categoria: Pratiche di inclusione
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Mi ricordo che…EquiLibri tra passato e presente

La creazione di un libro, disponibile sia in formato cartaceo che digitale, sui giochi tradizionali del passato rappresenta il punto di partenza di un interessante percorso didattico volto a valorizzare le potenzialità e gli interessi di un alunno con bisogni educativi speciali, nello specifico un disturbo dello spettro autistico. L'intervento, si focalizza sulla modificazione del contesto attraverso l'introduzione di facilitatori e la riduzione delle barriere all'apprendimento, nell'ottica di promuovere una didattica realmente inclusiva. 
Il coinvolgimento attivo dei nonni e di altre figure significative della comunità ha permesso di costruire un ponte tra scuola e territorio, alimentando la motivazione e la curiosità degli studenti. Quello che inizialmente era stato concepito come un semplice prodotto si è rivelato un efficace strumento per affrontare una sfida educativa complessa, divenendo il veicolo attraverso cui sperimentare l'inclusione nella sua accezione più ampia.

Inclusione: una sfida da affrontare nel contesto

Federico è uno studente che si distingue per la sua gentilezza e il rispetto verso gli altri. Come molti ragazzi con particolari fragilità, trova nelle situazioni più movimentate o nelle prove scolastiche delle sfide per il suo equilibrio emotivo. La risposta a questi momenti di stress è peculiare: cerca rifugio tra i libri, suoi fedeli compagni di viaggio, trasformando la biblioteca scolastica in un porto sicuro dove ritrovare la serenità necessaria per riprendere le attività didattiche. La sua passione per i libri, purtroppo non condivisa con i compagni di classe e la sua dimestichezza con il digitale hanno rappresentato le chiavi di volta per dare vita a un innovativo progetto inclusivo. La sfida educativa si è presentata in un gruppo classe molto eterogeneo. Un contesto in cui l'integrazione non rappresentava solo una necessità per Federico, ma un'opportunità per l'intera classe. La soluzione è emersa naturalmente: creare un libro utilizzando le Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC), trasformando così una sfida in un'opportunità di crescita collettiva. L'iniziativa ha saputo coniugare l'amore per i libri di Federico con le sue competenze digitali, coinvolgendo l'intera classe in un'esperienza di co-creazione che ha rafforzato il senso di appartenenza e l'autostima di ogni studente.

Metodologia e obiettivi di un progetto didattico integrato

Il delicato processo di progettazione dell’attività ha previsto l'utilizzo di due strumenti complementari di osservazione: un'osservazione sistematica strutturata e un "diario di bordo". Quest'ultimo, concepito come repository narrativo delle dinamiche quotidiane in classe, ha permesso di documentare non solo le osservazioni oggettive ma anche le componenti emotivo-relazionali dell'esperienza didattica. L'integrazione dei due approcci metodologici ha consentito una rilevazione più articolata e multidimensionale, particolarmente efficace nel monitoraggio dell'alunno con bisogni educativi speciali e delle dinamiche relazionali del gruppo classe. Sulla base dei dati raccolti nella fase osservativa preliminare, il consiglio di classe ha elaborato una progettazione integrata, articolando gli obiettivi educativi in sinergia con la programmazione didattica curricolare. Il framework progettuale si è sviluppato su due livelli: competenze trasversali e obiettivi disciplinari specifici.

Le competenze trasversali target sono state individuate in tre aree chiave:

  1. Competenza personale, sociale e capacità di imparare ad imparare
    - Sviluppo di competenze collaborative e di lavoro di gruppo
    - Potenziamento delle capacità relazionali e socializzanti
    - Stimolazione della curiosità cognitiva
  1. Competenze digitali
    - Rafforzamento delle abilità di information literacy
    - Sviluppo di competenze di content creation
  1. Consapevolezza ed espressione culturale
    - Promozione della sensibilità verso il patrimonio culturale locale
    - Sviluppo di una prospettiva interculturale

Sul piano disciplinare, gli obiettivi sono stati articolati nelle seguenti discipline:

Storia
- Elaborazione di informazioni storiche attraverso fonti multimodali
- Sviluppo di competenze espositive e argomentative, sia orali che digitali

Italiano
- Produzione di testi chiari e coerenti, con particolare attenzione alla correttezza morfosintattica e lessicale

