- Categoria: Fabulazione e narrazione
La fiaba e il mito, la fiaba e la favola
Article Index
Certe fiabe popolari si sono evolute dai miti, perciò miti e fiaba hanno molto in comune. Nei miti l’eroe è presentato all’ascoltatore come una figura che egli dovrebbe, il più possibile, emulare.
Questi eroi sono persone particolari: Teseo, Ercole, Brunilde…hanno dei nomi e si conoscono molto bene anche i loro genitori e tutti i personaggi che incontrano.
Le fiaba invece parla di persone comuni, assai simili a ciascuno di noi e vengono chiamati "una ragazza", "il fratello minore", "il re", "il sarto" oppure ci viene indicato il loro soprannome "Cenerentola", "Cappuccetto Rosso". Anche quando il protagonista riceve un nome come nel ciclo di Jack o in Hansel e Gretel, l’uso di nomi comunissimi li rende termini generici, validi per qualsiasi ragazzo o ragazza.
Fate e streghe, giganti e madrine, rimangono anch’essi senza nome, facilitando così proiezioni e identificazioni. Gli eroi mitici inoltre hanno dimensioni sovrumane e solo questa consapevolezza aiuta il bambino a non sentirsi "fallito" o "schiacciato" dalla richiesta implicita di emulare l’eroe nella propria vita.
I fatti, gli avvenimenti nel mito sono presentati come straordinari, unici: non avrebbero potuto aver luogo in nessun altro ambiente ed essere accaduti a nessun altra persona; sono eventi grandiosi. Ciò non vuol dire che l’avvenimento è miracoloso, ma è descritto come tale. Gli eventi che si verificano nelle fiabe sono spesso straordinari quanto o più di quelli mitici, ma sono presentati sempre come ordinari, come qualcosa che potrebbe accadere a voi o a me.
Nel mito si possono incontrare anche figure fiabesche, ma viene esplicitato chiaramente chi sono e cosa rappresentano, nonché quale scelta è necessario fare in loro presenza. La fiaba non affronta mai gli ascoltatori in modo così diretto; aiuta i bambini a sviluppare il desiderio di una conoscenza superiore tramite le implicazioni della storia: convince grazie al richiamo che esercita sulla nostra immaginazione e all’esito positivo e stimolante degli eventi narrati.
Concludendo, si potrebbe dire che in chiave psicoanalitica i miti sono utili alla formazione del super-io, mentre le fiabe aiutano l’integrazione dell’Io che consente una adeguata soddisfazione dei desideri dell’Es. La diversità spiega il contrasto fra il radicato pessimismo dei miti e il sostanziale ottimismo delle fiabe.

