- Categoria: Pratiche di inclusione
- Scritto da Giuliana Cezza, Bina Madeo
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Decostruire per ricostruire: un approccio integrato ai bisogni socio-relazionali a scuola
L'ambiente scolastico dovrebbe rappresentare un luogo privilegiato di crescita e inclusione, tuttavia per alcuni studenti può trasformarsi in uno spazio di profondo isolamento. Il fenomeno della "vigile solitudine" - quella condizione per cui un alunno risulta fisicamente presente in classe ma emotivamente distaccato, come racchiuso in una bolla invisibile - costituisce una sfida educativa che richiede approcci pedagogici mirati e sensibili. Questa esperienza di trasparenza sociale, dove lo studente si trova letteralmente "in mezzo agli altri" senza essere davvero visto o riconosciuto, può generare sofferenza profonda e cristallizzare la percezione della propria diversità come elemento di esclusione piuttosto che di arricchimento. È proprio dall'osservazione di questa dinamica relazionale che è nato il progetto "Abbatti-AMO il MURO".
Genesi di un intervento pedagogico personalizzato
Durante il periodo di tirocinio formativo, l'osservazione di Ami, uno studente caratterizzato da particolare riservatezza e tendenza all'auto-isolamento e del contesto classe, ha rappresentato il punto di partenza per una riflessione più ampia sui meccanismi di esclusione che possono manifestarsi nel contesto scolastico. L’alunno, dotato di grande sensibilità ma incline a ritirarsi nelle pause didattiche per ritrovare equilibrio attraverso movimenti auto-consolatori, ha evidenziato come l'isolamento possa essere contemporaneamente una strategia di protezione e un ostacolo alla piena partecipazione educativa. L'unica connessione significativa stabilita con una compagna di classe, attraverso semplici scambi di sorrisi e saluti, ha illuminato le potenzialità relazionali presenti ma inespresse, suggerendo la necessità di creare ponti più strutturati verso l'integrazione gruppale. Da questa osservazione è emersa la progettazione di un percorso pedagogico personalizzato ma condivisibile con l'intera classe, fondato sui principi della didattica speciale e orientato alla valorizzazione delle diversità come risorsa collettiva.
Il simbolismo del muro: divisione e unione
La scelta del titolo "Abbatti-AMO il MURO" riflette la complessità semantica di questo simbolo universale. Il muro incarna infatti una dualità fondamentale: da un lato rappresenta divisione, confine che separa culture e persone; dall'altro può trasformarsi in superficie espressiva e strumento di unione. L'esplorazione storica ha guidato gli studenti nell'analisi di celebri esempi di muri divisori, con particolare focus sul Muro di Berlino, permettendo riflessioni critiche su come le barriere fisiche possano riflettere e perpetuare divisioni mentali e culturali. Parallelamente, l'indagine sulla "seconda vita" di questi stessi muri - trasformati in gallerie artistiche o supporti per messaggi di speranza come nei murales di Banksy - ha evidenziato le potenzialità trasformative dell'arte e della creatività. Il prodotto finale - un muro fisico costruito attraverso l'arte dell'origami - ha materializzato questo concetto: ogni studente ha creato un cubo personalizzato rappresentando sui suoi lati tanto il muro che divide quanto quello che unisce, contribuendo a un'opera collettiva la cui stabilità dipendeva dal coordinamento e dalla collaborazione di tutti i partecipanti.
Dal supporto individuale al lavoro di gruppo: un approccio integrato
L'implementazione del progetto ha richiesto l'adozione di strategie differenziate e complementari. Per lo studente target, l'approccio si è concentrato su tecniche di scaffolding mirate all'incremento dell'autonomia e su un tutoraggio caratterizzato da rinforzo positivo costante, sempre nel rispetto delle sue specifiche fragilità e necessità comportamentali. Per il gruppo classe, la scrittura creativa si è rivelata strumento privilegiato non solo di espressione ma di conoscenza reciproca, permettendo agli alunni di comunicare pensieri ed emozioni spesso celati dalle dinamiche competitive tradizionali. Il lavoro cooperativo ha rappresentato il fulcro metodologico dell'intervento, trasformando le naturali tendenze competitive in opportunità collaborative orientate verso un obiettivo condiviso. L'integrazione di applicazioni digitali quali Padlet, Genially e Pixton ha aggiunto dimensioni interattive e multimediali all'esperienza didattica, favorendo l'engagement attraverso modalità comunicative familiari agli studenti.
Tessiture interdisciplinari: un mosaico di saperi
L'architettura complessiva ha previsto un approccio interdisciplinare creando connessioni significative tra diverse aree.
Scienze Motorie ha inaugurato il percorso con due ore dedicate allo sviluppo delle competenze sociali attraverso il metodo "Five Fingers" di Kagan, culminando nella creazione collettiva di una word cloud proiettata sulla LIM per stimolare il dibattito.
