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  • Correlazioni fra alimentazione e personalità

    imgLa frutta e la verdura sono componenti essenziali di una dieta salutare: infatti, il loro consumo è associato ad una vita più longeva, ad un minor rischio di malattie cardiovascolari e ad una condizione psicofisica migliore. Più ricerche hanno assodato che i maggiori consumatori di frutta e verdura sono le donne, che hanno un Indice di Massa Corporea nella norma.

    Diversi studi scientifici asseriscono che le caratteristiche di personalità di un individuo svolgono un ruolo determinante nell’adozione di comportamenti salutari nel corso del ciclo di vita. Per esempio, l’essere coscienziosi è associato sovente ad uno stile di vita orientato al mantenimento della salute. Mentre l’essere superficiali e instabili emotivamente è accomunato all’acquisizione di abitudini nocive, come il tabagismo, l’eccessivo consumo di bevande alcoliche, la scarsa aderenza alle terapie mediche di cui si ha bisogno nel corso di una malattia.

  • Il ruolo dell'attività fisica nell'apprendimento, soprattutto a scuola

    imgLa dicotomia fra corpo e mente è da ascriversi alla filosofia di Cartesio. Secondo le teorizzazioni del filosofo francese, ogni uomo possiede due entità separate con differenti funzioni, ovvero il corpo che presiede al movimento e la mente che ha la funzione di pensare e di imparare. Questa ideologia dicotomica ha influenzato i sistemi di istruzione nell’ambito della cultura occidentale. Tutto ciò si riflette nella quotidianità scolastica: durante lo svolgimento delle lezioni, gli alunni devono obbligatoriamente restare seduti. In altre parole, mentre la mente è impegnata a lavorare, il corpo svolge una funzione passiva, quasi di asservimento e di non disturbo al lavoro della mente.

  • L'educazione alla salute e il paradigma genetico-genomico

    medicina genomicaLa medicina negli ultimi tempi ha visto le sue conoscenze moltiplicarsi, tant’è che da molte parti tali progressi sono stati definiti come la terza rivoluzione in ambito medico. Infatti, la prima rivoluzione si fa risalire al periodo compreso fra la metà dell’Ottocento e la metà del Novecento, periodo in cui c’è stato un progressivo miglioramento delle condizioni igieniche di vita e l’uso via via sempre più massiccio di vaccini e antibiotici, che ha portato la vita media ad allungarsi, ossia si è passati dai 35 anni della metà dell’Ottocento ai 65 anni della metà del Novecento. La seconda rivoluzione si situa fra gli anni Ottanta e la fine del secolo scorso, periodo nel quale la medicina ha cominciato a basare la sua pratica sulle evidenze scientifiche (medicina basata sull’efficacia) e sono stati sperimentati nuovi farmaci, soprattutto nelle patologie oncologiche, che hanno permesso di far allungare ulteriormente la durata della vita media, che è passata dai 65 agli 80 anni.

  • L'infezione da COVID-19 nelle persone con tossicodipendenze

    covid dipendenzeAll'interno della popolazione generale, i tossicodipendenti rappresentano una categoria che presenta una maggiore suscettibilità verso l’infezione da COVID-19 per la presenza di altre patologie croniche in comorbidità, che determinano una condizione di fragilità. Tra di esse la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), frutto sovente del fumo di sigaretta (abitudine molto diffusa fra questi soggetti), infezioni da HIV, epatite croniche, tubercolosi, disturbi mentali con utilizzo di psicofarmaci.

  • Life skills e benessere nella senescenza: le correlazioni

    imgLe life skills o competenze per la vita sono un gruppo di abilità, che possono essere apprese indirettamente attraverso l'educazione oppure direttamente mediante le esperienze di vita. Esse sono rapportabili all'ambito cognitivo, emotivo e relazionale e hanno la finalità di aiutare la persona a risolvere i problemi che si presentano nella quotidianità. Che ruolo svolgono le life skills nel promuovere il benessere economico, la salute e il benessere psicologico nelle fasi avanzate della vita?

  • Toscana: Scuole e genitori per la sicurezza dei bambini a tavola

    imgOgni anno in Italia muoiono circa 50 bambini per l’ostruzione delle vie aeree, in media uno a settimana, come ci ricorda la Società Italiana di Pediatria (SIP). La responsabilità è di alcuni cibi all'apparenza innocui, ma potenzialmente dannosi per un bambino piccolo o un lattante se non tagliati adeguatamente, come i chicchi d'uva, le rondelle di wurstel o di carote, gli gnocchi, il grasso del prosciutto, i tocchetti di formaggio e tanti altri ancora. Di fronte a queste inutili tragedie non si può certo stare inerti ed è così che le due Associazioni toscane AGe, AGesc, e le Federazioni Fidae e Fism si sono impegnate a diffondere informazioni sul manuale "La sicurezza a tavola" in tutte le scuole statali e paritarie della Toscana.