Matematica
- Acquisizione dei concetti geometrici fondamentali
- Comprensione delle proprietà dei triangoli

Educazione Fisica
- Sviluppo delle competenze di gioco regolamentato

Francese
- Potenziamento lessicale
- Sviluppo delle competenze di scrittura
- Implementazione della metodologia CLIL per l'integrazione di competenze linguistiche e disciplinari, con focus sulla cultura francese in chiave comparativa

Quando il mezzo diventa opportunità: il Libro come strumento di inclusione

La dimensione relazionale ha rappresentato il nucleo fondante dell'intero progetto didattico, caratterizzandosi per una complessa rete di interazioni che ha saputo travalicare i confini dell'ambiente scolastico per estendersi al contesto familiare e sociale. Questa interconnessione si è concretizzata attraverso un'attività di ricerca sui giochi tradizionali, realizzata mediante interviste condotte dagli studenti con familiari e conoscenti.
La realizzazione del libro ha previsto due modalità complementari: una versione cartacea, sviluppata collaborativamente attraverso Google Documenti, e una versione digitale, curata dagli studenti in coppie mediante l'applicazione Book Creator. Nella fase iniziale di presentazione del progetto, gli studenti hanno partecipato a un brainstorming per definire la struttura dell'intervista, momento in cui Federico ha offerto contributi significativi alla discussione. La successiva condivisione delle informazioni raccolte ha visto un'interessante contaminazione culturale, con gli studenti stranieri che hanno arricchito il repertorio con racconti dei loro paesi d'origine, mentre Federico ha partecipato con entusiasmo condividendo la propria intervista.
L'organizzazione delle informazioni è stata facilitata dall'utilizzo di Coggle per la creazione di mappe concettuali. Il progetto ha inoltre consentito l'integrazione della metodologia CLIL, estendendo l'attività di ricerca e produzione testuale alla lingua francese. L'approccio cooperativo ha previsto l'assegnazione di ruoli specifici, con Federico che ha assunto il ruolo di "custode del tempo", strategia rivelatasi efficace per mantenere il focus e stimolare la riflessione metacognitiva.
La fase di elaborazione testuale ha visto gli studenti impegnati nella stesura dei diversi capitoli attraverso documenti condivisi sulla piattaforma Google Classroom. Particolarmente significativa è stata la realizzazione del libro digitale, dove le competenze tecnologiche di Federico hanno trovato piena espressione. Il lavoro in coppia ha permesso non solo l'integrazione di elementi multimediali ma ha anche favorito preziose opportunità di confronto e collaborazione.
L'interdisciplinarità del progetto si è manifestata anche in modo peculiare durante le ore di matematica, dove l'utilizzo degli origami ha permesso di esplorare le proprietà geometriche attraverso un approccio ludico, dimostrando come il gioco possa fungere da mediatore anche nell'apprendimento di concetti complessi. Analogamente, nelle ore di educazione fisica, la sperimentazione pratica dei giochi documentati ha offerto occasioni di partecipazione attiva e socializzazione. L'uso sistematico di strumenti digitali e il coinvolgimento di una forte componente relazionale, ha permesso di creare un ambiente di apprendimento inclusivo e stimolante, dove le competenze individuali hanno trovato spazio di espressione e sviluppo all'interno di un progetto condiviso.

Innovazione digitale e inclusione: l'implementazione vincente di Book Creator nel progetto didattico

