Il rispetto della dignità umana, l'autonomia e la libertà nelle decisioni, la non discriminazione, la piena partecipazione e il pieno coinvolgimento, le pari opportunità e l'accessibilità: sono gli obiettivi della legge n. 7 approvata il 14 luglio 2015 dalla Provincia autonoma di Bolzano dal titolo "Partecipazione e inclusione delle persone con disabilità".
Nelle persone che soffrono di anoressia nervosa, la scelta degli alimenti è associata a un aumento di attività in una specifica regione del cervello, lo striato dorsale. Questa regione è nota perché è coinvolta nella gestione dei comportamenti abitudinari. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori della New York University , che firmano un articolo pubblicato su “Nature Neuroscience”.
L'anoressia nervosa è una malattia dalle molte sfaccettature, ma in tutte le sue forme vi sono alcuni comportamenti altamente stereotipati, uno dei quali è la scelta di alimenti a basso contenuto calorico e basso contenuto di grassi. Clinicamente, questo modello di comportamento è stato spesso interpretato come la manifestazione di una notevole capacità di ignorare pulsioni primarie, come la fame, attraverso un rigido autocontrollo in vista dello scopo prefisso: il dimagrimento.
Tuttavia anche le persone che entrano in terapia e cercano di aumentare di peso (ossia, cambiano obiettivo), spesso sembrano incapaci di modificare il loro modello di scelta del cibo: continuano a scegliere cibi a basso contenuto di grassi e basso contenuto calorico.
Karin Foerde, Joanna Steinglass e colleghi hanno studiato 21 pazienti in terapia per l'anoressia nervosa (ma non ospedalizzati) e 21 soggetti sani di controllo, e in una serie di test li hanno fatti scegliere fra svariati prodotti alimentari che differivano per salubrità e gusto. Per assicurarsi che le scelte fossero fatte a ragion veduta, qualche tempo prima del test erano stati fatti assaggiare piccoli campioni dei vari alimenti. Mentre i soggetti facevano le scelte il loro cervello erano monitorato con risonanza magnetica funzionale.
Gli autori hanno scoperto che i pazienti con anoressia nervosa scelgono sempre porzioni nettamente più piccole di alimenti ad alto contenuto di grassi e che a questa scelta corrisponde un aumento dell'attività dello striato dorsale. Inoltre, confrontano i dati di risonanza con quanto registrato giorno per giorno sul “diario alimentare” dei soggetti, i ricercatori hanno scoperto che i livelli di attività nello striato rilevati in un certo giorno permettevano di prevedere l'apporto calorico che i soggetti avrebbero avuto il giorno successivo.
Nelle persone che soffrono di anoressia nervosa, la scelta degli alimenti è associata a un aumento di attività in una specifica regione del cervello, lo striato dorsale. Questa regione è nota perché è coinvolta nella gestione dei comportamenti abitudinari. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori della New York University , che firmano un articolo pubblicato su “Nature Neuroscience”.
L'anoressia nervosa è una malattia dalle molte sfaccettature, ma in tutte le sue forme vi sono alcuni comportamenti altamente stereotipati, uno dei quali è la scelta di alimenti a basso contenuto calorico e basso contenuto di grassi. Clinicamente, questo modello di comportamento è stato spesso interpretato come la manifestazione di una notevole capacità di ignorare pulsioni primarie, come la fame, attraverso un rigido autocontrollo in vista dello scopo prefisso: il dimagrimento.
Karin Foerde, Joanna Steinglass e colleghi hanno studiato 21 pazienti in terapia per l'anoressia nervosa (ma non ospedalizzati) e 21 soggetti sani di controllo, e in una serie di test li hanno fatti scegliere fra svariati prodotti alimentari che differivano per salubrità e gusto. Per assicurarsi che le scelte fossero fatte a ragion veduta, qualche tempo prima del test erano stati fatti assaggiare piccoli campioni dei vari alimenti. Mentre i soggetti facevano le scelte il loro cervello erano monitorato con risonanza magnetica funzionale.
Gli autori hanno scoperto che i pazienti con anoressia nervosa scelgono sempre porzioni nettamente più piccole di alimenti ad alto contenuto di grassi e che a questa scelta corrisponde un aumento dell'attività dello striato dorsale. Inoltre, confrontano i dati di risonanza con quanto registrato giorno per giorno sul “diario alimentare” dei soggetti, i ricercatori hanno scoperto che i livelli di attività nello striato rilevati in un certo giorno permettevano di prevedere l'apporto calorico che i soggetti avrebbero avuto il giorno successivo.
Oggi, 20 novembre, è la Giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Quest'anno, nella data odierna, cade il 26° anniversario dell'approvazione della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell'adolescenza, il trattato sui diritti umani più ratificato nella storia. Le Nazioni Unite hanno affidato all'UNICEF il compito di garantirne e promuoverne l'effettiva applicazione nei 196 Stati che l'hanno ratificata.
Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha inviato a tutte le scuola italiane, attraverso gli uffici territoriali competenti, le linee guida per l’Educazione Alimentare 2015. Esse “...configurano il quadro epistemologico nel quale collocare l’Educazione Alimentare nel Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione italiano, anche alla luce delle eredità educative e culturali di EXPO 2015” [1].