- Categoria: Disegno ed espressioni artistiche
- Scritto da F. Pinciroli, A. Reati
Il fumetto come strumento psicopedagogico - L'utilizzo nelle scuole elementari
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L'utilizzo nella scuola elementare
Spesso bistrattato e denigrato, il fumetto ha trovato comunque in più di un’occasione delle nicchie di utilizzo assai importanti: l’insegnamento nelle scuole elementari, per primo ha colto la potenzialità didattica del fumetto, che con il suo linguaggio diretto e divertente permette di rendere certi passaggi nozionistici più immediati e comprensibili.
Altre strutture, quali i Centri Psico Sociali o i Centri di Aggregazione Giovanile hanno anch'esse utilizzato per vari scopi e con diverse modalità, il fumetto.
Scopo dei paragrafi successivi è quello di fornire elementi di suggestione per un utilizzo mirato del fumetto, ovverosia un uso strumentale che permetta di agire su determinati aspetti dell’educazione in modo progettuale.
Il periodo scolastico delle elementari vede i bambini, da un punto di vista psicoanalitico, nella fase della latenza, cioè in quel “periodo che va dai cinque-sei anni circa alla pubertà. In altre parole è il periodo compreso tra i due culmini della vita sessuale” [18] dove, superato il complesso edipico, si è incominciata la costruzione di relazioni con figure adulte esterne ai genitori e con i coetanei.
Immagine, fantasia ed inconscio sono tre aspetti della psiche di ognuno di noi in stretta interconnessione: l’immagine è il precursore della fantasia inconscia e può essere rappresentato da una figura, da un suono, da una parola sia verbale che scritta che richiami alla mente un desiderio infantile che si vorrebbe gratificare immediatamente. La fantasia è composta dall’immagine e dall’evento della realtà attuale che si ricollega ad una situazione o evento simile accaduto prima dell’infanzia e riattivato dall’immagine. L’inconscio, infine, è quella parte della struttura psichica che contiene gli impulsi, le pulsioni, i desideri presenti nel lontano passato del soggetto oltre a quelli presenti costantemente insieme alle rappresentazioni conscie.
Compito dei formatori dell’età scolare, è far sì che queste pulsioni possano essere incanalate in maniera costruttiva per il bambino.
Le metodologie dell’intervento educativo possono basarsi su parecchi strumenti in tal senso, tutti validi a patto che vengano correttamente utilizzati [19].
Il fumetto può entrare a far parte di questi strumenti: anche attraverso la creazione o l’utilizzo di strisce a fumetti dove vengono rappresentate situazioni palesemente conflittuali, ma dove i personaggi non parlano, si può stimolare il bambino ed il gruppo classe a costruire una modalità di relazione all’interno del conflitto che viene definita come la più corretta (fig. 7).

Fig 7
Attraverso il processo d’identificazione il bambino sarà portato ad assimilare quel modello di reazione all’interno del superio e a farlo proprio.
E’ anche possibile creare storie con diversi percorsi risolutivi, lasciando poi libero il bambino di scegliere quello che ritiene più opportuno e utilizzando il risultato anche in chiave diagnostica.
Un altro utilizzo del fumetto che ci pare interessante, ci viene proposto nel testo di Rosanna Palumbo-Vargas “Fumettosofia” (Guerini e associati Milano 1989), dove attraverso apposite schede viene chiesto al bambino di comprendere lo stato d’animo attraverso la mimica facciale (fig. 8).

Fig. 8

