Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 2 - Febbraio 2024

  • Categoria: Ricerche a scuola

Le differenze culturali a scuola: una ricerca biografica

La ricerca che qui si riassume riguarda l’analisi dell’integrazione multietnica in una classe di scuola media inferiore di una località nelle vicinanze di Urbino. Si tratta di Fermignano, un paese di circa seimila abitanti nel quale, negli ultimi dieci anni, sono immigrati circa mille extracomunitari, in prevalenza di origine marocchina e slava.
In particolare la ricerca ha voluto indagare se le differenze interculturali costituiscono motivo di confronto ed approfondimento all’interno dell’attività didattica, come dal Ministero dell’Istruzione a partire dalla Circolare n.301 del 1989.

Lo studio è stato compiuto in una classe di 2° media inferiore composta da venti studenti, di cui cinque extracomunitari. I partecipanti alla ricerca sono stati, nello specifico, cinque alunni di nazionalità italiana (Matteo, Giovanna, Maria, Daniela, Antonio) e cinque extracomunitari ( 4 di origine marocchina – Omar, Mustafa, Fatma, e Alima - e uno di origine slava, Johan).
Si è trattato, dunque, di uno studio monografico su un gruppo sociale concreto, condotto secondo il modello delle ricerche antropologiche, che mirava a delineare il modo con cui i soggetti, portatori di una cultura particolare, interagiscono con la diversa situazione sociale in cui si vengono a trovare. In definitiva è l'immigrazione stessa ad essere considerata in quanto processo di mutamento sociale. 

Metodologia utilizzata

L 'opera di Thomas e Znaniecki, Il contadino polacco in Europa e in America, 1918-1919, è considerata essenziale e da prendere in considerazione per ogni tentativo di sistemazione del così detto "approccio o metodo biografico". Gli autori hanno usato principalmente i metodi dei case study e i documenti biografici, che trovarono in Polonia un terreno fertile.
Nell'Introduzione, Znaniecki scriveva che l'individuo e il suo ambiente costituiscono un’unità agli occhi del sociologo: "l'individuo è un insieme composito di azioni, ciascuna delle quali si riferisce agli oggetti dell'ambiente circostante e che è possibile comprendere e definire, solo in rapporto a tali oggetti".
Il valore del metodo, dice ancora Znaniecki, dipende dal tipo di problematica che viene affrontato: per questo il valore dell'autobiografia come metodo per la sociologia è diverso da quello della storia o da altre discipline.
Di seguito a questo discorso, Chalasinski evidenzia come il metodo della biografia, consente di studiare "la coscienza sociale dell'individuo" e afferma che: "il racconto stesso è un fatto sociale perché traduce all'esterno gli atteggiamenti personali". In un ribaltamento di valori, ciò che per gli storici è un difetto dell'autobiografia (soggettivismo, aspirazioni, pregiudizi, superstizioni dell' autore), per i sociologi ne costituisce il pregio migliore.
Per cogliere i fenomeni caratteristici dei momenti di crisi (nel nostro caso degli emigrati extracomunitari trapiantati in Italia), l'analisi sociologica deve saper accostare gli individui e le loro storie, il mutamento sociale e/o la complessità sociale con la complessità della personalità umana. Da ciò, il principio metodologico fondamentale della sociologia, come dicono Thomas e Znaniecki, è il seguente: "la causa di un valore o di un atteggiamento non è mai un valore o un atteggiamento soltanto, ma è sempre una combinazione di un atteggiamento e di un valore"(op. cit. p. 43).
Ogni attività e comportamento si delineano in base alla definizione e la rappresentazione che un individuo o il gruppo danno alla situazione.