Il progetto ha trovato la sua espressione concreta nella creazione di un libro digitale interattivo attraverso l'applicazione Book Creator, la cui selezione è stata guidata da precise considerazioni pedagogiche. L'interfaccia intuitiva dell'applicativo, unita alle sue ampie possibilità di personalizzazione e alla capacità di produrre output graficamente accattivanti, si è rivelata particolarmente adatta al contesto di una classe prima della scuola secondaria di primo grado, dove la dimensione ludico-creativa mantiene ancora un ruolo centrale nel processo di apprendimento. La possibilità di integrare elementi multimediali - dalle immagini alle registrazioni audio, fino ai contenuti video - ha permesso di strutturare un'esperienza di apprendimento multisensoriale, arricchendo significativamente la narrazione testuale. L'implementazione della risorsa digitale, si è basata in particolare sulla metodologia del peer tutoring, con la formazione di coppie di lavoro strategicamente composte per favorire lo scambio di competenze. L'approccio adottato ha mostrato particolare efficacia su molteplici fronti: ha sostenuto la motivazione degli studenti, ha facilitato l'inclusione degli alunni non italofoni e ha creato preziose opportunità di interazione sociale. In particolare, per Federico, l'esperienza ha rappresentato un'occasione significativa di integrazione nel gruppo classe, permettendogli di valorizzare le proprie competenze digitali e di costruire relazioni positive con i compagni, specialmente con il partner di lavoro con cui ha sviluppato particolare affinità. La dimensione collaborativa, unita alla natura intuitiva dello strumento digitale, ha così permesso di creare un ambiente di apprendimento inclusivo, dove le diverse competenze degli studenti hanno trovato spazio di espressione e sviluppo, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi formativi prefissati in termini di cooperazione, socializzazione e alfabetizzazione digitale.

Risultati e riflessioni: l'impatto sulle dinamiche socio-educative

L'implementazione di un ambiente di apprendimento strutturato e prevedibile ha prodotto risultati significativi sul piano delle competenze sociali e comportamentali. Si è osservata una progressiva riduzione delle manifestazioni ansiose, con un conseguente impatto positivo sulle performance cognitive e sugli apprendimenti disciplinari. Un aspetto particolarmente rilevante è emerso dalla dimensione ludica del progetto: i giochi, inizialmente oggetto di ricerca attraverso le interviste e successivamente sperimentati attivamente, sono stati spontaneamente integrati nelle dinamiche ricreative del gruppo classe. L'osservazione sistematica dei momenti destrutturati, come l'intervallo, ha evidenziato la formazione spontanea di gruppi di studenti dediti alla pratica dei giochi appresi. In questo contesto, Federico ha manifestato una crescente capacità di interazione sociale, dimostrando l'efficacia del transfer delle competenze acquisite in contesti differenti.
La materializzazione del progetto in un libro cartaceo, donato alla biblioteca scolastica, ha rappresentato un momento significativo di gratificazione collettiva. Parallelamente, la realizzazione della versione digitale ha offerto uno spazio di espressione creativa particolarmente stimolante, dove le competenze individuali hanno trovato piena valorizzazione. I prodotti progettati e costruiti insieme, non rappresentano solo il fine ultimo dell'intervento, quanto piuttosto gli strumenti attraverso cui si è realizzato un più ampio obiettivo di inclusione sociale e sviluppo delle competenze relazionali.
La dimensione territoriale del progetto ha evidenziato l'importanza di una visione ecosistemica dell'intervento educativo, che travalica i confini dell'ambiente scolastico per abbracciare l'intero network di figure di riferimento degli studenti. I risultati ottenuti evidenziano come un'accurata progettazione didattica, basata su un'attenta osservazione iniziale e sviluppata attraverso metodologie inclusive e partecipative, possa generare significativi progressi sia sul piano delle competenze socio-relazionali sia su quello degli apprendimenti disciplinari.

 

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Autrici: Baschieri Stefania, Laureata in Scienze Geologiche e specializzata nelle attività di sostegno didattico, lavora come insegnante di sostegno nella scuola secondaria di primo grado. Grazie ad una solida formazione scientifica, affronta le sfide educative con un approccio razionale e strutturato, costruendo ambienti di apprendimento inclusivi in cui ogni studente possa sentirsi valorizzato e sviluppare le proprie potenzialità.
Simona Agostini, docente di ruolo per il sostegno didattico agli alunni con disabilità presso la Scuola Secondaria di Primo Grado. Tutor coordinatore presso l’Università degli Studi di Verona per il corso TFA sostegno. Formatore docenti sia per azioni rivolte ad alunni con BES che per attività inclusive con la musica.
Elisa Garieri, docente a contratto e ricercatrice presso l'Università di Verona. Docente TIC  nei corsi di specializzazione per  la formazione post universitaria dei docenti di sostegno. Formatrice esperta: PNSD, PNRR, Animatori, team, docenti. Esperta in metodologie e didattiche innovative con le nuove tecnologie per studenti con BES.


copyright © Educare.it - Anno XXIV - N. 11, - Novembre 2024