- Categoria: Disegno ed espressioni artistiche
- Scritto da F. Pinciroli, A. Reati
Il fumetto come strumento psicopedagogico - L'utilizzo nei Centri d'Aggregazione Giovanile
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L'utilizzo nei Centri d'Aggregazione Giovanile
Da alcuni decenni i Centri di Aggregazione Giovanile si collocano all'interno dei servizi di prevenzione primaria al disagio sociale. Si rivolgono a preadolescenti, adolescenti e giovani ed operano in stretta sinergia con la realtà della zona in cui sorgono, offrendo un punto di ritrovo strutturato a quei ragazzi che, sebbene non abbiano ancora sviluppato comportamenti devianti conclamati, presentano difficoltà d'integrazione nelle reti sociali del proprio quartiere o del proprio paese.
Alla base di questa difficoltà è stata più volte riscontrato, semplificando, una scarsa consapevolezza del contesto di cui si è parte, sia da parte dei giovani nei confronti degli adulti e delle istituzioni, sia viceversa.
Attraverso il fumetto è possibile ricostruire la storia del quartiere, andando a scoprire gli aspetti della quotidianità (parrocchia, punti di ritrovo, bar, sala giochi...) e facendone un'analisi che nel passaggio dalla concettualizzazione alla realizzazione a fumetti, subisce un processo di razionalizzazione.
Questo lavoro permetterebbe agli adolescenti di comprendere più da vicino le problematiche del proprio quartiere (delinquenza, droga, prostituzione, criminalità) e, una volta realizzato, potrebbe essere portato all'esterno del C.A.G. per far comprendere al territorio sia le potenzialità espressive dei giovani, sia la loro capacità di concettualizzazione ed analisi.
I Centri Psico Sociali
Alcuni Centri Psico Sociali (C.P.S.) dell'area milanese, già da qualche tempo utilizzano il fumetto "senza sonoro". A delle strisce a fumetti viene cancellato lo scritto nelle nuvolette e si propone ai pazienti di ricostruire il dialogo basandosi sulle espressioni e sui fatti.
Si tratta quindi di dare una corretta interpretazione degli stati umorali dei protagonisti del fumetto, che per i pazienti affetti da psicosi è spesso difficoltoso.
Si ha quindi un mezzo per la verbalizzazione degli stati d'animo ma anche e soprattutto un canale d'espressione per le produzioni deliranti che, uscendo allo scoperto, possono essere accolte e gestite. (Fig. 9: un esempio di fumetto utilizzato).

Fig. 9
Note:
[1] Genovesi G.; Educazione alla lettura, Firenze, Le Monnier 1977
[2] Op. Cit. Genovesi Giovanni; 1977
[3] Op. Cit. Genovesi Giovanni; 1977
[4] Fofi G.; Benché giovani, crescere alla fine del secolo; edizioni e/o, Roma 1993
[5] Op. Cit.; Fofi Goffredo;1993
[6] AA.VV.; Enciclopedia Garzanti di filosofia; Milano Garzanti editore 1993 pag. 430
[7] Cesare Lombroso (Verona 1835 – Torino 1909), psichiatra. Fu l’inventore della psicologia criminale, secondo la quale i tratti della personalità criminale sono determinati da tare e anomalie somatiche
[8] Hilgard E.R.; Psicologia, corso introduttivo; Firenze Giunti Barbera 1971
[9] Op. Cit. Hilgard Ernest R., 1971
[10 ]Cfr. Jung C.G., Opere, Torino, Boringhieri, 1983
[11] Imbasciati-Castelli; Psicologia del fumetto; Firenze, Guaraldi editore 1975
[12 ] Ad esempio una macchia di inchiostro, come nel test di Rorschach, viene percepito ed elaborato con una valutazione o con un significato quasi esclusivamente soggettivo e personale.
[13] Imbasciati-Castelli; Psicologia del fumetto; Firenze Guaraldi editore 1975
[14] Op. Cit. McCloud Scott, 1996
[15] Op. Cit. McCloud Scott; 1996
[16] Op. Cit. McCloud Scott; 1996
[17] Brancato S.; Fumetti. Guida ai comics nel sistema dei media; Roma, DATANEWS, 1994, pag. 46. [18] Premoli S.; Il soggetto in divenire; Milano Cortina, 1992, pag. 159
[19] Brandanti W., Zuffinetti P. (a cura di); Le competenze dell’educatore professionale; Roma, Carocci, 2004
Riferimenti iconografici:
Le immagini di questo testo sono state tratte da:
· Figg da 1 a 6: McCloud Scott, Capire il fumetto, l'arte invisibile, Torino Vittorio Pavesi Production, 1996
· Fig 7: Tex, Bonelli editore Milano
· Fig 8 e 9: Palumbo-Vargas Rosanna, Fumettosofia, Milano, Guerini e associati, 1989
Autori: Fabio Pinciroli è Educatore Professionale coordinatore a Milano; Alessandro Reati, educatore professionale, psicologo, docente presso l'Università degli Studi di Milano e la libera Università di Bolzano
copyright © Educare.it - Anno VI, Numero 2, Gennaio 2006
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6. I Centri d'Aggregazione Giovanile Da alcuni decenni i Centri di Aggregazione Giovanile si collocano all’interno dei servizi di prevenzione primaria al disagio sociale. Si rivolgono a preadolescenti, adolescenti e giovani ed operano in stretta sinergia con la realtà della zona in cui sorgono, offrendo un punto di ritrovo strutturato a quei ragazzi che, sebbene non abbiano ancora sviluppato comportamenti devianti conclamati, presentano difficoltà d’integrazione nelle reti sociali del proprio quartiere o del proprio paese. I Centri Psico Sociali
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