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Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXVI, n. 8 - Agosto 2026

#disagio

  • 25% studenti con disagio dai dati Miur-Istat

    imgNegli ultimi anni "c'è stato un grande cambiamento sociale, un aumento vertiginoso del disagio sia tra bambini che tra gli adolescenti". Lo dice Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell'Istituto di Ortofonologia , intervenuto al convegno in Sala Zuccari al Senato su "Nuovi percorsi formativi per la tutela dei nuclei familiari fragili".

  • Disturbi alimentari ed educativa domiciliare: oltre la prospettiva clinica

    DCAL’articolo presenta gli esiti di una ricerca esplorativa sui bisogni vissuti da adolescenti con disturbi del comportamento alimentare e dalle loro famiglie nella delicata fase del rientro a casa dopo il ricovero. Lo studio, condotto attraverso interviste semi-strutturate a tre nuclei familiari e analizzato secondo il metodo fenomenologico empirico, mette in luce criticità relative alla ricostruzione della quotidianità, al clima familiare, alla comunicazione tra genitori e figli, alla paura delle ricadute e al senso di isolamento avvertito dalle figure genitoriali. Assumendo la prospettiva bio-psico-sociale, il contributo evidenzia come la presa in carico clinico-terapeutica, pur indispensabile, possa non rispondere appieno ai bisogni educativi, relazionali e progettuali che emergono nella fase post-dimissione. I risultati, pur non generalizzabili per la natura esplorativa e la ridotta ampiezza del campione, offrono indicazioni utili per ipotizzare la sperimentazione di interventi di educativa domiciliare integrati nel percorso di cura. Tale dispositivo potrebbe favorire la mediazione tra contesto clinico e vita quotidiana, sostenere il nucleo familiare e accompagnare l’adolescente nella ridefinizione del proprio progetto di vita, all’interno di un lavoro di rete multiprofessionale.

    The article presents the findings of an exploratory study on the needs experienced by adolescents with eating disorders and their families during the delicate transition back home after hospitalization. The study, based on semi-structured interviews with three family units and analyzed using the empirical phenomenological method, highlights critical issues related to rebuilding everyday life, family climate, parent–child communication, fear of relapse, and the sense of isolation experienced by parents. Adopting a biopsychosocial perspective, the article shows that, although essential, clinical and therapeutic caremay not fully address the educational, relational, and life-planning needs that emerge after discharge. Although the findings cannot be generalized because of the exploratory nature of the study and the small sample size, they offer useful indications for considering the experimental introduction of home-based educational interventions integrated into the care pathway. Such an intervention could help bridge the gap between the clinical setting and everyday life, support the family as a whole, and accompany the adolescent in redefining their life project within a multidisciplinary network of care.

  • Il corpo come vettore semantico del disagio giovanile

    corporeitaL’articolo propone una lettura della crisi della società contemporanea attraverso il corpo, in una visione che coniuga l’esperienza soggettiva/oggettiva, il corpo come dato di natura e il corpo come prodotto culturale e collettivo. In particolare, si analizza la relazione dei giovani con il proprio corpo, anche con lo scopo di tracciare alcune linee educative di fronteggiamento del disagio.

  • La generazione hikikomori

    hikikomoriL'isolamento e la solitudine sono l'altra faccia della medaglia di una società iperconnessa nella quale la comunicazione si riduce spesso ad azioni meccaniche che escludono o ignorano il vissuto personale, le emozioni profonde degli adolescenti. La virtualità è diventata una dimensione reale in cui tutto è possibile, un mondo che scorre e si consuma rapidamente senza lasciare nessuna traccia emotiva.

  • Pratiche inclusive e deistituzionalizzanti in età evolutiva: sfide per la Neuropsichiatria Infantile

    deistituzionalizzazioneL’articolo analizza il tema della deistituzionalizzazione e dell’inclusione dei minori, alla luce della normativa attuale. In questo contesto viene esplorato il ruolo cruciale della Neuropsichiatria Infantile per rispondere alle esigenze psico-sociali dei minori e delle loro famiglie, secondo un approccio che non può essere soltanto clinico, ma biopsicosociale e multidisciplinare.

  • Traumi infantili e capacità da adulti

    imgLe persone che durante la loro infanzia hanno avuto delle esperienze traumatiche, contrassegnate da un alto livello di stress psicologico, hanno un rischio maggiore di avere delle difficoltà comportamentali nell’età adulta rispetto a persone che non hanno vissuto tali esperienze. Sovente le problematiche comportamentali cominciano già durante l’età evolutiva. Il meccanismo neurobiologico che è alla base di tale correlazione non è noto fino in fondo.

  • Un servizio alternativo alla comunità per minori con disturbi psichiatrici

    minoreL’insorgere di disturbi mentali in età minorile e il conseguente rischio di esclusione sociale è una questione di rilevanza nazionale ed internazionale. La proposta pedagogica innovativa che l’articolo presenta è l’utilizzo del servizio educativo domiciliare come alternativa all’inserimento del minore in una comunità residenziale educativo-terapeutica. Il caso analizzato è il servizio di “appoggi educativi” della cooperativa sociale Hermete che opera nella provincia ovest di Verona. La ricerca empirica è stata condotta attraverso metodi qualitativi che uniscono l’approccio della grounded theory con la fenomenologia. Nell’articolo sono presentati e discussi i risultati emersi.