Stop the genocide poster

Uno sportello di ascolto, consulenza e formazione per contrastare il disagio a scuola

Il disagio adolescenziale rappresenta un fenomeno caratteristico e sempre più presente nel mondo di oggi, che si manifesta come una vera e propria emergenza ed impone a tutti, in primo luogo alle istituzioni, il dovere di attuare concreti provvedimenti per cercare di ridurne e, se possibile, di eliminarne le cause.
L’eziologia del disagio non è univoca, ma racchiude una serie sconfinata di variabili dipendenti e indipendenti dal soggetto stesso legati al modello di società che ci viene imposto, che non deriva dalla logica evoluzione dei modelli della tradizione, ma piuttosto da modelli prestabiliti e “forzatamente” inculcati dai mezzi di comunicazione di massa, da falsi miti, dalla pubblicità e da stereotipi che lasciano poco spazio alla fantasia e alla creatività individuale. A complicare il tutto si aggiunge la crisi della famiglia non più punto di riferimento, ma, con il passare del tempo, divenuta una sorta di comunità allargata ad altri membri; spesso destinata a destabilizzare gli adolescenti che ne fanno parte.

Il disagio scolastico, per definizione, è un fenomeno complesso legato sì alla scuola, come luogo di insorgenza e di mantenimento, ma anche a variabili personali e sociali, come le caratteristiche psicologiche e caratteriali da una parte e il contesto familiare/culturale e dall'altra.
L'interazione di più fattori sia individuali che ambientali si esprime in una grande varietà di situazioni problematiche che espongono lo studente al rischio di insuccesso e di disaffezione alla scuola o si manifestano come anomalie comportamentali, conflittualità con i coetanei o con gli adulti, comportamenti di prevaricazione e quant’altro.
Proprio per questa sua natura psicosociale, nella vita dell’adolescente è importante che la scuola rifletta sulle modalità con le quali entra in contatto con i suoi studenti e sulla funzione formativa, educativa e preventiva che inevitabilmente si trova a svolgere. Questa riflessione dovrebbe portare alla ricerca di una sempre maggiore sintonia tra offerta formativa, nei suoi contenuti, nei metodi e nell’organizzazione, e caratteristiche dello sviluppo adolescenziale, declinato in funzione dell’età e del sesso. 

Certo, bisogna essere convinti che una reale presa in carico dei bisogni e un’adeguata realizzazione degli interventi possa scaturire solo da iniziative non isolate ma sinergiche tra la famiglia, le altre agenzie educative, i Servizi e le Istituzioni già presenti sul territorio.
Creare all’interno della scuola uno sportello di ascolto- consulenza e formazione, rivolto ai giovani ed alle loro famiglia, inteso come modello d’intervento integrato e multidisciplinare, può essere una risposta alle numerose richieste d’aiuto che pervengono sia dai ragazzi che dagli adulti.
Si tratta di una struttura di servizio dove trovare un sostegno educativo in un momento particolare della vita dell'individuo, per sviluppare gli aspetti positivi della personalità, compensandone le debolezze le frustrazioni ed i conflitti tipici dell'età adolescenziale. Può essere anche un punto di riferimento per l'insegnante, il quale può richiedere un aiuto per sé o per il proprio allievo, vuoi per la chiarificazione e il miglioramento della relazione interpersonale con lui, vuoi per la gestione del caso dal punto di vista operativo. Un servizio che ricorre a iniziative di formazione e di sensibilizzazione, a metodologie ludiche e non direttive per stimolare negli interlocutori la capacità di guardare in faccia le difficoltà, il coraggio e la creatività per affrontare i problemi.