Italiano ha costituito il nucleo portante con diverse ore dedicate all'analisi critica del concetto di muro attraverso materiali audiovisivi e testuali, la discussione su Padlet delle trasformazioni storiche e la fase creativa finale di personalizzazione dei cubi.
Fisica ha offerto un contributo metaforico prezioso attraverso l'esperimento del diapason: l'esperienza diretta con le frequenze sonore ha fornito una chiave interpretativa per comprendere i concetti di "sintonizzazione emotiva" e capacità di ascolto reciproco.
Inglese ha arricchito la riflessione con l'analisi del testo "The Wall" dei Pink Floyd, utilizzando Genially su tablet per un approccio interattivo alle competenze linguistiche.
TTRG (Tecnologie e Tecniche di Rappresentazione Grafica) ha concluso il percorso con la progettazione 2D del muro tramite AutoCAD, stimolando riflessioni tecniche su materiali, funzioni e caratteristiche strutturali.
Obiettivi raggiunti
L'impatto del progetto si è manifestato su due livelli complementari. A livello individuale, il focus è stato il potenziamento del senso di autoefficacia dello studente target attraverso occasioni strutturate di successo e valorizzazione all'interno del gruppo, favorendo la riscoperta del proprio ruolo nella comunità classe. A livello collettivo, l'intervento ha mirato al rafforzamento delle competenze socio-relazionali e al miglioramento del clima di classe, promuovendo una cultura della collaborazione rispetto alla competizione e sviluppando sensibilità empatica verso le necessità individuali.
Una visione prospettica
Un elemento distintivo del progetto risiede nella sua elevata replicabilità trasversale ai diversi gradi di istruzione, dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado. L'universalità dei temi trattati - appartenenza, esclusione, costruzione identitaria, collaborazione - tocca l'esperienza umana indipendentemente dall'età e dal contesto culturale di riferimento.
"Abbatti-AMO il MURO" si configura pertanto non solo come attività artistica, ma come strumento educativo integrato capace di promuovere simultaneamente creatività, collaborazione, empatia e riflessione critica. La metodologia sviluppata offre ai docenti un modello replicabile per trasformare situazioni di marginalità in opportunità di crescita collettiva, dimostrando come l'attenzione alle necessità individuali possa diventare leva per l'innovazione didattica e il miglioramento del clima relazionale dell'intera comunità educativa.
Il prodotto multimediale: tecnologie al servizio dell'inclusione
Il progetto "Abbatti-AMO il MURO" si è concretizzato anche nella realizzazione di un prodotto multimediale sviluppato con Genially, piattaforma che consente la creazione di contenuti digitali interattivi e coinvolgenti Genially Questo strumento tecnologico rappresenta un'estensione digitale dell'esperienza didattica, permettendo agli studenti di esplorare il concetto di muro attraverso modalità multimediali e interattive che favoriscono l'engagement e l'accessibilità dei contenuti. Il prodotto multimediale integra elementi testuali, visivi e interattivi per consolidare gli apprendimenti sviluppati durante le attività in presenza, offrendo uno spazio virtuale dove le riflessioni elaborate dagli studenti possono essere condivise e rielaborate in forma collaborativa. La scelta di utilizzare tecnologie digitali familiari ai giovani utenti risponde all'esigenza di creare ponti comunicativi efficaci, trasformando il supporto tecnologico in facilitatore dell'inclusione piuttosto che in barriera aggiuntiva.
Link alla SCHEDA DEL PRODOTTO MULTIMEDIALE
Giuliana Cezza, dott.ssa in Progettazione e Gestione dell’Intervento Educativo nel Disagio Sociale e docente specializzata per il Sostegno Didattico agli alunni con disabilità nella Scuola Secondaria di Secondo Grado presso l’Università degli Studi di Verona. Insegna alla scuola primaria da cinque anni. Negli ultimi dieci anni, si è periodicamente dedicata al volontariato in Africa, un'esperienza che l'ha segnata profondamente e l'ha spinta a sviluppare una tesi sperimentale sulla valutazione della qualità degli interventi residenziali in un orfanotrofio della Tanzania.
Bina Madeo, insegnante di Lettere presso la scuola secondaria di primo grado ed esperta in didattica dell'insegnamento dell'Italiano come Lingua Seconda e in pedagogia ed educazione interculturale con particolare attenzione agli studenti e alle famiglie con background migratorio. Collabora con l'Università di Verona in qualità di tutor di tirocinio indiretto e docente a contratto nei laboratori di Didattica delle Educazioni e dell'area Antropologica e Interventi psico-educativi e didattici per disturbi comportamentali e relazionali. Attualmente ricopre il ruolo di tutor coordinatore didattico nei percorsi di formazione iniziale e abilitazione dei docenti (30, 36 e 60 CFU) presso l'Università Ca' Foscari di Venezia.
copyright © Educare.it - Anno XXV - N. 8, agosto 2025
